Le recenti concept car danno delle chiare indicazioni su quello che potrà accadere al design automobilistico del futuro. Le idee proposte non riguardano soltanto forme originali, ma piuttosto lo sfruttamento in modo più o meno estremo delle possibilità offerte dalle innovazioni elettroniche e dalle motorizzazioni elettriche.

Il contesto generale è sicuramente molto avanzato, con idee del tutto innovative o con la rivisitazione di idee storiche; le tecnologie, in ogni caso, sono in gran parte già a portata di mano, per una possibile graduale introduzione nelle vetture serie. Tralasciando le concept car che prefigurano semplicemente modelli di immediata produzione, vediamo alcune particolarità del design di qualche prototipo avanzato.

Le linee guida tracciate dai prototipi avanzati

Audi propone il gruppo di concept car denominato complessivamente "sphere". La prima è la Audi skysphere realizzata dal centro stile di Malibu, in California.

Audi skysphere concept 2021
Audi skysphere
Pininfarina Teorema, la concept car virtuale
Pininfarina Teorema
Suzuki Misano, il prototipo progettato dallo IED
Suzuki Misano

Pininfarina, dal canto suo, ha da poco proposto una concept car totalmente virtuale, la Teorema, con numerose idee interessanti, mentre a giugno è stata rivelata la Suzuki Misano, progetto di tesi del master in Transportation design dello IED, realizzato sotto la supervisione della Casa giapponese.

In ultimo, ha fatto parlare di sé anche la MG Cyberster, realizzata dall’MG Advanced Design Centre che non ha sede in Cina, sede attuale del marchio, ma direttamente a Londra. In tutti i casi, appare con evidenza il ruolo dell’elettricità, dell’elettronica e della luce per la definizione di linee esterne ed interne, e delle funzionalità di guida.

La carrozzeria aerodinamica

L’utilizzo, per tutte le concept car citate, di motorizzazioni elettriche, ha imposto una serie di soluzioni in parte innovative, in parte ispirate ai designer del passato, soprattutto di scuola italiana, ma riviste in chiave di elettrificazione spinta.

La Pininfarina Teorema, ad esempio, riprende forme semplici ispirate al proprio passato, strizzando l’occhio a certe concept car degli anni ’60 e ’70; tuttavia, le forme aerodinamiche sono state studiate attentamente, sia per ridurre la resistenza di avanzamento, sia per il controllo della gestione dei flussi interni, ricavando uno spazio variamente configurabile tra l’abitacolo centrale e le pareti esterne.

I ragazzi dello IED di Torino hanno immaginato per la Suzuki Misano una sorta di auto-moto -ricordate la Machimoto di Giugiaro?- unendo i due settori motoristici della Casa giapponese: per questo il design è quello di una roadster, con un cupolino motociclistico, i posti a sedere in tandem su un lato, il vano bagagli nel lato opposto, e una forma da barchetta aerodinamica.

Il tutto, però, è pensato in combinazione con la motorizzazione elettrica: con una lunghezza di appena 4 metri, e il pacco batterie sotto il pianale, la gestione degli spazi è stata facilitata dalla disposizione più semplice dei motori, che non necessitano di radiatori tradizionali, e possono anche essere posti direttamente sulle ruote.

In più, i fari sono in realtà anche dei convogliatori d’aria verso i generatori di corrente: il vento, insomma, è in grado di aumentare l’autonomia della batteria. Questo tipo di innovazione sarà probabilmente molto impiegato in futuro: potrà essere la natura stessa, come il vento o il sole, a fornire almeno in parte l'energia per il movimento.

MG Cyberster
MG Cyberster

Le forme della MG Cyberster sono quelle di una sportivissima supercar di scuola inglese, ma le grandi ruote alle estremità, con sbalzi ridottissimi che diventano quasi una carenatura, mostrano soluzioni offerte dalla motorizzazione elettrica e prima impossibili.

La stessa griglia anteriore diventa un elemento distintivo, e storico a ricordo delle spider inglesi del passato, ma con una funzione diversa: ottimizzare i flussi dell’aria sotto il pianale.

Per Audi spkysphere, invece, c’è la realizzazione di un sogno per i designer: realizzare una carrozzeria che cambia forma con un pulsante. La carrozzeria si ispira a quella della Horch 583, una roadster degli anni ’30: nella modalità Grand Touring la concept ha le dimensioni massime, con lunghezza di 5,19 metri e 2 metri di larghezza, mentre premendo un pulsante si passa alla Sport mode, con il passo ridotto di 250 mm e l’altezza da terra più bassa di 10 mm.

La particolare forma della fiancata, sagomata aerodinamicamente ma con una parte che si inserisce nell’altra, consente l’allungamento o l’accorciamento della vettura; questo non interferisce con le portiere, che si aprono contro vento, o con la batteria, collocata alle spalle dell'abitacolo, e tra i sedili.

