Quella del 1992 fu una delle prime auto rialzate a fare la "supercar"

C'era un tempo in cui le macchine veloci sfrecciavano a pochi centimetri dall'asfalto, ma negli ultimi anni abbiamo visto auto da "fuori strada" poter sfrecciare a più di 300 km/h.

La General Motors fu una delle prime ad intraprendere questa strada e, sotto il cofano del SUV compatto GMC Sonoma del 1991 GMC, gli ingegneri montarono un motore V6 da 4,3 litri con turbocompressore, in grado di generare 280 cavalli.

Gli stessi ingegneri l'hanno anche dotato di un sistema di trazione integrale permanente per creare il Syclone GMC, e poi nel 1992, hanno fatto la stessa cosa con l'S15 Jimmy. Si chiamava GMC Typhoon e per due gloriosi anni ha bruciato a tutti i semafori auto dichiaratamente veloci, quali Mustang, Camaro, Corvette e sì, anche alcune supercar italiane.

I super SUV

Dopo questo ritorno al passato ci catapultiamo nell'era moderna, più di 25 anni dopo. Jeep da vita ad un Grand Cherokee da 707 CV, Ford crea un Explorer che ne ha 400 e la famiglia GM prova a tenere il passo con la Chevrolet Tahoe RST che grazie al suo V8 da 6,2 litri genera 420 CV.

Ma ciò di cui la GMC ha davvero bisogno è un nuovo Typhoon, e con il moniker Blazer che torna sotto forma di crossover sportivo, non c'è momento migliore per rivelarvi la nostra visione di un possibile revival.

Fotogallery: Chevrolet Blazer 2019

Non sarebbe troppo complicato da fare. L'originale GMC Typhoon del 1992 aveva un sistema di sospensioni migliore e una carrozzeria leggermente bombata per conferirgli un aspetto sportivo, ma il nuovo Blazer sembra muscoloso già nella sua versione di serie.

In questo caso basterebbe quindi una verniciatura speciale e alcune modifiche alla taratura delle sospensioni, per migliorare la percorrenza in curva e ridurre lo spazio all'interno del passaruota. Sarebbe anche bello vedere una versione moderna delle storiche ruote Typhoon originali.

Il passato resta passato

Per quanto riguarda le prestazioni, è già disponibile un sistema di trazione integrale, ma la potenza non sarebbe sufficiente. Il V8 da 420 CV montato sulla sorella più grande sarebbe stato un buon inizio, ma nel 1992 il Typhoon era un proiettile rialzato in grado di lasciare il segno nell'automobilismo americano. A dire il vero, di questi giorni è difficile scioccare il mercato, ma se il nuovo Typhoon potesse montare sotto al cofano un motore da almeno 500 CV, potrebbe ancora dire la sua.

Nonostante l'appetito americano per i SUV, purtroppo non vedremo questo nuovo Typhoon uscire dalla fabbrica. Una società chiamata Special Vehicle Engineering però, offre già un moderno GMC Syclone basato sul GMC Canyon, che sfoggia 455 CV da una versione sovralimentata del suo motore V6 da 3,6 litri.