Dalla Baby Bugatti alla Ferrari 166 MM Barchetta, fino alla sua amata Fiat 125 S e alla Fiat 130 Familiare con la cesta di vimini

Oggi parliamo di Stellantis, fino a pochi mesi fa la chiamavamo FCA, ma prima ancora c'erano Fiat Auto e Fiat a dominare il mercato e l'industria italiana dell'auto, guidata per oltre trent'anni da Gianni Agnelli. Il nipote del fondatore Giovanni, conosciuto anche come "l'Avvocato", ha segnato la storia recente del nostro Paese e il 12 marzo 2021 avrebbe compiuto 100 anni.

Un secolo fatto di impegni per l'eredità di un impero industriale e finanziario, una gioventù vissuta tra auto veloci, bella vita e il "jet set" internazionale, contrapposta ad una maturità fatta di scelte aziendali strategiche e spesso difficili.

Tutte le auto dell'Avvocato

Con Gianni Agnelli la Fiat è diventata il colosso italiano dell'auto, acquisendo Autobianchi, Lancia, Ferrari, Abarth, Alfa Romeo, Maserati e Innocenti, ma la presidenza di Fiat non ha impedito all'Avvocato di continuare a usare i suoi "giocattoli" preferiti: le auto potenti, originali, uniche e a volte anche anonime, per non farsi riconoscere.

Tutte le auto di Gianni Agnelli
Tutte le auto di Gianni Agnelli

Proprio per celebrare il centenario dalla nascita di Giovanni "Gianni" Agnelli, nato il 12 marzo 1921, vogliamo ricordare tutte le sue auto più famose, belle, strane, potenti, personalizzate e talvolta inconfondibili che amava guidare di persona e, a quanto pare, a tutta velocità. Un punto di partenza è rappresentato dalla mostra "Le auto dell'Avvocato", quella del 2013 al MAUTO di Torino, ma ce ne sono molte di più di cui raccontare.

Baby Bugatti (1930 circa)

Immerso e coinvolto sin dalla nascita nel mondo dell'auto, il piccolo Giovanni è ritratto in una foto storica a bordo della Baby Bugatti, la Tipo 52 che riproduce in scala dimezzata la Tipo 35 da corsa e ha un motore elettrico per far divertire i bimbi più fortunati dell'epoca.

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Al suo fianco c'è Roland Bugatti che guida la stessa prestigiosa "macchinina", figlio del fondatore e patron Ettore Bugatti che è anche amico di famiglia degli Agnelli.

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Roland Bugatti (a sinistra) e Gianni Agnelli (a destra)
  • Quelli a cavallo tra gli Anni '20 e '30 del Novecento sono gli anni dell'infanzia spensierata, quella vissuta fra Torino e Villar Perosa, ancora affiancato dal padre Edoardo e dal nonno Giovanni.

Ferrari 166 MM Touring (1950)

Con un salto epocale non indifferente che separa la prima automobilina elettrica dalla prima Ferrari di Gianni Agnelli, superiamo tutta la fase durante la quale il rampollo degli Agnelli guida diverse Fiat in versione stradale e corsa.

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Ecco allora la Ferrari 166 MM "Barchetta" del 1950 con carrozzeria Touring che segna l'ingresso dell'Avvocato nel mondo delle "Rosse", ma con verniciatura in blu e verde metallizzato, interni in pelle chiara e larghe impunture sui bordi dell'abitacolo. Un vero gioiello con motore 2.0 V12 da 140 CV che ha anche vinto al Concorso d'Eleganza Villa d'Este 2015.

  •  In questo primo scorcio di dopoguerra, reduce anche dal fronte russo della seconda guerra mondiale, Agnelli si gode a pieno la vita mondana del periodo, e le auto veloci sono un modo per viverla nelle località più alla moda.

Ferrari 212 Inter Berlinetta Vignale (1952)

Le Ferrari sono davvero nel cuore del giovane Agnelli, che nel 1952 ritira la sua seconda sportiva del Cavallino Rampante, una Ferrari 212 Inter Berlinetta Vignale con verniciatura bicolore.

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Le forme arrotondate e sinuose tracciate da Vignale sono spettacolari, così come la soluzione dei "fanaloni"dentro la griglia anteriore. Il motore è il V12 di 2,5 litri e 170 CV.

  • Un grave incidente stradale, nell'estate del 1952 in Costa Azzurra, segna per sempre la vita di Gianni Agnelli che rischia l'amputazione della gamba destra. Grazie ad una speciale protesi può continuare a camminare, guidare e anche sciare, ma il cambio automatico inizierà a diventare quasi una necessità. Fra il 1952 e il 1953 vende le sue due Ferrari: la 166 MM e la 212 Inter.

