Nuova Omoda 7, sfida cinese alla Toyota RAV4
Ibrida plug-in, si posiziona tra Omoda 5 e Omoda 9, da 34.900 euro al lancio full optional
La Omoda 7 è il nuovo modello del marchio che, insieme a Jaecoo, appartiene al costruttore cinese Chery e si va a posizionare tra la Omoda 5 e la Omoda 9. Come dimensioni si posiziona nella parte alta del segmento C, dove si trovano SUV e crossover come le Toyota RAV4, Mazda CX-5, MG HS.
Le Omoda 5 e Omoda 7, inoltre, si posizionano sotto e sopra la lunghezza di 4,50 metri della carrozzeria come succede nel listino di altri marchi, come Nissan con Qashqai e X-Traill, il gruppo Volkswagen con la Tiguan e la Kodiaq, Renault e Dacia con la Austral e la Bigster, Stellantis con le 3008, 5008, C5 Aircross e Grandland, Hyundai e Kia con la Tucson e la Sportage.
Al lancio, la Omoda 7 è disponibile con la motorizzazione ibrida plug-in SHS-P da 279 CV, che ho guidato in questa prima prova su strada.
Esterni | Interni | Guida | Prezzi
| Mi piace | Non mi piace |
|
Dotazione completa di tutto |
Risposta di sterzo migliorabile |
| Prezzo competitivo | Altezza del bagagliaio limitata |
| Vantaggi (es. fiscali) della motorizzazione ibrida plug-in |
Omoda 7 (2026): gli esterni
Analizziamo più in dettaglio le caratteristiche della nuova Omoda 7: è un auto lunga 4,62 metri, a metà strada tra la Omoda 5 (lunga tra i 4,37 e i 4,45 metri) e la Omoda 9 (lunga 4,77 metri).
Come anticipato poco fa, si tratta di un crossover che in termini di dimensioni si colloca nella parte superiore del segmento C, dove si trovano auto paragonabili come la Toyota RAV4 (4,60 m), la Mazda CX-5 (4,69 m), la Nissan X-Trail (4,68 m), la Dacia Bigster (4,57), la Skoda Kodiaq (4,76 m), la MG HS (4,67 m) o le Citroen C5 Aircross e Opel Grandland (4,65 m).
Omoda 7 SHS-P (2026) - Prova su strada
In questa fascia di mercato si sta dunque sdoppiando l'offerta, differenziando di pochi centimetri i modelli,. La più piccola Omoda 5 si ferma infatti a 4,45 metri, come del resto la Nissan Qashqai (4,43 m), le Hyundai Tucson (4,51 m) e Kia Sportage (4,54 m), la Peugeot 3008 (4,54 m), la Renault Austral (4,53 m) o la Volkswagen Tiguan (4,54 m).
A livello di design, la griglia frontale mantiene il tema geometrico che alterna esagoni e rombi, con una matrice che "sfuma" sui lati del paraurti. Il cofano ha una forma a conchiglia che converge in un muso appuntito, con un trattamento generale delle superfici che smussa gli spigoli.
Questa impostazione stilistica si trova anche sulle fiancate, dove ci sono nervature che a un tratto "annegano" nella carrozzeria. Come altre Omoda, anche su questo modello la linea di cintura sale in corrispondenza del terzo finestrino, dove c'è un lunotto piuttosto inclinato a fare da spalla visiva.
Le luci posteriori orizzontali hanno un disegno interno spezzato, con una tonalità di rosso scelta per aumentare la visibilità in condizioni climatiche sfavorevoli. Tra i colori disponibili ci sono vernici metallizzate e opache: si va dal bianco Khaki White di serie al Matte Soft Grey, disponibile sull'allestimento Premium a 1.200 euro, e per 700 euro sono ordinabili anche le tinte Carbon Crystal Black, Moonlight Silver ed Emerald Green.
