La storia della Volvo Cross Country
La station wagon rialzata più famosa al mondo ha una storia interessante che parte da... gli Stati Uniti
Dici Cross Country e pensi a Volvo. La V70, mitica, capostipite di un progetto nato nel 1997. Ma anche l'ultima, la EX30, con questa catena montuosa a raccontarla. Ma qual è la storia dietro una sigla che è diventata icona? Un'idea che ha cambiato il modo di vedere la libertà in auto, senza pensare ai SUV. E per raccontarla dobbiamo pensare…agli Stati Uniti.
Volvo EX30: il ritorno del Cross Country
È il 2023 quando Volvo presenta la sua EX30. Un SUV compatto di 4 m e 23 cm per una nicchia, quella dell'elettrico, che fa discutere. Eppure, è un'auto che cattura l'attenzione. In Europa, dopo Tesla, si vende lei. Al suo primo anno.
E allora a inizio 2025 a Göteborg pensano a un grande ritorno. Creare una versione Cross Country. Rispolverare un concetto ormai sopito da circa 8 anni...ma più che concetto... un'identità diventata un tutt'uno con chi ama Volvo. Impresa non da poco.
Perché Volvo ha una storia che si lega fondamentalmente alle station wagon certo. Il mondo però è cambiato: oggi i "ruote alte" - che ci piaccia o no – la fanno da padrone. SUV o crossover che siano. E quindi questa Cross Country è figlia del suo tempo.
Il DNA Cross Country della EX30
La nuova EX30 Cross Country mantiene i tratti distintivi che hanno reso celebre il marchio Cross Country:
- Passaruota allargati
- Protezioni sottoscocca apposite sia davanti che dietro
- Assetto rialzato di 19 mm rispetto alla EX30 normale
- Dettagli che si legano alla sua natura a 360°
Kebnekaise, la catena montuosa della Svezia Artica è rappresentata su un'incisione, con la sua topografia e le sue coordinate. Una copertura ad hoc per un'auto che non ha bisogno di una griglia per un motore termico. Dietro, alla stessa maniera, dei dettagli di stile che riprendono un'idea che fu.
È dentro che questo crossover mostra il nuovo corso di Volvo: pulita, razionale certo, con assemblaggi granitici e dettagli – più che i materiali di un tempo che furono – che la rendono gradevole. Guardate solo gli specchi senza cornice o le maniglie.
Le origini: tutto nasce negli anni '90
Sono gli anni Novanta e negli Stati Uniti sta esplodendo il fenomeno dei SUV. Grandi. Alti. Potenti. Per le immense praterie, ranch, spazi assolati e montagne dal Colorado al Texas sono perfetti. Per l'Europa un po' di meno.
La Svezia poi, aveva un problema, chiamiamolo così: migliaia di famiglie con la casa in città e la villa in montagna. E lì il meteo non perdona: strade sterrate, neve sei mesi l'anno quando va bene.
La razionalità e l'affidabilità di una Volvo erano perfette certo, ma su neve e sterrato…faticavano un po' di più. Leggenda narra che al direttore del design Peter Horbury venne l'idea osservando i clienti scandinavi che si modificavano le Volvo 850 da soli. Pneumatici invernali fuori misura, sospensioni rialzate aftermarket, protezioni sottoscocca artigianali…
"E se lo facessimo noi…ma fatto per bene?" Ecco.
1997: nasce la V70 XC
1997. A Francoforte Volvo presenta la V70 AWD…XC. Cross Country. Non è mica un SUV. Ma una station wagon con alcune modifiche chiave: 35 mm di altezza da terra, trazione integrale viscosa Aldex, protezioni sottoscocca e passaruota allargati, così come pneumatici maggiorati.
Il messaggio di Volvo è chiaro: non serve un SUV per andare all'avventura. Dalla Svezia prevedono di vendere 5.000 V70 XC l'anno. Ne vendono il triplo. E il primo mercato è proprio l'America.
Tanto che – si racconta - un dealer di Boston affermò che i clienti chiedevano la Cross Country anche se vivevano in città, solo perché "faceva capire che avevi una vita oltre l'ufficio".
2000-2007: la seconda generazione diventa XC70
Il successo è destinato a ampliarsi, tanto che tra il 2000 e il 2007 nasce subito una seconda generazione. Lei ha impresso di più il concetto delle Cross Country...cambiando nome. Non più V70 Cross Country ma XC70. Due lettere che poi cambieranno anche il loro significato evolvendolo.
Guardate gli interni: sedili che sembrano poltrone tanto sono comodi, e una plancia intrisa di tasti e funzioni sì, ma senza essere "pesante". Lettore CD e tasti per il telefono. Romanticismo. Un abitacolo che è come un buon vino di un tempo, o un vinile. Qualità analogica insomma. Fascino certo...ma praticità anche, con il baule così regolare e capiente.
Volvo XC70 e Volvo EX30, storia del Cross Country
La XC diventa uno status symbol. E da lì inizia un'era d'oro. Non è un modo di dire. Secondo uno studio della casa, la Cross Country veniva comprata per raggiungere la seconda casa, per la sicurezza invernale sì, ma c'era un dato impressionante: l'immagine lifestyle che dava.
Dovevi avere una Cross Country anche se non ti muovevi dalla città. Rappresentavi il simbolo di una potenziale libertà. E badate bene, questo elemento è fondamentale.
La meccanica della XC70
Sotto il cofano c'è il 2.4 D5. Cinque cilindri Diesel da 185 CV. Coppia piena, consumi buoni. E poi la trazione integrale Haldex: era anteriore in condizioni normali, posteriore quando serviva.
