Fra Coronavirus e guerra dei produttori, l'oro nero verso una crisi energetica senza precedenti

Chi si aspetta di veder scendere a picco i prezzi di benzina e diesel alla pompa rischia di rimanere deluso perché il crollo delle quotazioni del petrolio non si riflette in maniera automatica al distributore (qui il nostro approfondimento).

Parliamo di crollo perché, nonostante una piccola ripresa di oggi a quota 23,06 dollari al barile (Brent), il prezzo del greggio è sceso ormai a livelli così bassi che non si vedevano da 18 anni, addirittura da febbraio 2002 nel caso del petrolio americano precipitato ieri a un minimo di 20,09 dollari al barile.

USA e Russia cercano un'alleanza

In pratica gli ultimi colloqui fra Trump e Putin hanno frenato la discesa dei prezzi, ma in prospettiva sembrano poter poco nei confronti di una crisi globale innescata da due fattori concomitanti: il Coronavirus e la "guerra del petrolio" fra Arabia Saudita e Russia (qui più informazioni).

Benzina Premium

Quello che preoccupa di più i mercati e di conseguenza dovrebbe allertare tutti è l'insieme di conseguenze e danni che questa fase recessiva rischia di creare nel tempo, anche dopo l'esaurirsi dell'emergenza Covid-19. Si tratta di un duro colpo all'intera economia mondiale, con richiesta di petrolio scesa del 25% a livello mondiale, che potrebbe presto portare ad una pericolosa crisi energetica, come riportato in un'attenta analisi di Sissi Bellomo su Il Sole 24 Ore.

Effetto domino sull'economia mondiale

Oggi infatti assistiamo al crollo della domanda di carburanti provocata dalla riduzione degli spostamenti in auto per quasi la metà della popolazione mondiale costretta in casa e dal fermo del traffico aereo. Come scrive la Bellomo, questo porta con sé un surplus di produzione mondiale che ha due effetti: il primo è quello di provocare la progressiva chiusura degli impianti di estrazione e il secondo è quello di riempire i serbatoi di stoccaggio fino al limite della capienza.

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Sono situazioni che a cascata portano a fermare le trivelle, chiudere le raffinerie e interrompere la complessa catena logistica del petrolio fino a compromettere il settore e portare a fallimenti di importanti società. Il tutto con effetti negativi che si estenderanno ben oltre la fine della crisi da Coronavirus.

Verso la crisi energetica

Aspettiamoci quindi una prossima crisi energetica proprio nel momento della ripartenza post Covid-19, allerta l'articolo de Il Sole 24 Ore, quando "il petrolio potrebbe non bastare o comunque essere troppo caro per alimentare la ripresa senza contraccolpi".

Una sorta di shock al mercato dell'oro nero con pesanti effetti sulle tasche di tutti, visto che a fronte di un calo dei prezzi carburanti di oggi si prospetta un prossimo futuro fatto di benzina e gasolio con prezzi alle stelle.

In Italia prezzo benzina in calo, ma non come nel resto d'Europa

A proposito di prezzi dei carburanti, quelli che i pochi automobilisti autorizzati a muoversi possono vedere al distributore, occorre anche dire che già adesso i ribassi non seguono esattamente l'andamento delle quotazioni del petrolio in picchiata. La cosa dipende anche dal fatto che nel nostro paese il 60% del prezzo finale dei carburanti è costituito da IVA e accise.

Taglio accise carburanti

A segnalare questa anomalia è pure l'associazione Codacons che un suo esposto riporta come "a fronte di un calo del greggio attorno al -60% dall'inizio dell'emergenza, benzina e gasolio sono calati appena del -6%". A confermare questa tendenza italiana ci sono in effetti i dati della Commissione europea elaborati dall'unione petrolifera relativi ai prezzi dei carburanti della scorsa settimana. Per la benzina l'Italia è quella che "mette a segno il ribasso meno marcato (-1,5 centesimi di euro)", preceduta dalle riduzioni più consistenti di Germania (-3,2 cent), Francia (-5,9 cent), Spagna (-4,7 cent). Anche nel calo del prezzo del gasolio l'Italia non brilla con i suoi –1,7 centesimi di euro contro i –3,7 centesimi della Francia e i –2,5 centesimi della Spagna.