Omoda 7 SHS-P (2026) - Prova su strada
Omoda 7 (2026): le dimensioni
| Lunghezza | Altezza | Larghezza | Passo |
| 4,66 metri | 1,67 metri | 1,88 metri | 2,72 metri |
Omoda 7 (2026): gli interni
Il gruppo Chery al momento ha differenziato i modelli dei suoi marchi nel design: "più da SUV" per quel che riguarda Jaecoo e "più da crossover" per Omoda. E nel caso della Omoda 7, anche il bagagliaio è più da crossover che da SUV: il vano di carico infatti non è molto sviluppato in altezza, e non ci sono particolari soluzioni per aumentare la versatilità di carico. La capacità minima di 537 litri, in ogni caso, non è male, così come del resto i 60 litri del serbatoio di benzina, non male per un'auto ibrida plug-in.
Gli ingombri dei componenti meccanici e di elettrificazione sono stati studiati bene anche per quel che riguarda l'abitabilità dei passeggeri posteriori. Il pavimento è piatto anche al centro, la distanza con il divanetto non costringe a piegare troppo le ginocchia e c'è spazio per piedi sotto i sedili anteriori, lo schienale più inclinato della media permette anche ai più alti di scivolare in avanti, recuperando centimetri per la testa.
Omoda 7 SHS-P (2026) - Prova su strada
Sull'allestimento più ricco lo schermo al centro della plancia può scorrere, spostandosi davanti al passeggero anteriore. Il meccanismo, però, fa perdere il classico cassetto portaoggetti e - più in generale - trovo che sia una complicazione in più di cui si può fare a meno. Ci sono comunque altri vani sul tunnel centrale rialzato, dove si trova anche la postazione di ricarica wireless per il telefono.
Il software del sistema multimediale è compatibile con Apple Car Play e Android Auto (sempre con connessione senza fili) ed è abbastanza facile da utilizzare, con un'interfaccia che non ha troppe sovrapposizioni nei vari menu, per interagire con le impostazioni. Quasi tutti i comandi sono nel touchscreen, tranne qualche scorciatoia per l'aria condizionata e le modalità di guida.
Omoda 7 SHS-P (2026) - Prova su strada
Omoda 7 (2026): la guida
Il primo test drive di questa nuova Omoda 7 è stato organizzato nei dintorni di Milano, per guidare solo in città, ma anche un po' in extraurbano e valutare meglio il comportamento stradale. Poca "tangenziale", quindi, con velocità non troppo alte e senza incontrare troppo traffico.
La risposta delle sospensioni è sopra la media rispetto ad altre auto cinesi: assorbono bene le buche in estensione, mentre filtra qualche contraccolpo sui dossi, quindi in compressione, e rimane sempre abbastanza rollio in curva. D'altronde il peso complessivo dell'auto è di poco inferiore ai 1900 kg a vuoto.
Sempre in termini di comfort è stato fatto un buon trattamento per l'insonorizzazione: ci sono i vetri acustici, ma a fare la differenza è soprattutto la logica di intervento del motore termico a supporto della parte di elettrificazione.
Durante la prova su strada la percentuale di carica della batteria era bassa, intorno al 15%, situazione in cui di tanto il motore a benzina si mette in moto, facendosi sentire più che altro quando siete fermi, in corrispondenza di un incrocio ad esempio. Una volta che siete in movimento, invece, è interessante il modo in cui questo tipo di schemi ibridi cerchi di tenere il rumore del motore più basso possibile.
Lo sterzo è sempre poco consistente, in particolare nella fase di riallineamento, e non c'è nemmeno troppa differenza tra le varie tarature nelle calibrazioni tra cui si può scegliere. Il discorso vale anche per la scelta del livello di rigenerazione d'energia con il freno motore, o di quello della frenata.
Omoda 7 SHS-P (2026) - Prova su strada
È vero che un'auto rialzata, come la Omoda 7, invogli a una guida tranquilla, ma ci sono comunque altre auto che - aumentando il ritmo - sono più precise nelle risposte. Devo dire che "tra i cinesi", finora è un po' Leapmotor che ha lavorato di più sulla dinamica di guida seguendo i gusti degli automobilisti europe (facendo parte del gruppo Stellantis).
Ma rispetto alla taratura di altre auto cinesi troppo sbilanciata verso il comfort, il gruppo Chery (con Omoda e Jaecoo) si posiziona a un livello intermedio, trovando un buon compromesso.
