Gli ululanti motori aspirati sembrano destinati a sopravvivere nonostante le stringenti leggi in fatto di emissioni. Vediamo come

La notizia arriva direttamente dall'ufficio brevetti americano, dove la Ferrari avrebbe depositato un nuovo progetto relativo al suo 6,5 L V12, per poter continuare a mantenere vivo anche sulla prossima generazione di berlinette il motore aspirato.

Un tipo di motore sempre più raro al giorno d'oggi. Con regole sempre più severe in fatto di emissioni i costruttori, spesso, si vedono costretti ad impiegare soluzioni con motori sovralimentati o ibridi per tenere i livelli di CO2 entro certi limiti. 

A fare ancora la gioia degli appassionati c'è Porsche con la serie GT3 e GT4, Lamborghini con Huracan e Aventador, Audi con la R8 e Ferrari con la 812 Superfast, visto che il V8 aspirato del Cavallino è già in pensione da qualche anno.  

Il problema 

Nel mirino delle normative ci sono, oltre alle emissioni di anidride carbonica, considerata come agente clima alterante, i più pericolosi ossidi e biossidi di azoto, ritenuti nocivi per la salute umana. 

A questi si aggiungono gli idrocarburi incombusti. Si tratta di particelle di combustibile che non trovano abbastanza ossigeno per ossidarsi o abbastanza combustibile per far iniziare una corretta combustione. Inoltre alcune particelle di combustibile possono venir mescolate con i gas combusti producendo una combustione incompleta.

Michael Leiters, capotecnico di Ferrari, in un'intervista ha dichiarato: “Un motore V12 ad aspirazione naturale non è un motore ridimensionato e per me non ha senso come ibrido. Una vera ibridazione del V12? Non è la soluzione. LaFerrari è stata elettrificata per aumentarne le prestazioni“.

V12 Ferrari

Il brevetto depositato in America

Nei documenti vengono riportati due diversi metodi di combustione, che potrebbero migliorare l’efficienza del powertrain. Il primo prevede una piccola quantità di carburante iniettato appena prima che la candela si accenda per creare una miscela aria-benzina più calda, la quale permetterà al sistema catalitico di ottenere rapidamente calore all’avvio del propulsore, riducendo le emissioni durante questa fase.

La seconda soluzione proposta da Ferrari nel brevetto vede una pre-camera montata sopra la camera di combustione principale, separata dalla parete, che comunica attraverso uno o più portali liberi e inoltre dispone di una seconda serie di candele per determinare ciclicamente e selettivamente l’accensione della miscela presente nella pre-camera e innescando la reazione di combustione.

Ancora una volta, la F1 fa la differenza

Soluzioni che ricordano il sistema che ha ideato la Mahle per il motore da F1. Nella testa del motore viene ricavato uno spazio dove si trova un elemento che contiene sia l’iniettore che la candela. I due elementi vanno a congiungersi in un condotto a forma di “Y” detto precamera.

La preaccensione aumenta la pressione della benzina che mediante un apposito foro arriva nella camera di combustione vera e propria e con una polverizzazione ad alta pressione con un andamento turbolento del flusso benzina, si auto-accende completando la combustione per poi essere espulso dalla valvola di scarico.

Non solo emissioni migliori, quindi, ma il futuro potrebbe riservaci un V12 ancora più prestazionale rispetto a quello di oggi, che fa di per sé paura. 

Fotogallery: V12 Ferrari i disegni del brevetto