Le novità sul fronte digitale saranno cruciali per la trasformazione di VW in provider di servizi di mobilità

Volkswagen lo ribadisce da tempo: il suo piano è trasformarsi da marchio costruttore generico di automobili, a fornitore di servizi per la mobilità in senso molto più ampio. E a tal proposito, l'arrivo di un software proprietario con aggiornamenti over-the-air potrebbe essere il punto chiave per questo cambiamento.

VW infatti punta molto sulla Project House interna, impegnata a sviluppare il software di ultima generazione, rendendola quasi un'azienda hi-tech a sé. Lo sviluppo di queste tecnologie smart oggi, sempre connesse, farà da base per un crescendo che culminerà nel medio periodo con la guida autonoma di Livello 3 prima e Livello 4 dopo, per poi arrivare al Livello 5 (quello in cui si possono eliminare volante e pedali) nel lungo periodo.

Software house interna

Che l'informatica sia ormai parte integrante delle auto non c'è dubbio, basti pensare che praticamente qualunque modello ormai conta su almeno uno schermo centrale per l'infotainment.

Volkswagen però vuole estendere la connessione fra software e mobilità, tant'è che già da ora esistono servizi software-based quali WeCharge, per la ricarica di auto elettriche e ibride, e WeShare per il carsharing full-electric, in quello che Volkswagen definisce "Modello di business 2.0".

Proprio per l'importanza data al lato informatico, Volkswagen ha implementato lo sviluppo del software all'interno di una cosiddetta Project House, creata prima di sviluppare sia i modelli su piattaforma MEB sia i più recenti basati sulla MQB. La Project House, dunque, ha una visione a 360° sulle vetture del marchio e può sviluppare il software alla base sia delle auto sia dei servizi di mobilità, per integrarli al meglio.

All'interno della "azienda tecnologica" i ritmi sono più rapidi rispetto allo sviluppo hardware delle auto: la cadenze sono di 14 giorni, durante le quali i team valutano se e come gli obiettivi sono stati raggiunti. Questa scadenza "sprint" (che è circa la metà rispetto alla media per lo sviluppo delle componenti hardware) ha permesso ad esempio di dar vita al software della famiglia di modelli elettrici ID. in un nuovo tempo record per VW. Lo stesso software, col tempo, equipaggerà anche le vetture ad alimentazione tradizionale.

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Nuova architettura e aggiornamenti OTA

La struttura elettronica software di Volkswagen si chiama E3, che sta per "archiettura elettronica end-to-end". Il cuore del sistema è formato da due calcolatori ad alte prestazioni, collegati in rete: ICAS1 e ICAS3 (dove ICAS significa "In Car Application Server"). Le alte prestazioni raggiunte da questi due moduli permettono di distribuirsi meglio i compiti da eseguire, finora sempre divisi fra numerosi piccoli computer (le centraline locali).

Attualmente, tutti i modelli ID. (dalla ID.3 alla ID.4, compresa la GTX) sono equipaggiati con la versione ID.Software 2.1, nata a fine 2020. In futuro, il sistema sarà in grado di supportare gli aggiornamenti over-the-air per ricevere - ovunque sia disponibile una rete dati - nuovi firmware più recenti e sbloccare nuove funzioni non appena disponibili, senza dover passare in officina.

Gli update arriveranno direttamente ai computer ICAS citati poco sopra, che potranno aggiornare i propri sistemi operativi. L'auto potrà scaricare in background l'aggiornamento in ogni momento, per poi notificarlo al guidatore solo a download completato. L'installazione, invece, potrà iniziare solo a vettura parcheggiata (e, per motivi di sicurezza, non potrà muoversi durante l'installazione).

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Futuro (automatizzato) a zero incidenti

L'impiego di software intelligenti e sempre connessi permette di aumentare il livello di sicurezza delle vetture: un esempio, nel caso Volkswagen, è il sistema di comunicazione Car2X, di serie sulla gamma ID. e sulla Golf 8.

Volkswagen, nuovi software per oggi e domani

Sfruttando le informazioni ricevute dagli altri veicoli nel raggio di 800 metri dotati della stessa tecnologia, insieme alla segnaletica stradale in generale, Car2X elabora i dati e gli eventuali pericoli con largo anticipo rispetto a quanto possibile in passato - e quindi evitarli nella stragrande maggioranza dei casi.

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Questo significa spianare la strada verso la guida autonoma di Livello 3 (altamente automatizzata: il guidatore non deve mantenere un controllo costante, ma deve essere potenzialmente pronto a intervenire se necessario) e, in un secondo momento del "medio periodo" - dice la nota - al Livello 4: in questo specifico caso applicativo, la guida è completamente automatizzata e non è necessario un guidatore, quando attivata.

Infine, nel lungo periodo, verrà implementata la guida autonoma di livello 5: questo grado di automazione prevede che non sia mai necessario un guidatore, dalla partenza alla destinazione. E dunque, anche gli input a cui siamo abituati - quali volante e pedali - potranno essere completamente rimossi, rendendo l'auto autonoma un salottino mobile su ruote.

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