E poi quell'altezza da terra - 209 mm, 66 in più rispetto alla V70 - che le permetteva di passare su strade sterrate e evitare buche, sassi, radici. E perfino guadi – con un'altezza massima di 300 mm.
2007-2016: la terza generazione
Tra il 2007 e il 2016 Volvo produce la terza generazione di XC70. Più tecnologica, più raffinata ma anche più cara. Si consolida. Anzi, l'idea Cross Country si amplia con il lancio della V40 e della V60.
Il mercato sta però cambiando. La gente inizia a preferire sempre più i SUV. Però le città sono sempre più caotiche, compresse, densamente popolate. E quindi servono magari anche compatti per un uso a 360°.
E Volvo decide per una doppia via. XC rimane la sigla che denomina i SUV. Cross Country l'allestimento per le wagon 4x4...un modo di pensare l'auto...anche se, ahimè, le wagon sono sempre più una nicchia. Tanto che, per dire, in questi ultimi tempi V90 e V60 Cross Country arrivano a fine ciclo.
2025: il ritorno con EX30 Cross Country
Nel 2025, Volvo riprende quel filo. Non con una wagon. Con qualcosa di diverso. La EX30 Cross Country è un crossover. Compatto. Elettrico. Urbano. È questo il punto: non è la V70. Non è la XC70. Ma eredita la loro filosofia.
Come va su strada
I 428 CV e 543 Nm di coppia sono prorompenti, ma soprattutto facili da gestire. Questo perché l'erogazione dell'elettrico è certosina, e perfettamente gestibile con questo pedale dell'acceleratore, con una trazione integrale che si ripartisce più chirurgicamente rispetto a un tempo. Un vantaggio, se si pensa a terreni con poco grip.
Volvo XC70 e Volvo EX30, storia del Cross Country
E poi la frenata. Niente fronzoli, ma solo una mappa one pedal drive che in città risulta perfetta perché in fase di rilascio e rigenerazione, ha una progressività molto dolce. All'occorrenza poi, si può disinserire.
C'è poi l'assetto: sospensioni con uno smorzamento ben regolato, ma anche piatto con quel baricentro che dicevamo prima. Il tutto con un peso che, per essere un'elettrica, non è nemmeno così elevato visto che ci troviamo sui 1.800 kg.
Volvo XC70 e Volvo EX30, storia del Cross Country
Lo so, il DNA è qualcosa di completamente differente. Dimensioni, proporzioni...e se ci pensate, anche il simbolo culmine...il bagagliaio. Sono segnali di un cambio di paradigma. Se vogliamo anche di un cambio sociale visto che la EX30 ha una capacità che passa da 318 a 1.000 litri.
Certo, se ci pensate...un tempo, in vacanza o in trasferta, si caricava la propria auto di ogni bene. Oggi questo serve meno. Anche se quegli oltre 500 litri della XC70, su comunque 4,83 metri sono sempre stati interessanti.
Ma come dicevamo anche prima...una Cross Country è anche una percezione tecnico-stilistica...una dichiarazione di intenti.
Elettrico vs gasolio: due mondi opposti
La EX30, per certi versi, rappresenta un principio opposto alla V70. Gasolio contro elettrico. Innegabile.
Eppure, entrambi non devono sottostare alla legge dei grandi SUV.
Volvo XC70 e Volvo EX30, storia del Cross Country
E questa EX30, per raggiungere quella tanto agognata seconda casa fuori porta, passando per nevischio, strade bianche, battute, boschi, dopo un uso quotidiano in città, può essere una giusta sintesi.
A patto che si possa ricaricare in quella seconda casa, o lì vicino certo! Nulla che, nel 2025, sia così complicato. Basterebbe- effettivamente – una wallbox a disposizione.
L'autonomia e la tecnologia
D'altro canto, lo sappiamo. L'elettrico è una scelta, ma in questo caso non serve nemmeno dannarsi troppo per cercare anche punti di sosta: perché la Cross Country ha il sistema Google nativo integrato che gestisce alla perfezione le fasi di un viaggio tra carica e soste. E poi perché i 65 kWh sfruttabili sono più che sufficienti per un weekend nella natura, sfruttando anche la sua di natura....quella che non emette CO2 e NOx su strada – e fuori strada- e che permette di guidare in serenità tra boschi e strade battute – senza nemmeno emettere suoni che, in un contesto del genere, possono risultare anche fastidiosi.
| Timeline Cross Country | |
| 1997 | Nasce la V70 AWD XC (Cross Country) - Prima generazione |
| 2000-2007 | Seconda generazione - Diventa XC70 |
| 2007-2016 | Terza generazione XC70 + V40 e V60 Cross Country |
| 2016-2024 | Declino delle wagon - Fine ciclo V90 e V60 Cross Country |
| 2025 | Ritorno con EX30 Cross Country - Primo crossover elettrico |
Fotogallery: Volvo XC70 e Volvo EX30: la storia del Cross Country
Consigliati per te
Volvo EX30 Cargo: il SUV diventa furgone, anche Cross Country
Ecco chi guiderà lo sviluppo delle nuove Lamborghini
Il SUV compatto di Volvo si aggiorna
Dealer automotive, bee2link punta su efficienza e marginalità
Secondo Volvo questo cambiamento migliorerà la sicurezza in auto
Citroen Ami Rip Curl: la serie speciale urbana in stile surf
La Volvo EX30 diventa tutta nera con la Black Edition