Per un costruttore di ammiraglie e coupé molto veloci è inaccettabile la mancanza di una grossa spider, con un plurifrazionato sotto il cofano, in listino. In BMW vi pongono rimedio con la Z8, grazie a Henrik Fisker, che prende ispirazione dagli stilemi degli Anni ‘50, e al V8, messo a punto dal reparto Motorsport. Il risultato è una macchina costosa, tutta da gustare e destinata a un numero ristretto di fortunati acquirenti.

Fotogallery: BMW Z8

Due matite fuori dal coro

Tutto inizia alla fine degli Anni ‘90. Alla dirigenza BMW viene nostalgia per la mitica 507 degli Anni ‘50, famosa per avere tra i suoi enthusiast Elvis Presley. Decidono che è giunta l’ora di tornare in quella fascia di mercato e di rubare un po’ di clienti alla SL dell’eterna rivale Mercedes. Cercano nel proprio organico qualcuno che prenda a cuore la cosa e che sia in grado di riprendere il carattere del modello d’epoca, portandolo nel ventunesimo secolo.

Ed è qui che Chris Bangle, l’allora capo dello stile BMW, trova in un entusiasta Henrik Fisker, impiegato presso il centro stile della casa negli USA, l’uomo giusto per questo compito. Due stilisti anticonformisti, in particolar modo Bangle. Quest’ultimo ai tempi fa molto discutere e dividere gli estimatori del marchio bavarese, con opere che non passano per nulla inosservate come la quarta generazione della Serie 7 o la incarnazione della Serie 5.

Il concept Z07

Fisker realizza un prototipo che esprime al meglio quello che i dirigenti di Monaco desiderano. La Z07 è un’opera dannatamente vintage, con tanto di volante in stile retrò, contachilometri al centro della plancia e carenatura sul cofano posteriore posizionato dietro al guidatore, come sulle barchette dei bei tempi andati. Al Salone di Tokyo del 1997 scalda il cuore dei presenti. È il segno che quella è la base di partenza per il nuovo modello, ma non solo. I produttori della saga di James Bond vogliono che il modello di serie appaia al fianco di Pierce Brosnan, nel nuovo capitolo dell’agente segreto.

BMW Z8
BMW Z8

Debutto su celluloide

La nuova BMW Z8, prima ancora di toccare il pavimento dei concessionari, fa la sua prima comparsa in “007, The World is not Enough” del 1999. Quella ritratta in molte scene del film, però, è un manichino in fibra di vetro, poiché la vettura vera e propria è ancora in fase di ultimazione. È al Salone di Los Angeles che la Z8 riesce a farsi ammirare finalmente dal vivo, mostrando delle differenze davvero minime rispetto alla Z07. Fin da subito, nell’anno 2000, la BMW Z8 diventa un cult tra gli appassionati.

BMW Z8

Una tecnica superlativa

Vanta un telaio in alluminio su cui poggia, in posizione longitudinale, il V8 da 4.941 cc della contemporanea M5 E39, abbinato ad un cambio manuale a sei marce, che scarica a terra, tramite le ruote posteriori, la bellezza di 400 cv. La Z8 tocca i 100 km/h in appena 4,7 secondi e raggiunge una velocità massima che non oltrepassa i 250 km/h. Una soglia che, anche volendo, non può sfondare per colpa dell’antipatico autolimitatore elettronico, un neo che affligge anche altre supersportive tedesche dell’epoca. Tutto questo ben di dio meccanico, in grado di garantire delle emozioni vecchio stampo, va a braccetto con un sofisticato corredo elettronico di ultima generazione, come da sempre ci sanno fare i germanici.

BMW Z8
BMW Z8

Un particolare approccio al cliente

Per la sua Z8 in BMW sviluppano una speciale politica di vendita atta a coccolare e a far sentire speciale il potenziale acquirente. Ogni dealer possiede una lussuosa valigia, da cui si estraggono dei modellini in scala che fanno da campione per le tinte disponibili. Ad ogni pilota della domenica, che porta a casa una Z8 nuova fiammante, viene consegnato un libro, rifinito con cura, ricco di immagini relative alla genesi del suo nuovo giocattolo.

Sotto i riflettori

La BMW Z8, oltre che per la sua partecipazione in un film di 007, è nota anche per aver fatto da safety car nella stagione 2002 della MotoGP. Un esemplare, recentemente battuto all’asta, vanta come primo proprietario Steve Jobs, l’iconico patron della Apple. La base di questa attempata bavarese è usata dalla Bertone per la sua Birusa, prototipo per il Salone di Ginevra del 2003.

BMW Z8
BMW Z8

La Z8 dopo la Z8

Cessata la produzione del modello ufficiale BMW la Z8 continua la sua esistenza grazie ad Alpina che la rinomina Roadster V8. È uno storico preparatore indipendente, che da sempre si occupa di rendere più cattivi i modelli di Monaco, a volte anche più rispetto alle M ufficiali. La Roadster V8, aka Z8, di Alpina, oltre ad un allestimento interno differente, ha un motore meno potente rispetto all’originale: il V8 da 400 cv, essendone terminata la produzione, lascia il posto a un altro motore, sempre a otto cilindri, ma da 4.837 cc e 381 cv. Lo scatto fino ai 100 km/h viene coperto i 5,3 secondi, ma l’autolimitatore permette stavolta di toccare i 260 km/h. Anche il cambio viene sostituito, sempre a sei marce ma sequenziale, con tanto di tasti sul volante, cosa molto gradita agli americani, storicamente allergici ai manuali.

Alpina Roadster V8
Alpina Roadster V8

Un’istant classic

Fin da quando è in listino la BMW Z8, diffusa in 5.703 unità, è un oggetto da collezione. Ai tempi il prezzo di listino è di 129.000 euro, contro i 134.000 della Mercedes SL 55 AMG e i quasi 100.000 della Maserati Spyder. La Alpina Roadster V8, prodotta in appena 555 esemplari, costa quasi 150.000 euro. Per chi oggi vuole sentirsi come James Bond, oltre ad un buon Vodka-Martini, deve tenere conto di spendere oltre i 220.000 euro, a cui se ne aggiungono altre 100.000 euro se si punta alla Alpina. Tutto sommato non serve una macchina del tempo per divertirsi come oltre cinquant’anni fa, bastano una BMW Z8 e una buona disponibilità economica per comprarla.