Il Governo vara un decreto contro il caro carburanti
Obbligo di esporre i prezzi, con eventuale sospensione in caso di recidiva. Monitoraggio quotidiano. Tetto agli aumenti in autostrada
Il Governo, dopo aver eliminato il taglio delle accise, corre ai ripari per fronteggiare il caro carburanti. Il Consiglio del ministri, concluso in tarda serata, ha varato un provvedimento 'fuori sacco', cioè non previsto dall'ordine del giorno, che introduce elementi di trasparenza a favore dei consumatori.
Il decreto si chiama "Norme sulla trasparenza dei prezzi sui carburanti e sul rafforzamento dei poteri di controllo e sanzionatori del Garante dei prezzi". Il testo prevede "l’obbligo per gli esercenti di vendita al pubblico di carburante per autotrazione per uso civile di comunicare il prezzo di vendita praticato". Prezzi che verranno calcolati dal Ministero delle imprese che in seguito pubblicherà giornalmente il prezzo medio sul proprio sito istituzionale.
Prezzo medio e prezzo di vendita
Gli esercenti saranno dunque obbligati a esporre il cartello con il prezzo medio e con quello alla vendita. Sono previste sanzioni in caso di violazione della comunicazione, qualora vi fosse una recidiva si potrà procedere alla sospensione dell'attività per un minimo di una settimana e un massimo di 90 giorni. Per i fornitori in autostrada sarà fissato un tetto da un'apposita norma.
Al fine di "sorvegliare e reprimere sul nascere condotte speculative" (come si legge nel comunicato stampa diramato da poco) sarà irrobustita la collaborazione tra Garante dei prezzi (detto anche Mister Prezzi, figura con funzione di controllo e verifica, su segnalazione dei cittadini, per arginare i fenomeni speculativi), Antitrust e Guardia di Finanza, così da poter effettuare un maggior numero di controlli. Per lo stesso motivo verrà istituita una Commissione di allerta rapida sui prezzi, all'interno dell'Antitrust.
Il Consiglio dei ministri ha anche approvato un decreto che rinnova per primo trimestre 2023 buoni benzina per un valore massimo di 200 euro per lavoratore dipendente. Buoni che "non concorrono alla formazione del reddito da lavoro dipendente".
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