Nasce negli USA 77 anni fa, anche se con un altro nome. Giunta alla quarta generazione, rimane fedele allo spirito originale

La guerra, qualsiasi guerra, è una sciagura. Senza se e senza ma. Fatta la dovuta premessa, è innegabile però che qualche spinta qua e là all’evoluzione tecnologica l’abbia data: mai come negli anni pre-bellici gli Stati mettono a disposizione risorse economiche a ingegneri, scienziati e industrie per la corsa agli armamenti e a tutto ciò che possa dare supporto allo sforzo bellico. La Jeep è “figlia” anche di questo, perché nel 1940, quando gli Stati Uniti d’America preparano il proprio ingresso nella Seconda Guerra Mondiale, indicono una gara per la fornitura di un veicolo in grado di muoversi su ogni genere di terreno. Caratteristiche imprescindibili, tra le altre, sono la trazione integrale, il peso massimo attorno ai 590 kg (per facilitarne il trasporto), una portata utile di 272 kg, il passo di 190 cm, il parabrezza ripiegabile, tre sedili e riduttore. A complicare il tutto, i tempi sono ristrettissimi, motivo per cui alla gara partecipano in pochi. Ecco la storia, in breve, a pochi giorni dalla prova della nuovissima Wrangler

Tre candidati, due vincitori

Sono tre le aziende che propongono un progetto, ma solo uno di questi risponde fino in fondo alle richieste del governo: è quello di Bantam Car Company pronto in appena 49 giorni. I disegni della Bantam vengono però passati, secondo le voci dell’epoca, alla Willys-Overland, la quale a sua volta risponde con il prototipo Quad. Bantam e Willys-Overland si aggiudicano la gara per un primo lotto di fornitura, ma nel 1941 è la seconda (insieme a Ford, che costruisce l’auto su licenza) a dare il via a quella che si può considerare la prima vera produzione in serie; nel frattempo il peso minimo concesso dall’esercito americano viene incrementato, a vantaggio della qualità del piccolo fuoristrada, mentre il modello cambia nome, da MA a MB. Per il mondo, si tratta semplicemente della Jeep. E il resto è storia.

Per il mondo, si tratta semplicemente della Jeep. E il resto è storia.

Perché Jeep?

La domanda vale doppio, si riferisce cioè a due aspetti: il motivo per cui da Willis MA e MB si passi a Jeep e quello per cui Jeep, per molti, sia sinonimo stesso di fuoristrada. Partiamo dal secondo: come tutti i prodotti vincenti, anche la Jeep diventa sinonimo stesso di ciò che rappresenta. Quanto al primo, la risposta è molto meno sicura, perché qualcuno attribuisce il nome Jeep alla sigla "GP", che nel gergo militare rappresenta l'abbreviazione di "General Purpose". Secondo altri, la Willys prende invece il nome da "Eugene the Jeep", un personaggio del cartone animato Braccio di ferro.

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Da veicolo militare a civile

Willys-Overland è un’azienda e, in quanto tale, deve guardare al proprio futuro al di là della Guerra. Comincia dunque sviluppando un modello sulla base della versione militare (il CJ-1, che stava per "Civilian Jeep”); la versione di serie sarà poi la CJ-2A Universal Jeep, introdotta nell'estate del 1945. Compaiono il portellone posteriore, la ruota di scorta montata lateralmente, i proiettori di maggiori dimensioni, il tappo del serbatoio esterno e molto altro. Le evoluzioni, grandi e piccole, sono continue, ma è il 1946 un anno particolarmente importante, perché arriva la Jeep Station Wagon, ovvero la prima Jeep in acciaio prodotta e venduta in America.

Le pietre miliari

Per una volta, concedetecelo, raccontiamo la storia attraverso qualche data, tenendo presente che inevitabilmente sono state compiute delle scelte. Il 1962 è l’anno della prima Jeep 4x4 con cambio automatico e sospensioni anteriori indipendenti. Tre anni dopo arriva il primo motore con più di 4 cilindri: si tratta del V6 Dauntless con 155 CV, ma nel 1970 - in seguito all’acquisizione da parte di AMC (American Motors Corporation) arrivano due V8, uno da 5 e uno da 5,9 litri. Quadra-Trac vi dice qualcosa? Sappiate che appare per la prima volta nel 1973 ed è la trazione integrale permanente.

 

1987, nasce ufficialmente la Wrangler

La vera data da cerchiare in rosso però è il 1987: Jeep mette su strada un progetto completamente nuovo, molto più moderno, che chiama Wrangler. Il suo punto di forza resta l’offroad, anche se la qualità generale e l’attenzione per il comfort crescono a dismisura. Curiosità: per la prima e ultima volta su questo modello, Jeep utilizza i fari anteriori rettangolari al posto di quelli circolari. Nel 1988 AMC vende Jeep a Chrysler, nel 1997 le balestre posteriori lasciano spazio a molle e ammortizzatori. I motori sono un 2.5 e un 4.0; nel 2003 entra in listino la Rubicon, più adatta ad affrontare i percorsi più duri grazie ai rinforzi al ponte ed ai riduttori. Il cambio a sei marce debutta invece nel 2005.

 

Fotogallery: Jeep Wrangler, lo foto storiche