EuroGroup Laminations, i rotori Made in Italy debuttano in Borsa
Esordio positivo per il gruppo di Baranzate (Milano), forte di un massiccio portafoglio ordini e di un fatturato 2022 vicino al miliardo
Rotori e statori da investitori. EuroGroup Laminations, multinazionale Made in Italy leader nella produzioni di questi due componenti imprescindibili nella produzione di motori elettrici, ha fatto il suo esordio oggi a Piazza Affari. E, in una seduta che ha decisamente virato al ribasso (FTSE Mib -0,86%), ha chiuso le contrattazioni a 5,5 euro per azione, cioè al prezzo di collocamento, dopo un massimo a 5,90 euro.
A 56 anni dalla fondazione, il gruppo di Baranzate (Milano) è ormai una realtà consolidata nel panorama internazionale, colpevolmente trascurata dalle testate automotive (compresa la nostra), capace di raddoppiare anno su anno, dati la 30 settembre 2022, il risultato ante imposte a circa 49 milioni di euro, con un utile complessivo consolidato che è salito da 17,9 a 41 milioni. E non basta.
Una scossa al percorso di crescita
Nel corso della cerimonia di apertura delle negoziazioni, Marco Arduini, ceo di EuroGroup, ha sottolineato che "il 2022 è stato un anno che a livello di fatturato consolidato ci ha visto superare i 900 milioni, mentre a livello di vendite di prodotto siamo all'intorno degli 840 milioni. Il 2022, quindi, è stato un anno ancora di crescita rispetto all'anno precedente, una crescita a doppia cifra. Abbiamo delle prospettive di crescita anche sul 2023", ha concluso.
Come spesso accade per le piccole, grandi, eccellenze industriali italiane, la crescita di EuroGroup fa leva su un forte impegno nella ricerca e sviluppo (33 specialisti dedicati, oltre 200 ingeneri, più di 60 brevetti), assicurata anche dal collegamento con una lunga serie di università e istituti di ricerca.
Statore e rotore di un motore elettrico
Portafoglio ordini monstre
"L'azienda è nata 56 anni fa con una struttura di tre cugini e sei operai, quindi nove persone che oggi sono diventate 2.800, perché questa è la squadra che noi abbiamo nei 13 stabilimenti, 7 in Italia e 6 all'estero, ha spiegato a Teleborsa il presidente e fondatore Sergio Iori. "Nel 2016 siamo diventati i numeri uno al mondo, sorpassando due nostri grossi concorrenti, uno americano e uno giapponese, e oggi siamo una realtà con due business unit, statori e rotori per motori industriali e statori e rotori per l'automotive. L'automotive", ha rilevato ancora Iori, "è un settore fondamentale in questo momento di transizione energetica e il settore automotive è il booster del nostro gruppo in questo momento".
EuroGroup Laminations è controllata da un veicolo delle famiglie fondatrici e partecipata dal fondo Tikehau Capital (al 30%, ma dopo l'Ipo manterrà l'8,5%), secondo il quale "il portafoglio ordini di EuroGroup Laminations per il segmento dei veicoli elettrici e dell’automotive è cresciuto di oltre tre volte, passando da 1,5 miliardi a circa 5 miliardi, con ulteriori ordini in pipeline di 2,5 miliardi di euro in fase di negoziazione".
E tra i clienti figurano anche marchi tedeschi, tra cui Porsche (pacco rotori e statori per la Taycan) e Volkswagen (si parla di una maxi commessa da 800 milioni in sei anni).
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