Il mondo dice addio alla benzina Super, la “rossa”. L’ultima messa al bando è stata nelle scorse settimane in Algeria, che era rimasto l’unico Stato a vendere la benzina con il piombo, dall’inconfondibile colore rosso al distributore.

Il pensionamento definitivo è stato annunciato dal Programma per l’ambiente delle Nazioni Unite (Unep) ed è il frutto di quasi vent’anni di lavoro svolto dalla Partnership globale per i combustibili e i veicoli puliti (PCFV).

La storia

Nata nel 1922, la benzina con l’aggiunta di piombo tetraetile era stata pensata per migliorare le prestazioni dei motori. Negli anni ’70 aveva già conquistato quasi tutto il mondo, causando però quella che l’Onu definisce ora “una catastrofe per l’ambiente e la salute pubblica”.

Così, già nel decennio successivo, la maggior parte dei Paesi industrializzati ha cominciato a limitare o vietare la vecchia Super, che però ha continuato a rimanere in commercio in tante altre regioni del globo. Nel 2002, le Nazioni Unite hanno dato vita alla campagna per eliminare definitivamente “una delle minacce più gravi” a livello globale, che in Italia è stata venduta fino al 2001.

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Cosa ha provocato il piombo

Nell’annunciare questo traguardo, l’Onu ha elencato le tragiche conseguenze causate dalla benzina rossa per via del piombo in essa contenuto. In quasi un secolo di vita, la Super avrebbe contaminato aria, polvere, suolo, acqua potabile e colture alimentari. Ma non è tutto.

Avrebbe provocato malattie cardiache, ictus e cancri, colpendo lo sviluppo del cervello, soprattutto nei bambini. Si stima che il divieto globale preverrà più di 1,2 milioni di morti premature all’anno e consentirà di risparmiare 2,45 trilioni di dollari per l’economia mondiale, diminuendo anche i tassi di criminalità.

Non è ancora finita

Tuttavia, ricordano le Nazioni Unite, il parco circolante dei veicoli nel mondo è in crescita: i nuovi mezzi saranno 1,2 miliardi nei prossimi decenni e molti di questi continueranno a minacciare aria, acqua e suolo. Già oggi secondo l’Onu il solo settore dei trasporti è responsabile di quasi un quarto delle emissioni di gas serra e potrebbe raggiungere quota un terzo entro il 2050.

Alcuni Paesi hanno già annunciato una “data di scadenza” per i motori a combustione, e anche in Europa c’è una proposta per lo stop dal 2035. C’è poi da considerare che se il piombo è ormai bandito dalla benzina, continua a essere presente nelle vernici, nelle batterie e in tanti articoli per la casa.

Il prossimo passo sarà “una transizione accelerata verso veicoli puliti e mobilità elettrica”, ha spiegato Inger Andersen, direttore esecutivo dell’Unep, che ha definito l’addio alla benzina con piombo “un’enorme pietra miliare per la salute globale e il nostro ambiente”.