Forme e proporzioni più libere grazie all’elettrico

Come appare chiaramente dei prototipi, nell’Audi skysphere, i designer hanno cercato di ampliare il più possibile il volume dell’abitacolo, senza aumentare l’altezza, ma giocando piuttosto sul passo, e ponendo le enormi ruote da 23” alle estremità della carrozzeria. Una soluzione che senza le tecnologie elettriche ed elettroniche non sarebbe stata possibile, per lo meno in questo modo.

Per questa Audi, il motore elettrico è disposto nell’asse posteriore, e posteriore è anche la trazione; l’innovazione più intrigante per il design, però, è lo sterzo integrale by-wire: in assenza di un comando meccanico diretto, la vettura si può tranquillamente accorciare, e le ruote possono stare a lunga distanza dal volante, garantendo in ogni caso l’effetto del cofano lunghissimo, o la variazione del passo.

Per le altre concept, ci sono altre soluzioni originali per le portiere: ad esempio, la Pininfarina Teorema ha un’unica apertura dell’abitacolo, incernierata posteriormente, elaborando in forma moderna idee del passato.

Pininfarina Teorema, la concept car virtuale
Pininfarina Teorema

Tutte le vetture hanno comunque le ruote disposte il più possibile agli angoli, migliorando le prestazioni e lo spazio interno, ma dando anche visivamente l’idea di una maggior stabilità, complici i cerchi di grandi dimensioni: la disposizione dei motori direttamente sulle ruote, poi, consente la massima libertà di design, e tecnicamente la possibilità di sfruttare la trazione su uno o due assali, con controlli elettronici di precisione.

Il volante che scompare o il sedile contromarcia

Questa maggiore disponibilità di spazio garantita dalla meccanica, si sposa anche con le innovazioni elettroniche, dalla guida autonoma alle interfacce, fino ai vari sistemi di comunicazione con i passeggeri.

Guardiamo, ad esempio, gli interni della Teorema: i cinque sedili, creati insieme agli specialisti di Poltrona Frau, possono cambiare forma e offrire il massimo del comfort, grazie ad una tecnologia ad aria compressa; la configurazione può cambiare in modalità di guida o in guida autonoma, con il conducente che può addirittura voltarsi nella direzione opposta, e c’è anche una configurazione ancora più libera a vettura ferma.

I comandi non sempre sono visibili: un po’ come su alcuni computer, i tasti compaiono a sfioramento sulle superfici intelligenti. Schermi anche sulla Suzuki Misano, che dispone di comandi di ispirazione motociclistica, mentre per la MG Cyberster le funzionalità degli schermi multimediali comprende anche la connettività 5G e il gaming.

Nell’Audi skysphere, invece, i controlli scompaiono totalmente in modalità Grand Touring, con guida autonoma di livello 4.

Audi skysphere concept 2021
Audi skysphere

La plancia è di fatto un largo maxi schermo avvolgente, che raccoglie tutte le principali funzioni della vettura, e che acquista ancora più importanza quando scompare il volante, ad esempio per le funzionalità multimediali. In questo caso si uniscono le forme ispirate all'Art Déco degli anni ’30 ad un’elegante microfibra realizzata con materiali riciclati.

Anche la luce diventa design

La tecnologia a LED consente, finalmente, di fare del design anche mediante la luce, senza i vincoli dei gruppi ottici tradizionali, e con idee non convenzionali.

Nell’Audi, i LED sono disposti in fasce avvolgenti, davanti e dietro, e consentono una complessa sequenza di illuminazione, che cambia ad esempio quando il passo viene modificato. Inoltre, la fascia anteriore definita da due cornici alle estremità è una specie di moderno single frame: senza le esigenze di griglia di raffreddamento per il motore elettrico, l’elemento più caratteristico del frontale diventa una forma definita in parte dalla stessa luce.

Nella Teorema, invece, spiccano alcune innovazioni nell’abitacolo: il pavimento responsivo, che indica ad esempio ai passeggeri la propria seduta, oppure le luci rosse o blu dietro ad ogni sedile, che segnalano se l’auto è in guida autonoma o manuale.

In questo caso, anche gli schermi nell’abitacolo sono in parte superati: le informazioni vengono proiettate sulla strada o nell’ambiente circostante, e il pavimento cambia colore a seconda della situazione.

Abbiamo già detto dei fari della Misano, che hanno anche altre funzioni. Nella MG, invece, debutta il cosiddetto Magic Eye anteriore: in pratica, un perimetro circolare a LED in grado di animarsi, come palpebre, all’accensione delle luci, ma dalla forma che suggerisce i fari circolari delle MG storiche.

E anche lungo il profilo inferiore della vettura corre un profilo a LED, con un uso esteso degli effetti di luce, secondo le abitudini delle megalopoli orientali.