La maxi multa è stata rigettata dal M5S che pretende la revoca della concessione. Più cauto PD, contrario Italia Viva

La questione della concessione autostradale continua ad alimentare un clima critico all'interno del governo Cinque Stelle- Partito Democratico. Il motivo del contendere riguarda l'eventualità di una maxi multa nei confronti di società Autostrade, eventualità immediatamente rigettata dal Movimento5Stelle, in loco della revoca della concessione.

Tutto questo al netto della richiesta del governo ad Aspi stessa di compensazioni per circa tre miliardi e mezzo di euro, anche attraverso una riduzione delle tariffe per il cliente.

Favorevoli e contrari

All'interno del Governo però, vi è uno spettro di considerazioni che rimangono al momento comunque eterogenee. In un'intervista al quotidiano La Repubblica, il ministro delle infrastrutture Paola De Micheli, ha riferito come l'offerta di Autostrade non sia sufficiente per evitare la ghigliottina della revoca della concessione.

Ciò detto, i Benetton non sono comunque definitivamente tagliati fuori, considerando anche il controllo di tremila chilometri di rete autostradale. Di contro, Italia Viva ha considerato la revoca come un'ipotesi da non percorrere in maniera netta.

Il piano autostrade

Nel frattempo il nuovo amministratore delegato Roberto Tomasi, sta preparando un piano di rilancio con investimenti e opere di manutenzione che dovrebbe essere presentato nei prossimi giorni. Un piano che dovrebbe prevedere investimenti per circa 13 miliardi di euro per i prossimi 18 anni di concessione, oltre ad un piano per la manutenzione straordinaria da 500 milioni di euro, e l'appaltato a società terze per il controllo e la manutenzione.

Sempre che quella stessa concessione, così contesa, non venga definitivamente revocata. Tra tesi e antitesi dunque, la sintesi dovrà essere opera del Premier Giuseppe Conte, chiamato in questi giorni, a trovare una mediazione ed una quadra tra le parti in causa.