Bentley R-Type Continental Fastback (1952)

Dopo l'incidente in Costa Azzurra, Agnelli fa un acquisto piuttosto strano, una Bentley R-Type Continental Fastback. La vuole però dipinta nel colore azzurro metallizzato Fiat e con gli interni color crema.

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La sontuosa berlina britannica ha carrozzeria leggera firmata H.J. Mulliner, motore V8 di 4,6 litri e velocità di circa 190 km/h. L'auto viene presto regalata ad una delle sue conquiste femminili, quella Pamela Churchill Harriman che è la moglie del figlio di Winston Churchill.

  • Un'ulteriore testimonianza delle mode dei primi Anni '50, quando attori, imprenditori e facoltosi di ogni tipo amavano guidare la sportiva britannica più snob e raffinata, la R-Type Continental.

Ferrari 375 America Coupé Speciale (1954)

Sempre al periodo giovanile di Agnelli appartiene la Ferrari 375 America Coupé Speciale del 1954, carrozzata su specifica richiesta da Pinin Farina.

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Le forme americaneggianti, la calandra squadrata, il colore verde e rosso e la pelle rossa interna la distinguono nettamente da tutte le altre Ferrari del periodo, pur mantenendo il motore V12 di 4,5 litri e 300 CV che la spinge a 250 km/h

  • Un anno prima di ordinare questa Ferrari, nel 1953, Gianni Agnelli sposa la principessa Marella Caracciolo di Castagneto da cui avrà due figli: Edoardo e Margherita

Fiat 600 Multipla Eden Roc (1956)

Pioniere e praticamente inventore delle cosiddette "spiaggine", le auto aperte in stile nautico e create appositamente per muoversi nelle località di mare, Agnelli commissiona nel 1956 a Pinin Farina la Fiat 600 Multipla Eden Roc. Ecco un primo ritorno al marchio di famiglia.

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La base meccanica è proprio quella della Fiat 600 Multipla, ma il risultato è una sorta di motoscafo stradale che Agnelli utilizza nella villa Leopolda di Cap d’Antibes, in Francia.

  • Sono gli anni della Dolce Vita romana, quelli che lo stesso Gianni Agnelli vive a pieno, facendosi anche fotografare dai "paparazzi" a bordo di una Mercedes 300 SL Roadster in compagnia dell'attrice svedese Anita Ekberg.

Fiat 500 Spiaggia Boano (1958)

All'Avvocato Agnelli le "spiaggine" piacciono davvero tanto, un po' per la loro praticità di utilizzo e senso di libertà che offrono nei mesi estivi, un po' perché... le ha inventate proprio lui!

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Per questo nel 1958 si fa costruire dalla carrozzeria Boano una coppia di Fiat 500 Spiaggia, una per sé e l'altra per l'amico Aristotele Onassis. Entrambe diventano le auto estive da usare in Costa Azzurra e in Grecia, come dimostrano alcune foto d'epoca. La base è quella dell'appena nata Fiat Nuova 500, senza tetto né portiere, con raffinate finiture in legno, sedili in midollino e uno stile da piccolo motoscafo Riva.

  • Solo un anno prima, nel 1957, nasce a Mirafiori la Fiat Nuova 500, l'auto che ha motorizzato l'italia con 5,2 milioni di esemplari prodotti e crea il mito delle utilitarie torinesi. La Fiat 500 elettrica ne è l'erede.

Ferrari 400 Superamerica Passo Corto Coupé Speciale (1959)

Alla vigilia degli Anni '60 l'Avvocato torna alla corte di Enzo Ferrari per chiedere un'altra GT speciale e unica. Si tratta della Ferrari 400 Superamerica Passo Corto Coupé Speciale del 1959 che ancora una volta stravolge i classici stilemi della tradizione Ferrari-Pinin Farina dell'epoca.

Tutte le auto di Gianni Agnelli

Al carrozziere torinese viene chiesta una coupé ancora col frontale insolito, squadrato e con quattro fari. Il motore è il V12 di 4 litri e 400 CV che ne fanno una delle più veloci auto dell'epoca con i suoi 265 km/h.

  • Nel 1959 Gianni Agnelli passa da un ruolo di rappresentanza ad uno dirigenziale in seno all'azienda, diventando il presidente dell'IFI (Istituto Finanziario Industriale), la holding di famiglia che controlla il gruppo Fiat.

Maserati 5000 GT (1961)

Una delle ultime escursioni del giovane Agnelli al di fuori dei modelli marchiati Fiat (o Fiat Auto) è quello del 1961 che lo porta a farsi costruire una speciale Maserati 5000 GT da Pininfarina, con carrozzeria praticamente uguale alla precedente Ferrari 400 Superamerica. La foto che vedete qui sotto è invece quella dalla cosiddetta "Scià di Persia" che avviò la ristretta produzione della 5000 GT.

