Con una serie di comportamenti e segnali luminosi l'auto interagisce con i pedoni e gli altri utenti della strada

Vi ricordate Supercar? Il mitico K.I.T.T., l’antesignano della guida autonoma e vi ricordate il suo "super-radar" luminoso sul muso che utilizzava per comunicare a Micheal Knight che era pronto all’azione. Ecco il principio delle segnalazioni luminose verso l’esterno è quello ripreso anche dalla Cooperative Car sviluppata da Mercedes. Basata sulla Classe S il prototipo della Stella utilizza un sistema a 360 gradi che anticipa agli altri utenti della strada le azioni della vettura, insomma quello che sta per accadere.

Una luce per ogni azione

In particolare la luce fissa indica che la vettura è in modalità autonoma, indipendentemente dal fatto che sia in movimento oppure ferma. Un lampeggio lento indica che la vettura sta per frenare e uno più rapido che l’auto sta per partire.

Non mancano poi le sperimentazioni di segnalazioni luminose alternative ad esempio delle strisce luminose di color turchese a livello di parabrezza, griglia del radiatore, nei fari, negli specchi retrovisori esterni e nella parte inferiore dei finestrini indicano sempre che è attiva la modalità di guida autonoma.

Mercedes Cooperative Car

Comunicare con i segni

L’interazione fra l'auto e gli altri utenti avviene sempre attraverso i LED luminosi sul tetto osservando questi, infatti, pedoni e ciclisti capiscono di essere stati individuati. L’auto può anche dare delle indicazioni sul comportamento da tenere, ad esempio negli attraversamenti quando attraverso il movimento alla “K.I.T.T.” dei LED può far “cenno di passare” ricreando il contatto visivo che di solito si cerca con il guidatore.

In partenza la Cooperative Car informa l’ambiente che la circonda che sta per muoversi. Le strisce luminose, che corrono lungo tutto il perimetro della vettura si accendono, gli specchi retrovisori esterni si aprono, si sollevano prima il posteriore e poi il frontale della macchina tutto questo assomiglia al risveglio di un essere umano e la comunicazione avviene, così, in maniera intuitiva.

Mercedes Cooperative Car

Ultima di una serie

La Cooperative Car è un esempio fra i più concreti e realistici di come la carrozzeria possa diventare uno strumento di comunicazione fra uomo e macchina. la strada dovrebbe portare a instaurare una fiducia cosiddetta “informata”, e per questo l’intera superficie del veicolo può diventare utile.

Fra i prototipi mercedes di questo tipo ricordiamo la Concept Car F 015 e la sua griglia frontale digitale, il Vision Van e più recentemente il Vision URBANETIC. Andando a cercare anche fra le altre case vale la pena citare gli esperimenti in questo senso, ma solo cone i fari, di Vokswagen.

Un concept pensato per garantire una mobilità efficiente, sostenibile e on demand, e in grado di comunicare con il proprio ambiente attraverso un digital shadowing sulla carrozzeria, che consente, per esempio, di proiettare l’ombra di un pedone, quando i sensori a 360 gradi del veicolo ne rilevano la presenza nelle immediate vicinanze.

Fotogallery: Mercedes-Benz Cooperative Car