Come dati tecnici parliamo di un motore benzina 4 cilindri 1.5 turbo a ciclo Miller, per ottimizzare il rendimento, con 143 CV di potenza, abbinato a un elettrico di trazione da 204 CV e a una seconda unità elettrica da 60 kW, che fa da generatore di energia elettrica per la batteria da 18,4 kWh LFP.
La ricarica è possibile ovviamente anche con la rigenerazione in movimento durante i rallentamenti, ma logica del sistema ibrido SHS è orientata di più a utilizzare l'elettrico per la trazione - per far muovere l'auto - sfruttando invece il termico per ricaricare la batteria, seguendo lo schema dell'ibrido in serie.
È possibile anche il funzionamento da ibrido in parallelo, quando anche il motore a benzina fornisce trazione alle ruote, nel caso in cui vengano richieste più prestazioni, per esempio. La potenza complessiva è di 279 CV, con 365 Nm di coppia, per un tempo di accelerazione nell 0-100 km/h in 8,4 se 180 km/hdi velocità massima.
Torno sulle percentuali di carica della batteria durante il test, perché la logica di questo tipo di ibridi (di cui probabilmente avrete sentito la definizione di "super hybrid") è di usare il motore a benzina e la rigenerazione in condizioni di batteria scarica, per stare tra il 15% e il 20%-25% di livello di carica.
Omoda 7 SHS-P (2026) - Prova su strada
Per valutare l'efficacia di questa strategia, che gestisce l'energia della parte termica per tenersi un "cuscinetto", un buffer di batteria si prende in considerazione il consumo. In questo primo test drive sono stato intorno ai 6,5 litri/100 km, cioè 15-16 km/litro: queste percorrenze a batteria scarica, danno una buona idea dell'efficienza dell'ibrido, assieme a situazioni di guida autostradale.
Per quel che riguarda il consumo del motore elettrico, il computer di bordo ha segnato medie tra i 17 e i 20 kWh/100 km, che consentono autonomie in elettrico di circa 90 chilometri partendo da una batteria carica al 100%. Non lontano, pertanto, dal dato dichiarato nel WLTP combinato di 92 km, che diventano 128 km come autonomia dichiarata nel WLTP urbano La Omoda 7 ricarica in corrente alternata AC fino a 6,6 kW di potenza, e fino a 40 kW in corrente continua DC.
Omoda 7 (2026): i prezzi
L'Omoda 7 è disponibile in 2 allestimenti: la versione Pure ha un prezzo di 38.900 euro, la versione Premium, che costa41.900 euro. In occasione del lancio è previsto uno sconto di 4.000 euro, con la possibilità di usufruire di un finanziamento che, scegliendo ad esempio l'allestimento Pure, prevede 35 rate da 259 euro al mese, con un anticipo di 9.200 euro e una maxi-rata finale da 22.162 euro (TAN 6,95%, TAEG al 7,99%). La garanzia è di 8 anni o 160.000 km.
Per quel che riguarda gli equipaggiamenti, la Omoda 7 Pure da 38.900 euro include cerchi da 19 pollici, fari full led, interni in tessuto ed ecopelle e un sistema multimediale da 15,6 pollici compatibile con Apple CarPlay e Android Auto in modalità wireless. La dotazione di serie prevede anche il cruscotto digitale da 8,9 pollici, il climatizzatore bizona, la ricarica wireless per lo smartphone da 50W, 7 airbag, rivestimenti in tessuto ed ecopelle e il pacchetto di sistemi ADAS di serie.
L'Omoda 7 Premium, al prezzo di 41.900 euro, aggiunge i cerchi da 20 pollici, le modanature in colore black gloss e il display centrale da 15,6 pollici che è anche scorrevole. L'impianto audiocon 8 altoparlanti è fornito da Sony, il tetto è panoramico, c'è in più l'head-up display e gli interni interamente in ecopelle con sedili elettrici dotati di memoria per il lato guida, oltre che di ventilazione e riscaldamento.
Completano il quadro il portellone elettrico e la telecamera a 540 gradi, che simula cioè una vista "trasparente£ sotto l'auto per facilitare le manovre e la guida in fuoristrada. Infine, è possibile aggiungere con 1.500 euro il Premium Pro Pack, che integra il parcheggio automatico da remoto, i sedili massaggianti e il poggiagambe estensibile.
Fotogallery: Omoda 7 SHS-P 2026
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