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Il motore di questa Gran Turismo destinata a re e ricchi industriali è il V8 di 5 litri che sprigiona la bellezza di 340 CV per una velocità massima di 270 km/h.

  • Le nuove cariche aziendali e le richieste fatte dallo storico amministratore delegato Vittorio Valletta consigliano a Gianni Agnelli di togliere i marchi Maserati dall'auto (come fatto per la Ferrari 400), in modo da non pubblicizzare brand diversi da Fiat.

Ferrari 365 P Berlinetta Speciale (1967)

La passione per le Ferrari è irrefrenabile nel cuore di Agnelli che, nel 1967, ordina una copia della Ferrari 365 P Pininfarina Berlinetta Speciale vista al Salone di Parigi del 1966. Parliamo della famosa sportiva a tre posti con volante centrale e tetto trasparente che anticipa in parte le linee della Dino 206 GT.

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La colorazione (a differenza del prototipo bianco che vedete qui sopra) è in grigio metallizzato e sotto il cofano posteriore c'è un propulsore da corsa, il V12 "Colombo" di 4,4 litri e 380 CV, che la spinge a 245 km/h.

  • Nel 1966 inizia l'era dell'Avvocato in Fiat: Gianni Agnelli è presidente, affiancato ancora da Vittorio Valletta e Gaudenzio Bono, ma la strada per diventare uno degli imprenditori e uomini più influenti d'Italia e d'Europa è aperta.

Fiat 125 S (1967)

Quasi una scelta istituzionale e obbligata è quella che spinge Agnelli ad utilizzare come auto personale una Fiat 125 Special che guidava anche per andare sciare, magari proprio al Sestriere.

Tutte le auto di Gianni Agnelli

Questa apparentemente "normale" Fiat 125 S, una delle preferite dell'Avvocato, è ancora una volta diversa dal solito: ha il motore 1.6 da 100 CV, ma anche una speciale vernice blu scura, i fari fendinebbia e il cambio automatico. Unica pure la targa che è TO A00000.

  • Nel 1966 Agnelli stringe l'accordo per la produzione in Russia, nello stabilimento AvtoVAZ di Togliatti, della Fiat 124 su licenza, quella che diventerà famosa come Lada 2101 "Zhiguli".

Fiat 130 Familiare "Villa d'Este" (1971)

Auto familiari così grandi e prodotte in serie non ne esistono. Per questo Gianni Agnelli si fa costruire appositamente la Fiat 130 Familiare "Villa d'Este", vero colosso con motore 3.2 V6 da 165 Cv, trazione posteriore, cambio automatico e quasi 190 km/h di velocità massima.

Tutte le auto di Gianni Agnelli

La disegna il Centro Stile Fiat e la realizza l'Officina Introzzi in quattro esemplari. La prima, quella di Gianni, ha finiture speciali in finto legno sulla fiancata e sul tetto è fissato un portapacchi con cesta di vimini che l'Avvocato usa per trasportare gli sci quando d'inverno va a St. Moritz, in Svizzera. 

  • Anni cruciali per la Fiat e il suo presidente che vince la sfida con Ford per acquisire Ferrari (1969) e ingloba la Lancia (1970), mentre fallisce il tentativo di scalata a Citroen. Inizia anche la lunga stagione degli scioperi che seguono l'autunno caldo del 1969.

Fiat 130 Maremma (1974)

La tradizione britannica della Shooting Brake, ovvero dell'auto familiare a due porte per la caccia, non lascia indifferente Gianni Agnelli, specialmente se applicata da Pininfarina ad una delle sue Fiat 130 Coupé

Tutte le auto di Gianni Agnelli

La concept Fiat 130 Maremma del carrozziere torinese non passa il vaglio aziendale della produzione in serie (a parte tre prototipi), ma all'Avvocato piace molto e così diventa la sua personale nel 1975. Uniche le linee firmate Diego Ottina, così come il colore champagne metallizzato e gli interni beige. Il motore è il noto 3.2 V6 da 165 CV.

  • Nel 1974 entra in Fiat Cesare Romiti, il manager che in venticinque anni di gestione punta alla trasformazione dell'azienda in holding finanziaria e che sarà presidente del gruppo dopo Gianni Agnelli.

Fine della prima parte. Qui la seconda.

[Foto: FCA Heritage, MAUTO, Ferrari, Maserati, Bonhams, BMW Group Classic, Gooding & Co., RM Sotheby's]

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