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Cosa si prova a guidare una hypercar da 1.548 CV?

0-100 km/h in 1,98 secondi, tre motori e un "tempone" al Nurburgring: ecco la prova della prima Xiaomi SU7 Ultra in Italia

Xiaomi SU7 Ultra prova
Foto di: Motor1 Italy

Esiste un’auto cinese che è potente come un’hypercar, gira sotto ai 7 minuti al Nurburgring e costa (in patria) poco più di 60.000 euro. È la Xiaomi SU7 Ultra, la versione più estrema della berlinona asiatica che tanto successo ha avuto sin dal suo lancio avvenuto in Cina nel 2024.

I suoi numeri e le sue linee hanno fatto impazzire i clienti del Paese del Dragone, ma non solo. Anche in Italia c’è chi non ha resistito al suo fascino, ben consapevole delle varie peripezie burocratiche per far arrivare qui un’auto così particolare. Eppure, eccola: l’unica Xiaomi SU7 Ultra circolante in Europa. E noi l’abbiamo provata.

Esterni | Interni | Guida |Come importarla

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Prestazioni impressionanti Le scritte "Ultra" sono poco originali
Miriade di personalizzazioni per le modalità di guida Autonomia ridotta
Qualità degli interni -

Xiaomi SU7 Ultra, gli esterni

Un’auto così è difficile da non notare. Vuoi per la livrea gialla con adesivi neri (e il tetto in contrasto anch’esso nero), vuoi per le dimensioni, che sono senza dubbio importanti. La SU7 Ultra, infatti, è lunga 5,12 m, larga 1,97 m e alta 1,47 m. Insomma, è più grande di una BMW Serie 5, per intenderci.

Xiaomi SU7 Ultra, la prova di Motor1.com

Xiaomi SU7 Ultra

Foto di: Motor1 Italy

Senza contare il kit aerodinamico esclusivo per la versione Ultra. Questa declinazione della Xiaomi presenta uno splitter dedicato, prese d’aria più grandi e uno spoiler largo ben 1,56 m, che da solo consente di ottenere una deportanza di 285 kg. In generale, il coefficiente Cx è davvero basso: 0,23.

Xiaomi SU7 Ultra, la prova di Motor1.com

Xiaomi SU7 Ultra, il frontale

Foto di: Motor1 Italy

A completare gli esterni troviamo anche un diffusore attivo che può inclinarsi fino a 34° (anche manualmente, azionando un comando sul display), dei cerchi da 21” su pneumatici Pirelli P Zero (265/35 anteriori e 305/30 posteriori) e un impianto frenante impressionante. Parliamo di dischi anteriori da 430 mm e da 410 mm al posteriore, con pinze Akebono a sei pistoncini davanti e quattro dietro.

Si tratta di dischi carboceramici tra i più grandi mai montati su una vettura di serie e non sorprende che l’arresto completo da 100 km/h avvenga in appena 30,8 metri (contro una media di 35 metri di altri modelli equivalenti).

Xiaomi SU7 Ultra, gli interni

Il contrasto tra il giallo e il nero continua nell’abitacolo della Xiaomi. Qui troviamo superfici in pelle e alcantara molto curate e con un feeling da vettura premium, anche se il font utilizzato per la scritta "Ultra" ricorda molto quello di un competitor.

Pure le cinture di sicurezza sono gialle e la corona del volante è rivestita in fibra di carbonio e alcantara. La cura degli interni in generale è davvero ottima e sorprendente, mentre la dotazione tecnologica è ovviamente all’altezza dell’auto.

Xiaomi SU7 Ultra, la prova di Motor1.com

Xiaomi SU7 Ultra, gli interni

Foto di: Motor1 Italy

Il guidatore ha davanti a sé un piccolo quadro strumenti digitale con la grafica che cambia in base alla modalità di guida, mentre la maggior parte delle operazioni si svolgono direttamente dal display centrale che in questo caso ha le indicazioni in lingua inglese. Da qui si gestiscono anche le tantissime modalità di guida e i vari suoni abbinati all’accelerazione dell’auto, oltre ad altre funzioni più basilari come la regolazione del volante o anche l'apertura del cofano anteriore.

Xiaomi SU7 Ultra, la prova di Motor1.com

Xiaomi SU7 Ultra, la personalizzazione delle modalità di guida

Foto di: Motor1 Italy

Nel tunnel centrale, invece, trovano posto due interruttori fisici a cui si possono assegnare delle funzioni specifiche, come la visualizzazione delle telecamere (in altissima definizione) o la regolazione dell'altezza dell'auto tra 13 e 17 cm.

Xiaomi SU7 Ultra, la prova di Motor1.com

Xiaomi SU7 Ultra, il bagagliaio

Foto di: Motor1 Italy

Lo spazio posteriore è ampio sia per le gambe che per la testa. E anche in questa zona non mancano diversi dettagli in carbonio, un appendino integrato nei sedili anteriori e un cassetto estraibile nel mobiletto centrale. Il bagagliaio ha una capacità di 454 litri: la bocca non è grandissima, ma il vano è profondo. In aggiunta, c'è un frunk da ben 105 litri.

Xiaomi SU7 Ultra, la guida

Parto dai numeri della SU7 Ultra, che sono qualcosa di extraterrestre. Il powertrain è costituito da tre motori, con due unità sistemate al posteriore (e chiamate curiosamente V8) e una all’anteriore (V6). Chiaramente, la trazione è integrale. E meno male, perché non sarebbe facile altrimenti scaricare a terra 1.548 CV e 1.770 Nm di coppia.

