Ridurre la produzione per aumentare i profitti è la ricetta per uscire da un periodo difficile

Il marchio Aston Martin non ha mai avuto così tanti modelli a listino eppure, paradossalmente, sta attraversando un periodo difficile. La fatidica luce in fondo al tunnel può arrivare dalla Formula 1, ovvero da un importante investimento fatto da Lawrence Stroll, proprietario del team Racing Point F1.

Il miliardario canadese si è così assicurato il 16,7% di Aston Martin (circa 207 milioni di euro) ed è stato nominato presidente esecutivo. Parlando con l’ad dell'azienda, Andy Palmer, gli inglesi di Autocar hanno indagato su come questa iniezione di denaro aiuterà il marchio a rimodellare il suo futuro

SUV sì, ma riducendo i numeri

È una fase in cui viene ridefinito un nuovo modello di business, in cui Aston Martin punta a diventare la "Ferrari britannica" producendo meno auto con l’obiettivo di venderle con un margine di profitto più alto.

Palmer ha dichiarato che l’anno scorso (2019) il costruttore ha prodotto 5.800 veicoli per diminuire nel 2020, cercando di rendere più esclusivo il marchio di Gaydon:

È tempo per noi di rimetterci in sesto e provare a diventare la Ferrari britannica, chiedendo ai clienti di specificare le loro auto personalizzandole nell’attesa che vengano costruite. Il SUV DBX sta già mostrando come intendiamo andare avanti. E il nostro portafoglio ordini per il 2020 è pieno.”

Aston Martin DBX

Vendendo Ferrari s'impara

Andy Palmer spera che l'esperienza di Lawrence Stroll come importatore Ferrari di lunga data (e grande collezionista di Cavallini Rampanti) aiuterà Aston Martin a costruire un piano aziendale più efficace.

Il primo ordine di priorità è eliminare le scorte rimanenti e quindi concentrarsi sulle auto costruite su ordinazione assicurando al contempo che la "qualità dell'Aston Martin DBX sia perfetta" dal primo lotto di auto.

Aston Martin Valkyrie

I prossimi modelli

Oltre alla DBX, Aston Martin ha molto da offrire per quanto riguarda le auto a motore centrale, mentre la supercar Valkyrie - sempre secondo le dichiarazioni di Palmer ad Autocar - è ancora sulla buona strada per arrivare in veste definitiva entro il 2020, seguita dalla Valhalla nel 2022 e dalla nuova Vanquish nel 2023.

Si sta anche lavorando su un nuovo motore 3.0 V6 twin-turbo mentre è allo sviluppo un propulsore ibrido plug-in che l'amministratore delegato vuole vedere entrambi inseriti in gamma "il più presto possibile".

Il marchio Lagonda

Per quanto riguarda il brand Lagonda, gli ultimi aggiornamenti parlano di un temporaneo rallentamento, ma Palmer spera che torni ad essere fra le priorità verso la metà del decennio.

Allo stesso modo non ci sono avanzamenti per la versione di serie della berlina elettrica Rapide E, ma l’ad di Aston Martin parla del risvolto positivo di questa battuta di arresto, pensando a come ciò che si è imparato finora durante le iniziali fasi di sviluppo torneranno utili quando sarà il momento di investire in maniera più decisa sulle auto elettriche.

Fonte: Autocar

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