Forse un giorno arriveremo davvero a sederci su un'automobile soltanto come passeggeri, con la guida autonoma che provvederà a scarrozzarci dove serve senza che ci sia nemmeno richiesto di guardar fuori, ma nell'attesa, il dovere e il piacere di guidare sono ancora in gran parte nostri e il volante resta è il principale strumento di comunicazione con l'auto.

Attraverso lo sterzo, infatti, non soltanto si comanda la direzione del veicolo, ma si ricevono anche sensazioni e informazioni fondamentali sullo stato della strada. Senza contare che ai giorni nostri il volante stesso è diventato una vera e propria consolle che ospita molti comandi, non soltanto legati direttamente alla guida ma anche alla gestione di altri sistemi di bordo

Dunque, nel suo sviluppo si concentrato esigenze diverse: sensibilità e sicurezza dal punto di vista più prettamente tecnico, ergonomia e interattività sotto quello più moderno della "user experience". Audi ha raccontato, in uno speciale tech talk quali principi guidano lo sviluppo dei sistemi sterzanti e dei volanti.

A ciascuna il suo "momento"

La taratura di un sistema sterzante dipende fondamentalmente da un concetto chiamato "hand moment" e che rappresenta lo sforzo richiesto per ottenere un determinato movimento. Di solito, più questo sforzo aumenta maggiore è la sensazione di controllo, ma è una sensazione che deve essere bilanciata da una servoassistenza capace di rendere la guida meno faticosa possibile, specie in manovra, e offrire la giusta sensibilità nelle diverse fasi della guida, la percezione del movimento e dell'aderenza delle ruote, filtrando al tempo stesso le vibrazioni.

L'evoluzione dello sterzo per Audi
L'evoluzione dello sterzo per Audi

In Casa Audi, ciascun modello ha uno specifico "hand moment" bilanciato a seconda delle prestazioni e della destinazione d'uso, spostando la messa a punto, la risposta e la progressività del comando ora verso una calibrazione più confortevole, ora verso una più diretta e sportiva. Le moderne tecnologie per l'assistenza variabile, favorite dall'introduzione di servocomandi elettrici, hanno permesso di estendere la varietà di calibrazioni, offrendo su uno stesso modello differenti gradi di risposta e in qualche caso di personalizzare il feeling dello sterzo, tuttavia quella di riferimento resta specifica per ciascun modello.

L'evoluzione dello sterzo per Audi

La leggerezza

Malgrado debba trasmettere a seconda dei casi un senso di concretezza, anche il volante negli anni ha subito un'evoluzione continua nella direzione del risparmio di peso, anche per compensare l'aggiunta di dispositivi, dagli airbag fino ai molti comandi di cui è costellato oggi. In media un volante Audi consente di gestire fino a 18 funzioni tramite il volante, ma la struttura interna pressofusa permette di risparmiare peso rispetto a quelle più semplici in acciaio utilizzate in passato.

L'evoluzione dello sterzo per Audi
L'evoluzione dello sterzo per Audi
L'evoluzione dello sterzo per Audi

Volante, piccolo è meglio

Il design di base di un volante non segue soltanto le mode ma è il risultato di precisi studi ergonomici e una filosofia di base che per Audi è quella del "compatto è meglio". Per la Casa dei Quattro Anelli sia la geometria esterna sia l'area centrale devono essere il più ridotti possibile, anche se sappiamo bene che un volante più grande rende il movimento più graduale e meno faticoso, dunque questa scelta va compensata con un'assistenza altrettanto ben calibrata. 

In passato, questo obiettivo è stato reso più difficile dalla presenza degli airbag, la cui evoluzione ha tuttavia permesso di ridurne gradualmente l'ingombro, tornado a rimpicciolire il centro del volante e ridimensionare il resto di conseguenza.

L'evoluzione dello sterzo per Audi
L'evoluzione dello sterzo per Audi

Nel dettaglio, Audi ha stabilito in 375 millimetri il valore di riferimento per il diametro massimo del volante. Nel punto più ampio, perché da tempo la forma non è più perfettamente circolare ma ovale, schiacciata alle estremità superiore e inferiore e spesso con un angolo pronunciato dell'impugnatura.

Razze e corona, lo spessore conta

Anche la sezione della corona è ovale, studiata per assecondare la forma del palmo della mano che si chiude su di essa, ed ha uno spessore che va da 30 ai 36 millimetri circa. Si tratta del minimo possibile, dovendo integrare gradualmente anche nuove tecnologie come la superficie capacitiva tattile in grado di rilevare la presenza delle mani sul volante anche se chi guida non fa alcun movimento, che è fondamentale per alcuni sistemi di sicurezza evoluti. Tutti i nuovi volanti sono dotati di una doppia imbottitura con schiuma per offrire una superficie omogenea e una buona aderenza.

L'evoluzione dello sterzo per Audi

Le razze di conseguenza devono adattarsi alla posizione relativa tra volente e seduta e consentire una chiara lettura degli strumenti, anche se oggi la presenza degli head-up display semplifica un po' le cose visto che le informazioni essenziali possono essere trasferite sulla linea ottica di chi guida al di sopra dell'ingombro della corona.

Audi ribadisce di prediligere un design snello per le razze, rispetto ad altri costruttori che invece preferiscono forme più massicce anche per ragioni estetiche, ma al tempo stesso devono offrire supporto ai comandi di superficie da poter azionare con i pollici senza dover compromettere la guida.

La posizione in base al modello

Quanto all'inclinazione, dipende dalla posizione della seduta ma è sempre compresa tra 17 e 24 gradi, a seconda del tipo di veicolo. Nei SUV, il range è ridotto a un intervallo tra  22 e 24 gradi, su compatte e berline come sulle station wagon Avant è invece compreso tra 17 e 21 gradi. I modelli sportivi, in cui il guidatore siede sempre relativamente in basso e con lo schienale solitamente verticale, anche il volante è quasi perfettamente verticale.

L'evoluzione dello sterzo per Audi

Su tutti i modelli l'altezza e la profondità ammettono una regolazione di più o meno 30 millimetri e secondo gli studi, la distanza ideale tra il volante e il tronco dovrebbe essere compresa tra 25 e 30 cm, con le braccia leggermente piegate.

Fotogallery: Audi, l'evoluzione dello sterzo