Il limite dei 95 g/km entra in vigore nel 2020 e nessun Costruttore è "pronto" tranne Tesla e smart. Ecco la fotografia del mercato ad oggi secondo i dati Jato Dynamics

Il 2020 sembrava un anno lontano, ma è già arrivato. Ed l'anno in cui l'industria dell'auto dovrà cambiare passo in materia di emissioni di CO2 grazie, o per colpa (dipende dai punti di vista) dei nuovi limiti definiti dall'UE che entreranno in vigore nel 2020/2021 e poi per il 2030.

Prima di vedere "dove siamo arrivati", ricordiamo i numeri: 95 g/km di CO2 fissati a partire dal 2020 come media emessa dalle auto immatricolate considerando il 95% della gamma e dal 2021 a pieno regime. 59 g/km di CO2 a partire dal 2030, una media molto stringente che si può ottenere solo con una gamma composta prevalentemente da auto elettriche, ibride plug-in e a idrogeno.

Ancora lontani dai 95 g/km

Ad oggi tutti i Costruttori sono riusciti a rientrare nei limiti di CO2 entrati in vigori dal 2015 in Europa - quelli meno stringenti da 130 g/km - ma quasi tutti sono lontani dai 95 g/km. In pratica gli undici grandi gruppi, quelli che vendono più di 300.000 vetture all’anno in Europa, hanno una gamma di auto vendute ad oggi che emette in media 119,7 g/km, ovvero 24,7 g/km oltre il nuovo limite.

Classifica CO2 per gruppi

Per farsi un’idea basta scorrere le classifiche appena pubblicate da Jato Dynamics che raccoglie i dati di emissioni medie della gamma per gruppo e per marca riferiti per la prima volta all’anno 2018.

Gruppo CO2 media 2018 (g/km) Variazione rispetto al 2017 (g/km)
Tesla 0,0 0,0
Toyota 101,3 -1,0
Nissan 112,9 -3,0
Renault 113,2 +3,4
PSA 114,2 +2,3
Suzuki 114,2 -0,7
Volkswagen 121,2 +0,2
Hyundai Kia 121,9 +0,8
Ford 123,7 +2,9
FCA 125,3 +5,2
Honda 127,0 -0,3
BMW 127,1 +6,5
Volvo 130,2 +5,7
Daimler 134,3 +9,2
Mazda 135,2 +4,0
Jaguar Land Rover 158,2 +6,8
Subaru 160,3 +0,5
Mahindra 164,4 +5,6
General Motors 255,8 -2,5

Multe Ue in agguato

Oltre a scoprire che sotto il limite obbligatorio dal 2020 ci sono oggi solo Tesla (0 g/km) e smart (89,8 g/km) e che sotto i 100 g/km di CO2 rientra solo la gamma Toyota con i suoi 99,9 g/km, le nuove tabelle ci dicono anche che alcuni brand, soprattutto quelli di lusso e sportivi, sono ancora molto lontani dall’obiettivo.

Marca CO2 media 2018 (g/km)
Tesla 0,0
smart 89,8
Toyota 99,9
Peugeot 107,7
Citroen 107,9
Renault 109,1
Nissan 110,6
DS 114,2
Suzuki 114,2
Skoda 116,7
Lancia 116,7
Seat 116,9
Volkswagen 118,8
Fiat 119,2
Mitsubishi 119,5
MINI 119,9
Kia 120,4
Dacia 120,8
Lexus 122,5
Hyundai 123,3
Ford 123,7
Opel /Vauxhall 125,6
Honda 127,0
Audi 127,6
BMW 128,9
Alfa Romeo 128,9
Volvo 130,0
MG 131,7
Mazda 135,2
Mercedes 139,6
Abarth 141,7
Jeep 142,5
Jaguar 142,8
Infiniti 142,9
Subaru 160,3
SsangYong 164,8
Land Rover 166,7
Porsche 183,0
Lada 186,8
Lotus 208,9
Alpina 209,0
Maserati 225,4
McLaren 249,6
Cadillac 255,8
Chevrolet 255,8
Aston Martin 261,8
Bentley 273,2
Ferrari 283,1
Lamborghini 323,2
Rolls-Royce 327,6
La minaccia delle multe da pagare all’Europa per chi supererà i limiti spiega quello che sta succedendo, ovvero l'arrivo in massa sul mercato di nuovi modelli più o meno elettrificati che sono indispensabili per garantire l'abbassamento del livello medio di CO2 emessa allo scarico. Del resto per chi sgarra le multe saranno salatissime. Jato Dynamics ha calcolato l'ordine di grandezza facendo un calcolo teorico sulla base dei dati di vendita dei modelli attuali.
Gruppo Multa in miliardi di euro
Volkswagen 9,19
PSA 5,39
Renault 3,57
FCA 3,24
Daimler 3,01
Hyundai Kia 2,88
BMW 2,66
Ford 2,56
Nissan 1,14
Volvo 0,77
Toyota 0,55

E' ovvio che queste multe previste da Jato Dynamics sono solo teoriche e si basano su dati storici, non quelli futuri. L'assunto di base è poi che le Case auto non facciano alcun miglioramento sul fronte emissioni di CO2, ma questo è difficile che accada perché tutti hanno iniziato a prendere le contromisure. Gli investimenti in programmi di elettrificazione della gamma sono in molti casi massicci e già avviati da tempo ed è quindi facile ipotizzare un rapido abbassamento delle emissioni di anidride carbonica grazie alla produzione su larga scala di auto elettriche, ibride plug-in, ibride, mild hybrid e fuel cell. Quel che resta da capire è la riposta del pubblico verso un'offerta sempre più elettrica, complice anche le infrastrutture di ricarica non diffuse ancora in maniera capillare. C'è poi da considerare i futuri accordi di compensazione di CO2 fra costruttori come quella appena annunciata tra FCA e Tesla.

Fotogallery: Emissioni CO2, nuovi limiti Ue e situazione Costruttori. Le tabelle Jato Dynamics