E soprattutto, a chi? I pneumatici quattro stagioni e gli ausili elettronici garantiscono già un'ottima mobilità sui fondi scivolosi. Quindi che senso ha il 4x4?

Nei giorni scorsi vi abbiamo raccontato la nostra prova sulla neve della Citroen C3 Aircross, una SUV compatta assolutamente stradale che grazie ai pneumatici da neve e al Grip Control è riuscita a cavarsela egregiamente in una serie di frangenti che rappresentano praticamente il 99% di situazioni in cui può trovarsi un'automobilista, a meno che non abiti in un rifugio sulle piste da sci. La piccola crossover francese si è comportata così bene perché l'elettronica è riuscita a gestire nel migliore dei modi l'aderenza meccanica generata dagli pneumatici, alzando bandiera bianca solo in salita e in presenza di ghiaccio, dove sarebbero servite delle vere gomme termiche. Con queste premesse viene da chiedersi a che cosa serva avere la trazione integrale e chi ne abbia davvero bisogno. La risposta è che tante persone che hanno le quattro ruote motrici nelle loro auto potrebbero farne tranquillamente a meno. Ma cerchiamo di capire perché.

L'attrito è l'unica cosa che conta

Partiamo da un presupposto tecnico fondamentale, rinfrescandoci la memoria su che cosa è l'attrito. La definizione scientifica parla della forza dissipativa che si esercita tra due superfici al contatto tra loro, opponendosi al loro moto relativo. Per dirla in parole più semplici, quando acceleriamo da fermo si instaura una forza tra pneumatico e asfalto; quando questa forza supera un certo valore, il pneumatico inizia a girare, perché vince l'attrito con l'asfalto. Questo valore è il famoso coefficiente di attrito che varia a seconda delle superfici. Si va dallo 0,6/0,8 dell'asfalto asciutto e dallo 0,45/0,65 dell'asfalto bagnato, agli 0,2/0,3 della neve, per finire con lo 0,1/0,15 del ghiaccio. È l'attrito quindi la chiave di tutto ed è per questo che pneumatici termici funzionano meglio degli estivi sotto i 7°C, perché la loro composizione chimica, cioè la mescola, riesce a “mordere” meglio tanto l'asfalto freddo quanto la neve e il ghiaccio, garantendo più attrito.

Questione di aderenza

Avrete già capito, dunque, che se i pneumatici non riescono a generare attrito è totalmente indifferente che il motore invii coppia a solo a due di loro oppure a tutti e quattro. Quindi la trazione integrale non ha a che fare semplicemente con l'aderenza, ma piuttosto con lo sfruttamento di quella disponibile attraverso la distribuzione della coppia motrice su tutte le ruote. Del resto, se guardiamo alla storia dell'automobile è evidente che la soluzione delle quattro ruote motrici sia nata per esigenze di mobilità. I primi veicoli squisitamente dedicati al fuoristrada sono nati tra gli anni Trenta e gli anni Quaranta, mentre la prima auto stradale di serie con il 4x4 è la mitologica Jensen Interceptor – il nome è talmente “cool” che sarebbe già un buon motivo per averla - del 1968. La Interceptor era una gran turismo con una certa cavalleria e gli ingegneri inglesi che la progettarono pensarono che sarebbe stata più facile da guidare se la potenza non fosse andata solo sulle ruote posteriori.

Le fuoristrada dure e pure

L'idea era giusta ma la Jensen era un'auto da piccoli numeri e per attendere le prime applicazioni della trazione integrale su auto stradali più diffuse dobbiamo guardare agli anni Ottanta e alla rivoluzione innescata dall'Audi che ha portato questa soluzione nei rally traendone enormi vantaggi. Finita la digressione storica, torniamo alla tecnica. Nei veicoli progettati per l'off-road la trazione integrale ha senso perché fa parte di una architettura globale che comprende una certa altezza da terra e una grande escursione delle sospensioni, oltre alle marce ridotte che garantiscono più spinta e ai blocchi dei differenziali. Questo perché una fuoristrada può avanzare anche con una sola ruota che tocca il terreno e a questa viene inviata tutta la coppia motrice disponibile. In questo caso, dunque, le quattro ruote motrici sono fondamentali per massimizzare le possibilità di avere attrito, anche con un solo pneumatico su quattro.

Le sportive con centinaia di cavalli

Nel caso delle auto sportive, invece, la trazione integrale serve ad andare più veloce soprattutto in uscita dalle curve lente, perché la coppia in eccesso che un solo asse non sarebbe in grado di gestire viene inviata all'altro. Pensate la differenza che fa avere o meno le quattro ruote motrici in una gara di accelerazione con potenze e pesi paragonabili. Tirando le somme, dunque, tutte le auto 4x4 che non appartengono a queste due categorie hanno poco senso di esistere. Pensate a una station wagon 2 litri turbodiesel da 150 CV. Quante necessità ha di procedere con una sola ruota che tocca terra oppure di scaricare su entrambi gli assi i suoi 350 Nm di coppia? Probabilmente vi siete già risposti da soli, ma eccovi un ultimo spunto di riflessione. Finora abbiamo parlato di trazione, accelerazione e potenza da scaricare, ma quando invece si tratta di frenare e fermarsi, pensate che le quattro ruote motrici portino qualche vantaggio?

Gallery: Citroen C3 Aircross, la nostra prova sulla neve