Dopo l’avvento della nuova Alfa GT Electric, ritorna d’attualità il tema delle modifiche relativamente alle auto del passato

Negli ultimi anni sono sempre più frequenti versioni elettrificate o ammodernate di grandi classici del passato. Quanto si è parlato della Delta Futurista o delle Porsche di Singer. Certo la scelta di rivivere quel tempo con motori più moderni e prestazionali è affascinante, come lo è (almeno per alcuni) cercare quelle stesse emozioni optando per la soluzione più sostenibile: l'elettrico.

Il dibattito è aperto e la discussione se sia il caso di "elettrizzare" automobili dal passato illustre è all'ordine del giorno. Proprio quando la Totem Automobili, startup veneta del settore automotive, ha deciso di lanciare la nuova Alfa Romeo GT electric.

Una scelta di campo che se da un lato opera per preservare un punto fermo della tradizione automobilistica nazionale, dall'altro ne stravolge (almeno sulla carta) i principi fondanti. Quindi il quesito è: meglio elettrica, ammodernata oppure classica? La risposta è aperta.

Alla tradizione non si comanda

Quando si tratta di Alfa Romeo la lista di vetture capaci di suscitare interesse potrebbe alimentare una discussione infinita, ma il valore di Giulia Sprint GT è una garanzia che si perpetra nel tempo. Nata negli anni '60, erede delle mitica Giulietta Sprint GT, è stata tra le prime automobili realizzate nello stabilimento di Arese.

Alfa Romeo Giulia Sprint GTA

Autore dello stile un giovanissimo Giorgetto Giugiaro, al tempo alle dipendenze della Carrozzeria Bertone. Rispetto alla versione di Giulia berlina, aveva un passo più corto (da 2510 a 2350 mm), e un allestimento di bordo specifico. Fa sorridere che a fare la differenza fosse la presenza della leva del cambio a cloche, quella che oggi è la norma, invece che al volante.

Sportiva per vocazione

A prescindere dalla vicende aziendali, in quegli anni la componente sportiva non era solo un modo per appassionare il pubblico, ma un credo fermo di Alfa Romeo. Così sia l'allora presidente Luraghi che il capo ricerca e sviluppo Satta, decisero di approntare un'edizione ancora più sportiva di Giulia Sprint GT: la GTA. La cui ultima lettera stava ad indicare il fatto che fosse alleggerita. Come?

Fotogallery: Alfa Romeo Giulia Sprint GTA

Alcune parti della scocca vennero realizzate in una lega di alluminio, manganese, magnesio, zinco e rame, conosciuta anche come Peraluman 25. Mentre il quattro cilindri da 1570 cc venne provvisto di nuove bielle, ma soprattutto delle celebri due candele per cilindro. La potenza della versione stradale era pari a 115 cv.

Ma sulle varianti da corsa allestite dall'Autodelta, che subirono maggiori stravolgimenti, la quota toccava i 180 cv. Le vittorie nelle corse turismo contribuirono a creare il mito che ancora oggi alimenta il sentimento verso la Giulia Sprint GTA.

Restauro e modifica secondo Alfaholics

Se l'idea di sostituire il bialbero Alfa Romeo con un'unità elettrica possa far rabbrividire i più affezionati, non sempre la volontà di realizzare una GTA con elementi meccanici più moderni trova i favori del pubblico.

Perché per i puristi l'originalità è l'unica strada possibile quando si tratta di conservazione. Mentre per altri è forse più l'idea l'aspetto interessante, piuttosto che la forma. Come in Alfaholics.

10 - AlfaHolics GTA-R

Il cui modus operandi potrebbe essere declinato nei modi di una retrospettiva futurista. La famiglia Banks, titolare dell'azienda, è dagli anni '70 che si dedica con passione e dedizione al restauro di Alfa Romeo, con particolare attenzione alla serie 105 (la Giulia appunto).

La Giulia GTA-R 290

Una delle realizzazioni più celebri di Alfaholics è proprio su base Giulia Sprint GTA. Di fatto nel restomod non viene stravolta l'idea di partenza, ma aggiornata con componentistiche più recenti, mantenendo in un certo senso il fascino del modello. Basti pensare che sotto il cofano prende posto un bialbero quattro cilindri da 2,3 litri Twin Spark (evoluzione del 2 litri dell'Alfa 75).

Fotogallery: Alfaholics GTA-R 290

E per limitare i kg in eccesso sono stati adoperati diversi componenti in carbonio, come le portiere o il cofano motore. L'assetto comprende invece sospensioni con braccetti in titanio, oltre a semiassi forati e alleggeriti.

L'ideale per contenere l'esuberanza dei 240 cavalli messi a disposizione dalla GTA-R 290. La soluzione perfetta per chi volesse una sportiva moderna, ma con i tratti fascinosi che solo lo stile di quegli anni può garantire.

Meglio elettrica o modificata?

Se non siete i puristi della frangia che preferisce non modificare nulla, allora probabilmente siete arrivati sino in fondo all'articolo.

E per quanto l'idea di modernità segua strade diametralmente opposte, sia la vettura realizzata dalla Totem che quella di Alfaholics sono anche un modo per rendere omaggio ad un passato che ha fatto dell'auto uno strumento di passione prima e un mezzo di trasporto poi.

Fotogallery: Totem GT electric

L'unico appunto riguarda ovviamente i costi. L'artigianalità di entrambe le versioni è il focus su cui è stata sviluppata e realizzata l'idea. Quindi se voleste dare un seguito alla vostra curiosità, sappiate che per la GT electric di Totem servono 430.000, mentre il prezzo della GTA-R 290 di Alfaholics si aggira intorno ai 250.000 euro… Perché il futuro si paga.