Rincarano vetture nuove, ricambi, riparazioni, benzina.. ma non "troppo"

La telenovela dell’Iva al 22% non conosce tregua. Il teatrino della politica italiana ha appena dato vita a una nuova puntata. A poche ore dall’1 ottobre 2013, quando aumenterà di un punto l’aliquota Iva oggi al 21%, è bagarre tra Pdl e Pd. A scatenare "la rissa" tra i due partiti è la ricerca delle coperture necessarie: mancano le risorse finanziarie, e per il 2013 abbiamo un deficit al 3,1%. Tutto ruota attorno all’Imu: se questa viene eliminata, è la tesi di alcuni politici (contraddetti da altri), l’Iva al 22% diviene necessaria, vitale. Resta una certezza: quando l’Iva salirà al 22%, ci saranno ripercussioni per l’auto nuova, per i ricambi, le riparazioni in officina, il carburante (ricordiamo che sulla benzina si pagano le tasse, ossia le accise, e poi l’Iva, che è l’imposta sui balzelli). Ma entramo nel dettaglio.

LE CASE POTREBBE ATTUTIRE IL COLPO

Secondo Paolo Poli, legale rappresentante della Poli-Auto Service Srl, società che opera dal 1983, socio fondatore e consigliere dell’Aida (Associazione italiana distributori autoveicoli), “i Costruttori potrebbe attutire il colpo, almeno all’inizio, con sconti sulle auto, il cui prezzo di listino sale per via dell’aumento dell’Iva di un punto percentuale. Potrebbero esserci promozioni speciali per far passare inosservato il rincaro dell’Iva”. Anche se non è dato saper sino a quando queste iniziative delle Case resteranno in piedi: insomma, prima o poi l’aumento Iva lo sentiremo anche sui nuovi modelli. Secondo l'analisi del Centro Studi Fleet&Mobility, i privati e le società che acquistano le macchine hanno comprato nel 2012 auto da 14.581 euro al netto dell'Iva. L'aumento di un punto sarebbe in media di poco sotto i 150 euro. In parte saranno ribaltati sul prezzo finale, ma anche la composizione dei pacchetti di offerta (auto più optional) ne verrà intaccata: un aumento che non incide in maniera eclatante sul prezzo, e che le Case automobilistiche hanno modo di contenere (come già accaduto in passato). Ovviamente nella logica del "chi primo arriva, meglio alloggia..", è meglio approfittare di questo momento per comprare una nuova vettura, piuttosto che aspettare qualche mese e doversi rapportare ai rincari.

UN DISCORSO COMPLESSO

Il ragionamento va poi esteso. Se tutto rincara, la famiglia ha meno risorse da investire nell’auto. Aumenteranno vino, birra, abbigliamento, calzature, accessori e riparazioni di abbigliamento e calzature, ma anche elettrodomestici, mobili, articoli di arredamento, biancheria per la casa, servizi domestici, articoli per la casa, detersivi, lavanderia, tintoria, giochi e giocattoli, radio, televisore, hi-fi e videoregistratori, computer, senza dimenticare cancelleria, piante e fiori, riparazioni radio, televisori, computer, dispositivi elettronici, prodotti per la cura personale, barbiere, parrucchiere, istituti di bellezza, gioielleria, bigiotteria, parcella dei liberi professionisti...

QUALCHE ESEMPIO

Prendendo spunto dalla classifica delle auto più vendute in Italia, citiamo qualche caso: Fiat Panda, che oggi costa 10.200 euro, con l’Iva al 22% passerebbe a 10.277 euro (a patto che la messa su strada rimanga la stessa), mentre la Punto salirebbe da 12.100 euro a 12.192 euro (a patto sempre che la messa su strada rimanga la stessa). Si tratta, numeri alla mano, di piccoli aumenti, ma comunque poco graditi. Andando avanti la stessa logica si potrebbe applicare alla Lancia Ypsilon: che passerebbe da 12.850 euro a 12.949 euro. E così via... per tutto il listino.

Le auto più vendute in Italia ad agosto 2012

Foto di: Fabio Gemelli