Spaziosa, affidabile e tecnologica lo è sempre stata, ma compete in un segmento davvero difficile

Se l'acquisto dell'auto fosse dettato solo dalla razionalità, la Ford Mondeo e le sue rivali dirette come la Citroën C5, la Hyundai i40, la Mazda 6, la Opel Insignia, la Peugeot 508 e la Renault Laguna si spartirebbero il segmento D del mercato, lasciando solo le briciole alle tre premium Audi A4, BMW Serie 3 e Mercedes Classe C (cui si possono aggiungere, mezzo gradino sotto, Volkswagen Passat e Volvo S60). Il motivo? Facile: hanno poco o nulla da invidiare in termini di tecnologia e qualità, ma sono mediamente più spaziose e costano nettamente meno. Invece, sono proprio le “tre+due ” di cui sopra a godere dei favori del pubblico. Se a questo si aggiunge il fatto che sempre più le berline a tre volumi e le station wagon sono minacciate dalle SUV e dalle Crossover, si capisce perché un'azienda importante come la Ford abbia atteso così tanto a mettere in commercio l'ultima generazione di Mondeo. Un modello che ha una storia più che ventennale, ma che proprio da qualche anno a questa parte sta soffrendo le nuove mode e la contrazione del mercato europeo.


Mondeo, tentativi di “One Ford” e trazione anteriore


L'importanza della prima Mondeo va al di là dai numeri ottenuti sul mercato. Perché? Semplice: primo, segna il passaggio dal motore longitudinale/trazione posteriore della Sierra - che sostituisce - al “tuttoavanti” con motore montato in posizione trasversale. Secondo, perché da qui l'Ovale Blu, inizia il suo percorso verso la strategia One Ford, ovvero la commercializzazione di uno stesso modello su tutti i mercati del mondo, fatti salvi alcuni piccoli aggiustamenti per il rispetto delle normative locali. La Mondeo I, in realtà, ha in comune solo piccole parti con la Contour commercializzata in Nord America, ma la strada della razionalizzazione dei costi è ormai intrapresa e da lì non si torna indietro. Per il resto, come accade piuttosto spesso negli anni Novanta, la vettura è venduta con tre carrozzerie: oltre alle classiche 3 volumi e station wagon, c'è anche la due volumi “e mezzo”. La coda è più corta, il lunotto più ampo e inclinato e, soprattutto, il portellone regala un accessibilità quasi da SW al vano bagagli. Superiore alle aspettative il dinamismo su strada: da sempre Ford Europa cura con particolare attenzione la guidabilità delle proprie vetture e la vettura non è da meno, nonostante il look tutt'altro che sportivo e la rinuncia alla trazione posteriore.


Media sulla carta, XXL nelle dimensioni, ecco la seconda Mondeo


Con la seconda generazione, la media americana cresce a dismisura e supera la bellezza di 4,7 metri con carrozzeria berlina e di 4,8 con carrozzeria station wagon. In Ford probabilmente intuiscono che non se la possono giocare ad armi pari con la “creme” del segmento, dunque puntano tutto sulla grandezza, che significa quindi un'abitabilità da segmento E (se non superiore, in alcuni casi) e, nel caso della familiare, un vano di carico praticamente da veicolo commerciale: profondo, alto, largo e dalla forma regolare. Grande e grossa è anche molto sicura, grazie al sistema IPS - acronimo di Intelligent Protection System – che coordina tutti i dispositivi di sicurezza di bordo al fine di garantire la massima protezione agli occupanti. Un sistema nel quale in Ford credono tantissimo, al punto da farne uno dei cavalli di battaglia nella campagna di comunicazione della vettura.


Ancora più grande e sportiva


Come se non bastassero gli ingombri da ammiraglia della Mondeo II, la III aggiunge ancora qualche cm in ogni direzione. Non a caso, la piattaforma sulla quale viene sviluppata è la stessa che dà vita, tra le altre, alle monovolume S-Max e Galaxy e alla Volvo S80. Fatte queste premesse, verrebbe da pensare che sia un'auto tutto comfort e abitabilità. Sbagliato. O meglio: le sospensioni isolano abbastanza bene dalle asperità, l'abitacolo è silezioso e lo spazio abbonda in ogni direzione, ma la Mondeo è soprattutto un'auto da guidare. Nonostante le dimensioni e la stazza, infatti, a lasciare il segno è la precisione dello sterzo, la reattività in curva e il feeling da sportiva di razza, migliore di quello di vetture ben più pretenziose. Tra le novità introdotte dalla Mondeo III, sono da segnalare senza dubbio le sospensioni a controllo elettronico con possibilità di scegliere fra una taratura più morbida e una più sportiva, ma anche l'adozione del cambio a doppia frizione, prima assoluta per il modello.

Ford Mondeo, americana d'Europa da 20 anni

Foto di: Adriano Tosi