Noleggio sociale, auto a 100 euro: pro e contro della misura
Il programma da 100 euro al mese è interessante. Ma tra pochi modelli ammessi e click day, i nodi da sciogliere sono diversi
100 euro al mese per guidare un'auto nuova, a basse emissioni, con assicurazione e manutenzione incluse. Sulla carta il noleggio sociale presentato da MIMIT e ACI sembra la misura più generosa mai pensata per il rinnovo del parco auto italiano.
Il condizionale però è d'obbligo: tra requisiti stringenti, budget limitato e un mercato di modelli compatibili ancora tutto da verificare, il programma porta con sé tanto entusiasmo quanto punti interrogativi.
Prima di entrare nel merito di vantaggi e criticità, vale la pena ricordare i numeri chiave della misura: ISEE sotto i 30mila euro, rottamazione obbligatoria di un veicolo fino a Euro 4 posseduto da almeno 12 mesi, contratto minimo di 36 mesi con tetto di 12mila km annui, canone di 100 euro IVA inclusa. Al termine del noleggio, possibilità di riscatto con sconto del 10% sul valore di mercato.
I pro: accessibilità e sicurezza per le famiglie a basso reddito
Il primo punto a favore è la platea a cui si rivolge la misura. Le famiglie con ISEE sotto i 30mila euro sono storicamente quelle più legate al mercato dell'usato datato, spesso per necessità economica più che per scelta. Il noleggio sociale offre loro un accesso diretto a veicoli Euro 6, con emissioni contenute e dotazioni di sicurezza moderne, senza il peso di un finanziamento tradizionale.
Canone onnicomprensivo
Il canone di 100 euro al mese include assicurazione, manutenzione, soccorso stradale e bollo. Per chi oggi si barcamena tra rate, tagliandi e polizze di un'auto vecchia, si tratta di una semplificazione concreta della gestione economica del veicolo.
Effetto ringiovanimento del parco circolante
L'Italia ha uno dei parchi auto più anziani d'Europa e ogni rottamazione obbligatoria di un veicolo fino a Euro 4 toglie dalla strada un'auto tra le più inquinanti e meno sicure in circolazione. Anche numeri contenuti, se il programma dovesse diventare strutturale, avrebbero un effetto cumulativo positivo su emissioni e sicurezza stradale.
Le criticità: pochi modelli, budget limitato, click day
Il primo ostacolo pratico riguarda l'offerta. Francesco Mazzone, direttore generale Aci Mobility ha ipotizzato un tetto di circa 14.800 euro a veicolo che unito ai limiti di CO2 fissati a 135 g/km, restringe drasticamente la rosa dei modelli ammissibili. Questo per prova a finanziare alemeno 3.000 veicoli con 50 milioni previsti
Al momento l'unica vettura che rispetterebbe entrambi i paletti è la Dacia Sandero Essential, quella col motore 1.0 benzina aspirato da 65 CV che però è in fase di esaurimento scorte. City car molto vendute come Fiat Panda, Kia Picanto, Hyundai i10 e Leapmotor T03 restano invece fuori: rientrano nei limiti di emissioni, ma superano il tetto di prezzo.
Il modello definitivo non è comunque ancora blindato: l'assegnazione passerà da un bando pubblico a cui i costruttori potranno candidare le proprie vetture, e uno sconto in sede di gara potrebbe allargare la platea di auto ammesse. Le tempistiche europee per l'affidamento del bando, inoltre, fanno slittare l'operatività concreta del programma più verso il 2027 che verso la fine del 2026.
Se il prezzo massimo fosse confermato a 14.800 attualmente solo la Dacia Sandero Essential potrebbe essere noleggiata
Una platea ristretta rispetto al bisogno
Il programma, come detto, prevede circa 3mila vetture nella fase sperimentale, a fronte di un parco circolante che supera i 39 milioni di veicoli e di una quota consistente di famiglie sotto la soglia ISEE indicata. Il budget di 50 milioni di euro, per quanto un segnale di indirizzo politico, resta lontano da un intervento strutturale sul ricambio del parco auto.
Il nodo click day
Le domande verranno gestite tramite uno sportello telematico ancora in fase di definizione, con graduatoria basata sull'ordine cronologico di presentazione. Il meccanismo del "click day" ha già mostrato, in altre misure incentivanti italiane, il rischio di esaurimento dei fondi in pochi minuti, lasciando fuori gran parte della platea potenziale.
Vincoli d'uso un po' stringenti
Il tetto di 12mila km annui e la durata minima di 36 mesi possono risultare penalizzanti per chi percorre molti chilometri o per chi preferirebbe maggiore flessibilità contrattuale. Per questo profilo di utenza, un usato Euro 6 selezionato resta spesso un'alternativa più elastica, anche se meno conveniente sul piano del canone mensile.
Il confronto con il resto della filiera
Va, infine, ricordato che il noleggio sociale è solo una delle leve del DPCM Automotive: oltre il 70% delle risorse complessive del decreto è destinato al rafforzamento della filiera produttiva, tra Accordi per l'innovazione e mini Contratti di sviluppo, con un bando atteso nell'ultimo trimestre del 2026. La misura per le famiglie, per quanto la più mediatica, rappresenta quindi solo una parte di un intervento più ampio sul settore automotive italiano.
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