Fiat Cinquecento, l'idea moderna dal nome classico
Trent'anni fa il primo tentativo di far rivivere l'iconica Fiat 500 in un'auto che ne riprendeva in realtà soltanto il nome
Per prima cosa attenzione alla grafia: la Cinquecento uscita nel 1992 era sì un tentativo della Casa di rievocare un successo assoluto come quello della 500, ma viste le abissali differenze nell'aspetto e nell'impostazione, la Casa stessa ha preferito mantenere le distanze limitandosi all'assonanza e scrivendo il nome per esteso anziché in cifre, peraltro in accordo con la politica di quegli anni.
Il progetto della Cinquecento era stato concepito per rimpiazzare la 126 con una city car che fosse più al passo con i tempi e offrisse in dimensioni sempre contenute più spazio, sicurezza e facilità di utilizzo. Questa è la sua storia.
La ricerca dello spazio
In primis ci fu il passaggio al motore e alla trazione anteriori, che si erano ormai diffusi a ogni livello in tutto il resto della gamma Fiat e permettevano alla nuova piccola di misurarsi meglio con le rivali francesi e soprattutto giapponesi.
La Cinquecento misurava 3,23 metri di lunghezza e 1,49 di larghezza, circa 12 cm in entrambe le dimensioni più della 126 (che superava di 10 cm in altezza ma che surclassava ancor più nettamente quanto a spazio interno, grazie soprattutto alle forme dritte e squadrate che massimizzavano il volume e permettevano di offrire un bagagliaio piccolo ma "vero").
Il lancio avvenne a metà dicembre del 1991, ma la commercializzazione vera e propria iniziò l'anno seguente, facendo così rientrare la Cinquecento nella lista delle candidate al premio Auto dell'Anno 1993 che la vide però arrivare soltanto seconda dietro la Nissan Micra.
Al debutto, i motori disponibili erano due: alla base c'era la versione ED, spinta dal bicilindrico di 704 cc evoluzione di quello della 126, con 30 CV e consumi particolarmente bassi, mentre il modello più potente e ricco montava il classico 4 cilindri da 903 cc e 41 CV, entrambi abbinati a cambi a 4 marce.
Piuttosto ben accolta, la Cinquecento fu lanciata con una campagna televisiva che in Italia era accompagnata da una serie di jingle, anzi, vere e proprie canzoni, scritte da celebri cantautori come Gino Paoli ed Eugenio Finardi.
L'evoluzione e la Sporting
Nei suoi sette anni di produzione, dal '92 al '98, durante i quali è sempre stata assemblata nello stabilimento polacco di Tichy (lo stesso che produceva la 126 e avrebbe poi sfornato dal 2007 anche la nuova 500), la Cinquecento ha avuto due lievi restyling, uno nel '93 e uno nel '95, accompagnati dall'introduzione di nuovi allestimenti come S ed SX.
A livello motoristico le novità riguardavano il motore più potente, prima dotato di iniezione elettronica e poi leggermente "limato" nella cilindrata effettiva, ridotta a 899 cc, e nella potenza, scesa a 39 CV.
La versione che diede prestigio al modello fu quella sportiva, battezzata "Sporting" e dotata di un vistoso abbigliamento esterno che includeva paraurti in tinta, fendinebbia e cerchi in lega, interni più curati con volante e strumentazione sportivi e soprattutto un brillante motore 1.1 Fire da 54 CV con un cambio a 5 marce dalla rapportatura specifica.
Proprio la Cinquecento Sporting, introdotta nel '94, fu la base per diverse versioni utilizzate nelle competizioni.
La carriera della Cinquecento terminò nel '98 dopo oltre 1.160.000 unità prodotte anche se la sua erede, la Seicento, era di fatto una sua diretta evoluzione, basata sulla stessa struttura (benché con un design più morbido e tondeggiante) e la medesima meccanica.
Fotogallery: Fiat Cinquecento 1992-1998
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