Non un vero ripensamento, ma qualcosa si muove. Il Consiglio dei ministri, riunito nella serata del 12 gennaio, ha modificato il decreto sulla trasparenza dei prezzi dei carburanti, approvato due giorni prima, aprendo alla possibilità di finanziarie una riduzione del costo per gli automobilisti utilizzando (su base quadrimestrale) l'eventuale maggior gettito dell'Iva.

Ecco il testo approvato, così come si legge nel comunicato di Palazzo Chigi:

È stabilito che, in presenza di un aumento eventuale del prezzo del greggio e quindi del relativo incremento dell’IVA in un quadrimestre di riferimento, il maggiore introito incassato in termini di imposta dallo Stato possa essere utilizzato per finanziare riduzioni del prezzo finale alla pompa.

La formula testuale non è chiarissima, ma lascia intendere la possibile adozione della cosiddetta "accisa mobile". 

Già nelle ore precedenti, il Governo aveva aperto uno spiraglio sul tema delle accise carburanti, tornate nel mirino degli automobilisti dopo la decisione dello stesso esecutivo di non rinnovare il taglio di 18,3 centesimi/litro sui rifornimenti, ridotto dai 30,5 cent/litro in vigore tra marzo e novembre.

A fare la mezza promessa era stato Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia e delle Finanze, apparso a Palazzo Madama per rispondere alle interrogazioni parlamentari dei senatori Turco (M5S), Magni (Misto) e Nicita (PD). L’idea è di rimettere mano alla cosiddetta “accisa mobile”.

Valutazioni in corso

Si tratta di un sistema che consente di ridurre le tasse su benzina e diesel all’aumentare dei costi delle altre componenti. La proposta di applicare questo meccanismo era stata lanciata nei giorni scorsi da Fegica (Federazione italiana gestori carburanti e affini), ma ora il Mef la sta facendo propria.

Il ministro Giancarlo Giorgetti

“Il Governo potrà valutare una manutenzione, l’aggiornamento e l’utilizzo della disciplina introdotta dall’articolo 1, commi 290 e 291 della legge 244 del 2007”. In parole povere, la legge Finanziaria del 2008, che ha introdotto appunto il meccanismo dell’accisa mobile.

Tra condizioni, Iva e tavoli

Ma ci sono due… ma! Pare infatti che l’azione dell’esecutivo dipenderà dalle verifiche sull’andamento dei prezzi, per valutare se questo sarà “coerente con quello dell’offerta e, perciò, determinato da shock esterni, oppure se sarà determinato da comportamenti speculativi e di scarsa trasparenza degli operatori nazionali”. Insomma, tutto dipenderà dalle (presunte) speculazioni a dalla guerra in Ucraina.

Solo dopo “il Governo valuterà le ulteriori iniziative da adottare”. Eventuali misure verranno previste con il Documento di economia e finanza (Def). Nessuna possibilità invece di eliminare l’Iva sulle accise, perché – sostiene Giorgetti – “deve essere applicata in maniera uniforme da tutti gli Stati membri dell’Unione europea”. Intanto, l’esecutivo ha convocato i benzinai:

“Gentilissimi – si legge in una nota –, è convocata per il giorno 13 gennaio p.v. alle ore 11:30 presso la sala Verde di Palazzo Chigi alla presenza dei Ministri Adolfo Urso, Giancarlo Giorgetti e il SS. Alfredo Mantovano, la riunione avente ad aggetto il tema incremento prezzi carburanti”.

Il Consiglio dei ministri ha anche modificato il decreto nella parte relativa al bonus-benzina dipendenti, disponendo la proroga "al 31 dicembre 2023 del termine entro il quale il valore dei buoni benzina ceduti dai datori di lavoro privati ai lavoratori dipendenti, nel limite di euro 200 per lavoratore, non concorrerà alla formazione del reddito da lavoro dipendente".