Evoluzione della Islero, ha chiuso la dinastia delle granturismo di Sant'Agata con il V12 anteriore lasciando campo alle "tuttodietro"

Per una Casa come Lamborghini, ogni anniversario è un'occasione da celebrare con orgoglio e una punta di nostalgia. Soltanto una punta, anche quando il festeggiato è un modello che ha segnato la fine di una dinastia importante.

Per la Jarama, di cui in questo 2020 si celebrano i 50 anni dal lancio, è appunto così: granturismo con 2 posti +2, dalle linee un po' spigolose ma accattivanti, è l'erede in linea diretta della prima Lamborghini, la 350 GT nata appena 7 anni prima, ma allo stesso tempo è anche l'ultima vettura con il V12 montato davanti, una combinazione che la Casa del Toro non ha mai più riproposto.

La genesi

La Jarama ha fatto la sua apparizione al Salone di Ginevra del 1970: la sua linea, opera di Marcello Gandini, ai tempi in forze al centro stile Bertone, era tuta nuova per quanto in essa avesse inserito alcune soluzioni utilizzate da lui stesso anche per altre sportive, come i fari fissi coperti da una palpebra abbassabile dell'Alfa Romeo Montreal.

Lamborghini Jarama, l'ultima 2+2 del Toro

Tecnicamente si trattava di un’evoluzione della precedente Islero (erede della 400 GT che era stata a sua volta l'evoluzione della 350 GT), tant'è che gli esemplari preserie sono stati assemblati dalla Carrozzeria Marazzi di Caronno Pertusella (VA) dove erano già costruite quelle della Islero, mentre per vetture di serie l'incarico è passato allo stabilimento Bertone di Grugliasco.

Con il V12 della Miura

Il V12 di 4 litri, 3.929 cc per la precisione, con ben sei carburatori doppio corpo Weber 40 DCOE e distribuzione a doppio albero a camme in testa, era lo stesso montato sia sulla Miura sia sulla Espada, l'imponente coupé a 4 posti che in quegli anni affiancava le GT 2+2. La potenza iniziale era di 325 CV che solo sulla successiva versione "S" è salita a 350,  sufficienti per consentire alla Jarama di raggiungere i 260 km/h di velocità massima.

Lamborghini Jarama, l'ultima 2+2 del Toro

All’avanguardia anche l’impianto frenante con dischi su tutte le ruote, e la grande novità dei dischi autoventilati per le ruote anteriori, una rarità nel 1970, celati da cerchi in magnesio da 15 pollici realizzati da Campagnolo fissati con un singolo dado centrale.

La carriera della Jarama

La prima serie, denominata Jarama GT o anche Jarama 400 GT, è rimasta in produzione dal 1970 al 1973 e ha totalizzato 176 unità, mentre la successiva GTS si è fermata ai 152 esemplari costruiti fino al 1976. Quest’ultima, presentata sempre a Ginevra nel 1972, aggiungeva a livello estetico alcune prese d’aria, cerchi in lega ora privi del dado centrale di fissaggio, nuova plancia, strumenti aggiornati e sedili anteriori ridisegnati per migliorare l’abitabilità posteriore.

Fotogallery: Lamborghini Jarama, l'ultima 2+2 del Toro

La sua uscita di scena  è coincisa con l'abbandono dell'azienda da parte di Ferruccio Lamborghini, il fondatore e amante delle GT, e con un cambio di mentalità che in quegli anni vedeva affermarsi anche nei gusti dei clienti le sportive a motore posteriore, categoria in cui Lamborghini era ben rappresentata dalla neonata Countach destinata ad una lunghissima carriera.