La casa tedesca ha una squadra che si occupa di rintracciare e fermare i falsari dei suoi prodotti

Se vi capita di trascorrere qualche giorno in Turchia, e magari volete acquistare un souvenir da portare a casa, fate attenzione a cosa scegliete: potreste imbattervi anche in pillole per l’impotenza “griffate” Porsche. Sono false, ovviamente, come migliaia di altri prodotti fatti sequestrare ogni anno dalla casa tedesca.

A occuparsi delle contraffazioni sono Andreas Kirchgäßner, Thomas Fischer e Michaela Stoiber, tre dipendenti che danno ad una squadra per la protezione del marchio, a sua volta sotto il controllo del dipartimento legale, che lavorano al secondo piano della fabbrica 1 nel quartier generale di Zuffenhausen. Porsche ha voluto raccontare il loro mestiere, fatto di tanto lavoro d’ufficio e qualche “spedizione” all’estero.

Come per il doping

Stoiber in particolare si reca diverse volte l’anno in Cina, da dove arriva l’80% delle merci contraffate sequestrate ogni anno dalla casa tedesca (anche la Turchia è un ricco mercato per questi prodotti). La sua destinazione è Shenzhen, dove Stoiber lavora a stretto contatto con tre squadre di investigatori “assoldate” da Porsche e con le autorità, anche quelle doganali, sebbene queste non riescano a star dietro alla quantità di beni che entrano ed escono nel Paese: stando alla casa tedesca, viene controllato solo l’1% o 2% delle merci.

È come aver a che fare con il doping – ha spiegato Stoiber –: i professionisti in questo settore sono sempre un passo avanti e trovano mezzi nuovi per infrangere le leggi”. Dieci anni fa ad esempio era possibile sequestrare un intero container di merce contraffatta nel porto di Amburgo, il racconta ancora Stoiber, mentre oggi le merci sono spedite singolarmente e perciò diventa quasi impossibile tracciarle.

Porsche 911 Cabrio 2020

Non solo abbigliamento, anche freni e airbag

I prodotti falsi sono venduti per lo più su internet tramite portali online come Alibaba, Amazon e eBay. "La collaborazione con questi siti funziona", ha spiegato Stoiber, "perché gli annunci sospetti vengono tenuti sotto controllo ed eventualmente rimossi". Porsche l’anno scorso ha fatto sequestrare 200.000 oggetti contraffatti, per un valore sul mercato stimato in circa 60 milioni di euro.

Una parte delle merci è realizzata in modo dozzinale, tanto che in un caso c’era una pecora al posto del tipico cavallino nel logo, ma altre realtà sono più organizzate e realizzano prodotti difficili da notare.

Un dettaglio però tradisce quasi sempre i falsari: quasi mai scrivono sui prodotti Kontrollierte Qualität, come fa la Casa tedesca, ma sempre Kontrolllerte Qualitat. I beni confiscati possono essere capi d’abbigliamento, accessori, orologi, berretti e occhiali da sole, ma capita anche di trovare airbag, freni, cerchi e filtri dell’aria, assai più urgenti da fermare in quanto poi arrivano ai mercatini dell’usato.

Fotogallery: Porsche 911 Carrera