Xiaomi SU7 Ultra, la prova di Motor1.com

Xiaomi SU7 Ultra, la prova di Motor1.com

Foto di: Motor1 Italy

No, non ci sono refusi: questa Xiaomi è più potente di una Bugatti Chiron. E questa sfilza di dati all’apparenza senza senso prosegue così: 0-100 km/h in 1,98 secondi, 0-200 km/h in 5,86 secondi, quarto di miglio in 9,23 secondi e velocità massima di 350 km/h.

E' anche vero che la quantità di cavalli erogata cambia in base alla modalità di guida selezionata. Il sistema è piuttosto cervellotico, ma si può riassumere così: in Eco si viaggia con circa 300 CV e un'accelerazione molto dolce, mentre in Sport si sale a 900-1.000 CV CV. Con altre modalità selezionabili in un'app a parte sul display (chiamata "Track Master") si può arrivare 1.300 CV circa.

C'è poi il pulsantino rosso "Boost" sulla parte destra del volante che aggiunge un ulteriore centinaio di CV per circa 20 secondi, a prescindere dalla modalità scelta. 

Xiaomi SU7 Ultra, la prova di Motor1.com

Xiaomi SU7 Ultra, i valori massimi dichiarati dalla Casa

Foto di: Motor1 Italy

Detto questo, la spinta già con "soli" 900 CV è sensazionale. Ma con tutti i 1.548 CV la Xiaomi diventa un'altra cosa. Avete presente quando la discesa in picchiata sulle montagne russe? Ecco, il senso di vuoto che si prova è molto simile. Lo stomaco viene sbalzato contro il sedile e i muscoli della faccia sembrano quasi deformarsi. In piena accelerazione la SU7 è una vera astronave ed è facilissimo ritrovarsi a velocità folli in un batter d'occhio.

La Xiaomi, però, non va forte solo in linea retta. Anche l'assetto è estremamente curato: l'auto si corica poco in curva e lo sterzo è incisivo nelle modalità più cattive. Tuttavia, per l'utilizzo esclusivo in pista avrei preferito una taratura ancora più cattiva per poter sfruttare meglio le doti dell'auto.

Xiaomi SU7 Ultra, la prova di Motor1.com

Xiaomi SU7 Ultra, la prova di Motor1.com

Foto di: Motor1 Italy

La batteria Qilin 2.0 fornita da CATL ha una capacità di 93,7 kWh, tutto sommato non esagerata se la si paragona a quella di alcuni grandi SUV con dimensioni simili alla SU7 Ultra.

L’autonomia dichiarata è di 620 km nel ciclo cinese CLTC. Detto ciò, nell'utilizzo reale, le percorrenze sono decisamente più ridotte. Il mio breve test non mi ha permesso di eseguire una prova approfondita, ma il proprietario dell'auto dichiara un'autonomia reale vicina ai 300 km. Non proprio un valore top se si pensa di usare la Xiaomi per lunghi tragitti.

Peccato per la velocità di ricarica: in Cina, la SU7 Ultra potrebbe ricaricare fino a quasi 500 kW, ma per collegarla alle colonnine europee serve un adattatore che fa calare il tutto a circa 150 kW. Un valore comunque sufficiente per ricaricare dal 10% all'80% in circa mezz'ora a una colonnina ad alta velocità.

Infine, una curiosità: la SU7 Ultra ha fatto discutere tanto per i tempi registrati al Nurburgring. Il 6'22"01 è stato ottenuto con un'auto alleggerita di 500 kg rispetto a quella "vera", mentre il 7'04'957 è quello con la Xiaomi "stradale". Tra l'altro, quest'ultimo tempo è stato registrato utilizzando la modalità "Endurance", che limita la potenza a circa 900 CV per migliorare l'autonomia. In buona sostanza, se un domani la Casa cinese riuscisse a sfruttare appieno tutti i 1.548 CV potrebbe riscrivere per sempre le leggi dell'Inferno Verde.

Xiaomi SU7 Ultra, come importarla in Italia

Il proprietario Enrico Scaravelli di Scara73 è riuscito a importare la SU7 Ultra dalla Cina in modo relativamente semplice, almeno da quanto emerge dalla sua testimonianza.

L'auto - in questo caso un esemplare usato con poche migliaia di km - è stata scelta grazie a un intermediario in Cina, che ha fornito un report completo sulle condizioni del modello e sulla batteria. Successivamente, sono state avviate le pratiche per il trasporto in Europa e l'omologazione nell'Unione Europea. L'ultimo passaggio è quello dell'immatricolazione italiana. 

Chiaramente, come tutte le vetture d'importazione, il costo nel territorio d'origine non coincide con quello finale pagato da chi acquista l'auto. In mezzo ci sono i costi di trasporto, d'intermediazione e, soprattutto, dazi (al 35% per la maggior parte delle auto elettriche nuove provenienti dalla Cina), tasse e costi di omologazione e immatricolazione. Alla fine, per mettersi in garage una SU7 Ultra in Italia occorrono più di 110.000 euro: un prezzo comunque interessante se paragonato a quello delle rivali europee.

E l'assistenza post-vendita? Qui la storia un po' si complica, oggettivamente. Xiaomi non ha ancora una rete ufficiale in Europa e non ha centri autorizzati nel nostro territorio. Tuttavia, determinate problematiche software possono essere risolte da remoto da alcuni tecnici Xiaomi . Per tutte le altre situazioni, invece, è necessario ordinare i pezzi di ricambio e farseli spedire dalla Cina. E farseli montare in un'officina. 

Fotogallery: Xiaomi SU7 Ultra, la prova di Motor1.com