Marchettino, Fjona Cakalli e Andrea Pirillo: ecco come si diventa star del Web

Dici "influencer" e il naso di molti si arriccia, in senso di disapprovazione, a volte quasi di disgusto. È come se questo termine, questa etichetta, indicasse persone, ragazzi o ragazze, la cui vita si basi esclusivamente su Internet e sui social, tra scatti di vestiti firmati, piatti elaborati e location da sogno.

Effettivamente questo è vero, perlomeno in parte, anche per quelli che, gli influencer, li fanno nel mondo dell’auto. La verità, però, è anche un'altra: quello del blogger, dello youtuber, del web influencer, è un lavoro a tutti gli effetti, fatto di tante belle esperienze ma allo stesso tempo tanti sacrifici che i più non immaginano neanche. È per questo che, in occasione di un evento Michelin dedicato alla presentazione del Pilot Sport 4 SUV, abbiamo voluto raccontarvi anche questa faccia dei "mestieri dell’auto”.

Tre ragazzi, tre storie diverse

Per raccontare il mondo degli influencer di auto, o perlomeno una parte, abbiamo scelto di seguire e fare due chiacchiere con tre personalità della rete. In ordine, Andrea Pirillo, ragazzo di 22 anni e studente universitario di Marketing che ha iniziato a postare contenuti video con la sua KTM 125 e si è ritrovato - o meglio, è riuscito, perché in questi casi non c’è spazio per il caso o la fortuna - ad avere quasi 300.000 iscritti sul proprio canale YouTube omonimo, allacciando anche dei rapporti commerciali con aziende importanti come Red Bull.

Andrea Pirillo

Poi c’è Fjona Cakalli, più di una "influencer”: ha cominciato da sola con un blog e ora è a capo di Tech Princess, un sito che è diventato un punto di riferimento se si parla di tecnologia e videogiochi e che oggi può contare decine di collaboratori. Come per gioco, poi, è nato The Driving Fjona, canale YouTube dove le auto sono le protagoniste. Una ragazza, insomma, che si è ritagliata uno spazio ben preciso e definito in un mondo che, grossolanamente, viene considerato appannaggio maschile.

Fjona Cakalli

E infine c'è Marchettino. Il suo è un caso a parte perché, molto probabilmente, è stato il primo in Italia, nel 2006, quindi a 14 anni, ad avere l’intuizione di raccontare le auto in maniera fresca, entusiasta e genuina, come un vero appassionato sa fare. L’idea ha funzionato, non c’è che dire: oltre mezzo milione di iscritti su YouTube e quasi 6 milioni (esatto, SEI milioni) di seguaci su Facebook. Quanti Sylvester Stallone, giusto per intenderci.

Marchettino

Come si diventa influencer

Se pensate che una vita fatta di viaggi, alberghi, bei posti, belle auto e persone interessanti faccia al caso vostro, allora non vi resta che provarci: sul Web c’è spazio per tutti. Attenzione, però, perché come emerge dalle nostre interviste, è proprio questo affollamento che obbliga gli influencer - o potenziali tali - a scegliere una nicchia precisa da presidiare, ad avere una buona idea.

Ok, mettiamo il caso che ce l'abbiate, ma le competenze? Potreste dover fare un corso di sceneggiatura, di riprese o di montaggio video. Ancora, di social media management e magari di contabilità per gestire autonomamente le attività. Oppure bisogna imparare tutto da soli, ma ci vuole sicuramente tempo, tanto tempo, soprattutto per arrivare a produrre contenuti di qualità, caratteristica imprescindibile per avere un pubblico ampio e fedele.

Poi, ancora, scordatevi i guadagni veloci. Con una concorrenza così vasta, solo chi perdura e insiste la vince, a costo di investire anni (esatto, anni) e tante, tante energie. Perché se c’è una cosa che il video spiega bene è proprio questa: non solo quello degli influencer è un lavoro, ma è uno di quelli che non conosce orari, regole o pause. E dopo tutti questi sforzi, non è detto che abbiate successo. O che riusciate a mantenerlo. Insomma, ancora convinti che siano "solo dei perdigiorno”?

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