Lockdown a Shanghai, riaprono le fabbriche auto ma a ciclo chiuso
La Cina si trova in una nuova fase di lockdown generale. A distanza di una settimana riaprono le fabbriche auto, ma con precauzioni
Il lockdown in Cina a causa del Covid-19 prosegue. Con i contagi totali arrivati a quota 896.000 (fonte ourworldindata.org) il Paese continua a trovarsi in quella profonda fase di chiusura rinominata dal Governo "zero-Covid".
Nelle grandi città industrializzate come Shanghai però, le fabbriche di qualsiasi genere e tipo, ma soprattutto quelle del settore automotive, stanno cercando soluzioni per riaprire anche a forze ridotte o seguendo un particolare tipo di operatività definito a "ciclo chiuso".
La decisione è stata presa a seguito di un'ordinanza emanata da Pechino che esorta 666 tra le più importanti fabbriche del Paese a riaprire nel minor tempo possibile.
La situazione
Dopo lo stop forzato di oltre una settimana, le forti pressioni dei paesi dell'occidente hanno indotto il Governo a chiedere alle sedi cinesi di alcuni tra i più famosi produttori di auto e componenti a trovare delle soluzioni alternative. L'obiettivo? Tornare a dei cicli di operatività quanto più possibile vicini a un regime normale, cercando di ridurre il duro impatto generato sul settore mondiale dell'auto.
Tesla e 3M, in particolare, hanno rivelato a Reuters di aver avviato una politica di produzione interna a "ciclo chiuso", cioè richiamando da casa tutti quei lavoratori residenti in zone poco a rischio di contagio e facendoli alloggiare in alberghi limitrofi agli impianti produttivi, senza possibilità quindi di tornare dalle famiglie a fine turno.
Una volta giunti in fabbrica infatti, ai lavoratori non viene più permesso di tornare alle proprie abitazioni per dei periodi di tempo variabili, una situazione descritta a Reuters da alcuni operai come simile a una guerra, ma che evidentemente non ha alternative.
Oltre ai produttori menzionati, una politica piuttosto simile è stata attuata anche da Air Liquide, leader mondiale nella produzione e lo stoccaggio dell'idrogeno, che ha richiesto di tornare a lavoro a circa 200 operai e da SAIC Motor, produttore dei veicoli MG, che ha utilizzato alcune aree della propria fabbrica grandi quanto diversi campi da basket per isolare i casi positivi al Covid-19 dai casi negativi.
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