La cifra da record per l’auto costruita per il film Goldfinger ha superato le attese

E’ difficile che un’auto prodotta in oltre 1000 esemplari scateni un’asta a colpi di rilanci fra i più facoltosi collezionisti al mondo. Eppure l’Aston Martin DB5 ci è riuscita. Quella battuta all’asta nei giorni scorsi in California non era comunque una DB5 come le altre prodotte, perché è stata allestita nel 1965 per le riprese del film Goldfinger, il terzo nella saga di James Bond (nonché il premio a vincere un premio Oscar). 
 
L’auto in questione ha cambiato proprietario per la cifra record di 6.385.000 dollari, pari a 5.764.000 euro, una somma persino superiore rispetto a quella stimata dalla casa d’asta incaricata di gestire la vendita.
James Bond DB5 con funzionali martelli Q Gadgetry per $ 6,4 milioni

Pubblicità a costo zero (o quasi)

La storia di questa DB5 inizia nel 1965, quando Aston Martin e la casa di produzione del film si scontrano: il costruttore inglese voleva infatti che Eon Productions acquistasse le due auto destinate alle riprese, mentre Eon Productions voleva ottenere gratuitamente le due DB5. Un compromesso venne raggiunto sul prestito: Aston Martin concesse le DB5 per il film, ma queste sarebbero dovute tornare alla casa madre a riprese compiute. 
 
Questo però non accadde, perché Eon Productions fece modificare pesantemente una delle due DB5, dotandola di tutti gli accorgimenti che si vedono in Goldfinger - l’altra era utilizzata per gli inseguimenti -, rendendola del tutto invendibile. Aston Martin però fu ben contenta di lasciargliele, perché Goldfinger vinse un Oscar e la DB5 iniziò ad apparire in tutto il mondo a costo (quasi) zero. Eon Productions tenne entrambe le DB5 fino al 1969 e poi vendette quella con tutti i gadget al collezionista Anthony Bamford, che a sua volta cedette l’auto al museo statunitense Smokey Mountain Car Museum, dov’è rimasta fino al 2006.

Tanti gadget, tutti funzionanti

La coupé inglese è dotata di una piastra mobile in metallo per riparare il lunotto dai proiettili, di uno spruzzatore per l’olio, di un emettitore di fumo, della targa ribaltabile e del sedile lato passeggero eiettabile, tutti funzionanti. Gli unici “gadget” a non esserlo sono i fucili calibro 30, che non sparano veri proiettili ma emettono un suono che riproduce il rumore dello sparo.

La DB5 è dotata inoltre di funzionalità non apparse nel film: sono il telefono nella porta lato guidatore, in contatto con il quartiere generale dei servizi segreti M16, e uno scompartimento sotto il sedile anteriore sinistro, dove l’agente di Sua Maestà riponeva delle armi.

Fotogallery: L'Aston Martin DB5 di James Bond in Goldfinger