La stangata dell’inflazione potrebbe avere altri effetti indesiderati per gli automobilisti. Oltre alla crescita nel prezzo dei carburanti (in parte ridotta dall’intervento del Governo) che ha caratterizzato tutto il 2022, dal 1° gennaio 2023 potrebbe scattare pure l’aumento degli importi delle multe.

A parlare chiaro è l’articolo 195 del Codice della Strada che indica come ogni due anni gli importi debbano allinearsi ai prezzi.

Come potrebbero cambiare le multe

In pratica, entro il 1° dicembre di ogni biennio, il Ministero della Giustizia, di concerto coi Ministri dell’economia e delle finanze, e delle infrastrutture e dei trasporti, deve fissare i nuovi limiti delle sanzioni amministrative che entreranno in vigore dal 1° gennaio dell’anno successivo.

Come riferimento viene preso il valore rilevato dall’Istat che riguarda la variazione dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati. Secondo le ultime rilevazioni, questo è dato è superiore all’11% e ciò si tradurrebbe in multe più care per tutti gli italiani da inizio 2023 a fine 2024.

Prezzi alla mano, la multa per accesso vietato in Ztl salirebbe da 83 a 92 euro, mentre quella per il divieto di sosta da 42 a 46 euro e quella per l’utilizzo del cellulare da 167 a 185 euro.

Associazioni e parlamentari in campo

Per fortuna, il passaggio non è automatico. Come suggerito dalle associazioni dei consumatori come Assoutenti e Codacons e dal parlamentare Simone Baldelli (già presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sui consumatori) Con un provvedimento ad hoc, il Governo potrebbe intervenire limitando o eliminando del tutto questo (ennesimo) effetto indesiderato dell’inflazione.

A Repubblica, Furio Truzzi, presidente di Assoutenti, ha parlato di un aumento “ingiustificato e paradossale”. Secondo Truzzi, “i Comuni incassano ogni anno oltre 3 miliardi di euro dalle contravvenzioni, i quali vengono spesso utilizzati per coprire i buchi di bilancio più che per migliorare la sicurezza stradale”.

Il numero uno dell’associazione suggerisce in alternativa di “dissuadere i cattivi comportamenti estendendo il sistema della patente a punti anche alle infrazioni minori”. Ora si attente (l’eventuale) mossa del Governo Meloni, che recentemente ha prorogato al 31 dicembre il “taglio” alle accise sui carburanti.