La piccola italiana ci lascia dopo un quarto di secolo. E' davvero il caso di piangerci sopra?

I fatti sono noti. Pochi giorni fa, dopo 25 anni di onorata carriera, la Fiat Punto è andata definitivamente in pensione e non verrà sostituita. Il momento è storico, non solo per la realtà industriale italiana e per tutti gli automobilisti, ma anche per gli operai di Melfi, che hanno celebrato la “dipartita” su Facebook. Per la prima volta nella sua storia da molti anni a questa parte, il marchio Fiat rimane senza una pedina importante nel combattutissimo segmento B. Ma non tutti i mali vengono per nuocere, perché ogni tanto è giusto dire basta, stop. Anche ad un modello celebre come la Punto.

Economie e redditività

La scelta, agli occhi dei più, potrebbe sembrare scellerata: senza Marchionne e con solo la Panda (oltre alla sempre più solitaria Lancia Ypsilon, visto che anche la Alfa Romeo MiTo terminerà a breve la produzione) a presidiare il territorio delle utilitarie, Fiat scompare dal segmento B, che è sempre stato un suo “core business”. Possibile? Sì, prima di tutto per la redditività. Un caposaldo del Marchionne-pensiero: solo le Case che riescono a fare grandi economie di scala – il Gruppo VW, tanto per citarne uno, con i suoi numerosi brand che sfruttano gli stessi pianali – possono permettersi di vendere auto piccole senza perderci. Ed FCA, al momento, non è tra queste.

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I gusti cambiano

Lasciando per un attimo da parte la (irrisolta, per il momento) questione Lancia, c'è anche da ricordare un altro aspetto fondamentale: i gusti del pubblico. Che, dal lontano 1993, sono mutati profondamente. Se è vero che molti clienti si sentiranno orfani della Punto – d'altronde è pur sempre tra le auto più vendute in Italia, anche grazie ad un prezzo molto aggressivo – non si può dimenticare che l'interesse degli automobilisti si sta sempre più spostando sui SUV, più o meno compatti. E qui, il gruppo FCA cala l'asso di Jeep, con Compass e Renegade su tutte a catturare le attenzioni. Modelli, questi, che hanno sicuramente un margine di guadagno più alto rispetto a quello di una semplice utilitaria come la Punto.

Fiat Punto, la storia
Fiat Punto - Arriva la Abarth

Una scelta per il futuro

Infine, c'è la precisa volontà di FCA di spingere sempre di più sulla “famiglia 500” e le varianti di carrozzeria derivate. Insomma, il momento per interrompere la produzione di una delle piccole Fiat più vendute di sempre potrebbe essere quello giusto. Tutto ciò nonostante altre Case continuino (ancora per poco?) a costruire e vendere le segmento B. Solo il futuro potrà dirci se la scelta presa da FCA sia la più sensata e coerente. Nel frattempo tributiamo i giusti onori alla Punto, che ha contribuito – come tante altre Fiat – a muovere il nostro Paese e ad “iniziare” alla guida tanti di noi. Oltre che a dare lavoro a migliaia di operai.

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