Dopo la Nissan Micra, un’altra “utilitaria” giapponese di grande successo. Ecco la sua storia, iniziata 20 anni fa

Immaginate che vi chiami il vostro capo e vi dica: “Devi progettare un’auto di segmento B. Tieni conto che andrà su quasi tutti i mercati del mondo, ma che l’obiettivo principale è l’Europa. Ah, non dimenticare che siamo Toyota e che quindi non possiamo fallire”. Che dite, non vi tremerebbero le gambe?

Anche perché in Europa, nel 1998 come del resto oggi, il segmento B è a dir poco affollatissimo e, soprattutto, ci sono forti “rendite di posizione”, vale a dire modelli che sono quasi monopolisti sui rispettivi mercati: Peugeot 207 e Renault Clio in Francia, Fiat Punto in Italia, Volkswagen Polo e Ford Fiesta in Germania, ancora Ford Fiesta in UK… Insomma, l’impresa, più che difficile, sembrerebbe impossibile.

Ma non ditelo al vostro capo, perché qualche anno prima qualcuno ha fatto centro. Non un’azienda tedesca, italiana o francese, ma proprio giapponese: è la Nissan, con la Micra del 1992. Risultato: nel 1998 al Salone di Parigi debutta la Toyota Yaris, che viene commercializzata nel 1999, nel 2000 vince il premio dell’Auto dell’Anno e, soprattutto, è un successo di vendite.

Come convincere gli europei? Alla giapponese

Il mercato europeo è la “bestia nera” di tutti Costruttori americani, giapponesi e coreani, ma è anche la vetrina più prestigiosa nella quale esporre la propria merce più pregiata. Avere successo nel Vecchio Continente è come vincere a Montecarlo in F1, o al Santiago Bernabeu contro il Real Madrid: i punti (il fatturato) sono sempre gli stessi, ma l’orgoglio e il lustro sono di tutt’altro livello.

Ma come fare a espugnare un “campo” così tanto difficile? In Toyota capiscono che è fondamentale differenziarsi, puntando su uno dei propri cavalli di battaglia: la capacità di sfruttare lo spazio.

Piccola monovolume

Nel 1998, il termine “utilitaria” è ancora molto utilizzato, anche se la sua applicazione si è letteralmente dilatata: quelle che una volta erano auto lunghe intorno ai 3 metri e mezzo, sono quasi arrivate a 4 (quota che poi sfonderanno nei primi anni 2000). Non la Yaris, che misura 3,61 metri ed è nettamente più corta delle rivali sopra citate.

Il bello è che l’ingombro esterno è inversamente proporzionale, nel caso della Yaris, all’abitabilità e alla capacità di carico; può capitare che apri la portiera o il portellone del bagagliaio, guardi dentro, richiudi, guardi meglio fuori per accertarti di aver visto bene… E sì, hai visto benissimo: tutto quello spazio è stato ricavato all’interno di una carrozzeria così piccola.

Toyota Yaris, le foto storiche
Toyota Yaris, le foto storiche

La verità oltre i numeri

Certo a leggere la scheda tecnica non si direbbe che i giapponesi siano riusciti a sfruttare così bene lo spazio: il bagagliaio ha una capacità di 205 litri, in configurazione 5 posti. La Punto del 1999, per esempio, 264. La Yaris però ha un’arma segreta, un escamotage particolarmente costoso da progettare (e ancor più da industrializzare): si chiama divano scorrevole e permette di giocare con i cm in base alle esigenze: dietro viaggiano solo i bambini?

Porti avanti le sedute e di litri ne guadagni un bel po’ (il dato preciso, purtroppo, non lo abbiamo). Se poi in macchina si è solo in due e si devono fare i “trasporti eccezionali”, il sedile posteriore scompare nel pavimento della macchina e libera la bellezza di 1.200 litri, contro i 1.080 della Punto.

Quanto ai posti posteriori, beh, si sta alla grande: lo spazio è al top del segmento (e non solo) in altezza, per i piedi e in lunghezza; solo per spalle e gomiti, dati i 166 cm di larghezza, non c’è moltissima libertà di movimento, anche quando viaggiano due adulti e un ragazzino.

Toyota Yaris, le foto storiche
Toyota Yaris, le foto storiche

Anche in variante sportiva T-Sport

I motori disponibili al momento del lancio sul mercato sono due, a benzina: un 1.0 da 68 CV e un 1.3 da 86 CV, entrambi a 4 cilindri. La scelta si amplia nel 2001 con l’arrivo di un 1.5 da 106 CV, riservato alla più “cattiva” T-Sport. Nel 2002 è invece il momento del diesel: si tratta di un 1.4 da 75 CV, utilizzato anche dalle prime Mini a gasolio.

I numeri che contano di più

Come scritto sopra, i numeri non sempre dicono tutto. Se però si parla di gradimento del pubblico, beh, è difficile essere più chiari delle cifre: la Yaris di prima generazione, dal 1999 al 2005, viene venduta in più di 1 milione e 200.000 esemplari. Il capo è stato accontentato, anche se ovviamente ha già chiesto di fare ancora meglio con la seconda generazione di Yaris. Ma questa è un’altra storia.

Fotogallery: Toyota Yaris, le foto storiche