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Gianni Agnelli, le 20 frasi più famose dell’Avvocato sull'auto

La Fiat, la Ferrari e la Juventus le sue passioni più grandi. Conosciamolo meglio attraverso le sue parole

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Gianni Agnelli ha guidato la Fiat per oltre trent'anni e proprio oggi, il 12 marzo 2021, avrebbe compiuto cento anni. Ha segnato la storia recente di un marchio simbolo di un'intera Nazione, da quando ne prese le redini nel 1966 fino agli inizi degli anni 2000.

L'Avvocato - così era noto per via della laurea in giurisprudenza -, si sa, era un grandissimo appassionato di auto e collezionista, motivo per cui nei giorni passati abbiamo pubblicato due articoli con tutte le auto più belle passate dal suo garage. Per rendergli omaggio, ecco adesso una selezione delle le sue citazioni più celebri a tema auto.

Le citazioni più celebri di Gianni Agnelli

  • "La mia vita coincide per tre quarti con quella della Fiat. E il mio rapporto con la Fiat è per metà di memoria e per metà di vissuto"

  • "Mi sono simpatici gli ecologisti. Ma hanno programmi costosi. Non si può essere più verdi delle proprie tasche"

  • "Se mi avessero detto quando ero ragazzo che sarei diventato socio della General Motors, non ci avrei mai creduto"

  • "La mia vita privata non conta niente. Quello che conta è essere al servizio della Fiat al momento giusto, come adesso"

  • "L’autista non guida mai. Guido sempre io, è un’abitudine. Una volta, quando si andava a cavallo, si diceva "c’è chi preferisce stare a cassetta e chi preferisce stare in carrozza". Io preferisco stare a cassetta"

  • "Per essere italiani nel mondo, dobbiamo essere europei in Italia"

  • "Mio nonno aveva il 70 per cento delle azioni Fiat in portafoglio e le gestiva dando dividendi bassi. Anche perché li avrebbe distribuiti in massima parte a se stesso. Preferiva accantonare a riserva e con le riserve costruì la grande Mirafiori. Ma nessuno lo sapeva perché lui parlava poco. Insomma non era come me che all’assemblea racconto tutto"

  • "Non rinuncerei a uno scudetto della Juve per il mondiale della Ferrari"

  • "Juve, Ferrari, Fiat. A che cosa tiene di più?"
    "Alla Fiat"

  • "Agisco tramite professionisti esperti, ma loro non prendono decisioni senza consultarmi" Gianni Agnelli all’Economist, 30 agosto 1985
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  • "Nella costruzione di un gruppo come il nostro ci sono tre tempi: il tempo della forza, il tempo del privilegio, il tempo della vanità. Per me conta solo il primo. Voglio che gli altri due non esistano"

  • "A Modena erano tutti meccanici, si respirava la passione e tutti sapevano di motori. Serve un meccanico bravo? Vai a Modena?" Gianni Agnelli in un'intervista a Jeremy Clarkson, TopGear

  • "Ho sempre guidato volentieri e veloce. C’è un particolare momento, al mattino tra le quattro e le sei, in cui si tengono i fari dell’auto ancora accesi, mentre quelli che si sono appena svegliati non accendono le luci. Ad esempio i macellai con i loro camion, alla mattina, quando vanno al mercato. E io sono andato proprio a finire contro uno di questi"

  • "Non tutti gli italiani tifano per la Nazionale, mentre tutti gli italiani e il cinquanta per cento dei non italiani tifano Ferrari"

  • "La Fiat ha un peso nell'economia e nella società italiana che non si può combinare con uno schieramento politico"

  • "Noi fabbrichiamo automobili, le fabbrichiamo in Italia e rappresentiamo Torino" Gianni Agnelli al Gran gala di Torino per il lancio delle Fiat Bravo e Brava il 29 agosto del 1995

  • Saragat: "Caro Agnelli, adesso che è presidente della Fiat non potrà più corteggiare le ragazze".
    "Allora mi dimetto subito“

  • "Una volta scendevano in piazza per protestare contro la Fiat, oggi perché Baggio non vada alla Juve. Direi che il paese è migliorato"

  • "Vi raccomando la Fiat. Ora è arrivato il momento di cedere il testimone. Ci siamo dati delle regole. Noi in Fiat parliamo di regole per seguirle, non come tanti oggi che ne parlano per non seguirle. Mi hanno detto: "Ma lei è un caso speciale". Io ho risposto: "Guai a quell'azienda dove esistono casi speciali"

  • Michael Schumacher: "Ogni volta mi colpivano la competenza e la curiosità che aveva per la Ferrari, per la Formula 1 e per il calcio e la sua sensibilità per i problemi del mondo"