Ha il motore potenziato della Corvette degli anni '90 e una meccanica ridisegnata, a partire dalla disposizione tecnica: il V8 è dietro ai sedii

Chi pensa alla Corvette immagina una sportiva con un lungo cofano anteriore, fiancate belle solide e un lunotto posteriore di grandi dimensioni. La coupé americana del resto è una vettura dall’immagine forte e ben definita, al pari di un altro mito come la Porsche 911, che nel corso degli anni si è aggiornata senza mai tradire alcune caratteristiche essenziali. Questo però non significa che la ‘vette sia rimasta sempre uguale a sé stessa. Nel 1990 per esempio è stata reinterpretata dalla carrozzeria Bertone, che utilizzò il suo motore a otto cilindri per dare origine alla proposta di stile Nivola, una filante coupé ad alte prestazioni molto innovativa per l’epoca: basti sapere che aveva le ruote posteriori sterzanti, una soluzione tecnica molto in voga sulle sportive di oggi.


E' più bassa grazie ai sedili "cavi"


Per la Bertone non fu difficile reinterpretare lo stile della Corvette, dal momento che la Nivola era un’auto costruita su misura che di fatto non aveva punti in comune con la sportiva americana. Il motore ad esempio è dietro la cabina di guida e non davanti, come sulla ‘vette, mentre il tetto venne ribassato (l’altezza passa da 1,19 a soli 1,10 metri) grazie ad un accorgimento del tutto inusuale: i sedili sono montati più in basso perché la seduta è fissata direttamente al telaio e non c’è un vero e proprio cuscino. L'impressione quindi è di sedere su sedili cavi. La Nivola assume quindi le sembianze tipiche delle auto a motore centrale, dotate cioè di un’estremità anteriore molto compatta, del parabrezza avvolgente e del posteriore quasi orizzontale.


E' Nuvolari anche nel colore


Il motore V8 era basato sul 5.7 della Corvette ZR1, ma venne potenziato dalla Bertone grazie all’aggiunta di un doppio turbocompressore: i cavalli aumentarono così da 375 a 650 CV. Le conseguenze sulla guida di un incremento simile non furono lasciate al caso, visto che i tecnici della carrozzeria lavorarono sulla messa a punto e spostarono il 60% della massa sul retrotreno, dandogli più aderenza e migliorando così la maneggevolezza. La Nivola era dotata inoltre delle ruote posteriori sterzanti, messe a punto per l’occasione dalla Lotus. Il tettuccio era amovibile. La Bertone scelse il nome come omaggio nei confronti di Tazio Nuvolari, il grande pilota amante di auto gialle (e la Nivola non a caso lo è…) soprannominato proprio Nivola.

Bertone Nivola, come reinterpretare un mito