La crisi dei chip e, ovviamente la pandemia, sono alla base di diversi problemi che affliggono il mondo dell’auto da ormai due anni. L’arrivo della variante Omicron ha aggravato un quadro già complesso anche se, almeno da un punto di vista sanitario, secondo alcuni osservatori potrebbe aver avviato, finalmente, una fase più endemica della malattia.

Per vedere gli effetti “positivi” sul comparto automotive, però, servirà tempo e a dare un’idea della situazione ci prova il Hyundai che in questi giorni ha presentato le sue previsioni per il 2022. Previsioni da cui potrebbe filtrare un cauto ottimismo. 

Fuori dalla crisi?

Secondo Hyundai, la buona notizia è che la crisi dei semiconduttori dovrebbe ridursi nel terzo quadrimestre 2022, ossia tra settembre e dicembre. Per allora, stando alle parole di Seo Gang Hyun, vicepresidente esecutivo del brand sudcoreano, le capacità di produzione delle aziende e la domanda di chip si potrebbero allineare per la prima volta dall’inizio della pandemia.

Microchip

Per il momento, però, la situazione non è certamente rosea. Il picco di contagi in tanti Paesi del sudest asiatico sta creando problemi di produzione e logistica con inevitabili conseguenze su tutta la filiera dell’auto.

Tanto per avere un’idea, l’industria dei chip della Malaysia vale oltre il 10% del mercato globale con un giro d’affari da 200 miliardi di dollari e sta procedendo a rilento a causa dei vari lockdown decretati per contenere la pandemia.

Preoccupano le materie prime

Oltre alla crisi dei chip e a una produzione che procede a singhiozzo, c’è da registrare il continuo aumento dei prezzi delle materie prime. L’incertezza sul futuro e vari nodi geopolitici nel mondo, tra cui le tensioni tra Russia e Ucraina, stanno facendo impazzire i mercati. Sicuramente, una delle situazioni più preoccupanti riguarda il litio, che è cresciuto del 163% nell’ultimo anno (dati Trading Economics).

Lo stabilimento Hyundai di Ulsan
Lo stabilimento Hyundai di Ulsan

Per contenere il più possibile l’impatto economico, diverse Case come Tesla e Honda hanno aumentato il prezzo medio dei loro modelli e gli analisti credono che anche altri brand seguiranno questa strada.

Al netto delle varie problematiche, Hyundai prevede di aumentare del 12,1% le vendite globali dei suoi modelli. Il mercato più importante sarà il Nord America, dove il gruppo coreano si aspetta una crescita del 20% rispetto al 2021.