Toyota, l'inchino di Koji Sato al mondo elettrico
Esordio del neo presidente di Toyota, tra minimalismo giap, toni rassicuranti e l'eco del passato sul futuro. Ecco la cronaca dell'evento
"Mina-san konnichiwa, buon giorno a tutti. Mi chiamo Koji Sato" E giù l'inchino. Lineamenti distesi, sorriso sempre accennato, occhiali dalla montatura nera tipica della working class giapponese, abito impeccabile con tanto di doppiopetto e cravatta elegantemente sobria: si presenta così al mondo il neo presidente e ceo da appena una settimana di Toyota Motor Company, la più grande Casa automobilistica del pianeta.
Koji Sato presidente e ceo di Toyota Motor Company
In un'ambientazione minimalista, sala con enorme ledwall e contorni completamente bianchi come vele, Sato (con l'accento sulla "o") spiega la virata sull'elettrico - e non solo - decisa dal management del post Akio Toyoda. L'ex numero uno che viene mai nominato per cognome, ma gli viene riserva la prima foto proiettata sul mega schermo, chiamandolo con lo pseudonimo usato nei circuiti di gara: Morizo.
Colpo a sorpresa
Nella conferenza stampa che svela la nuova Toyota, Sato non rivendica titoli di studio o accademici e neppure accenna al suo curriculum. Fa invece comparire una sua foto da bambino su una macchinina a pedali con tanto di bambolotto: "Ho sempre amato le auto, fin dalla prima infanzia", afferma.
La foto di Sato da bambino
Un effetto a sorpresa che si inserisce nella narrazione di Sato, racchiusa nell'incrocio tra eredità ed evoluzione, tra passato recente (nei 13 anni di Toyoda il mantra era e resta "Vogliamo fare automobili sempre migliori") e futuro prossimo ("Ci trasformeremo in una Mobility company"). Il tutto con una chiave di raccordo, sottolineata da una gestualità dolce: "dobbiamo continuare a far nascere il sorriso sul volto dei nostri clienti".
Nell'ora e mezza abbondante di incontro, Sato, 53 anni, non perde mai l'aspetto rassicurante del giapponese pronto ad aiutarti per attraversare l'incrocio di Shibuya a Tokyo. Neppure quando arrivano le domande più toste, come quando gli chiedono se i dieci nuovi modelli elettrici e l'obiettivo di 1,5 milioni di Bev per il 2026 non rappresentino una partenza in ritardo e siano frutto di errori del passato.
Una delle slide presentate in conferenza stampa
Risponde, anche se ora i lineamenti sono un filo più contratti, che Toyota ha fin studiato come migliorare l'efficienza dei motori, preparandosi anche all'elettrico visto che la linea strategica della Casa, ribadita in più occasioni, è quella di rimanere un costruttore globale e di massa capace di soddisfare le esigenze locali di prodotto e di mobilità.
Tre uomini al comando
Sul palco allestito per la sessione di domande e risposte (anche qui leggii bianchi e completamente anonimi), Sato si alterna - così come nella fase di presentazione - con i due vice presidenti esecutivi: Hiroki Nakajima (Chief technology officer) e Yoichi Miyazaki (Chief financial officer), morfologicamente diversi dal nuovo capo e più simili al normotipo nipponico.
Strette di mano nel darsi davanti alla stampa in platea, con Nakajima che esordisce: "Sono responsabile di alcuni progetti di successo (foto della Toyota IQ, ndr), ma ho fatto anche molti errori. Per questo sono qui in carne e ossa. E per il mio modo di lavorare ho il soprannome di Bulldozer", (mentre pare che Sato venga chiamato: Il Capitano).
Più istituzionale e sobrio (a parte una cravatta discutibile per i gusti europei) l'ingresso di Miyazaki, che afferma in modo apodittico: "Il carbonio non conosce confini. E la riduzione della CO2 è una questione che non può attendere: noi dobbiamo fare immediatamente tutto quello che è nelle nostre possibilità".
Il presidente e ceo di Toyota Koji Sato con i due vicepresidenti esecutivi Hiroki Nakajima (a destra) e Yoichi Miyazaki (a sinistra)
Rispondono per un'ora alle domande (usando il microfono a 'gelato', niente apparecchi fissi o ad 'archetto'), dicono e non dicono, ribadiscono che il futuro di Toyota non è solo elettrico, ma punta a esplorare tutte le alimentazioni, compreso l'idrogeno e i carburanti carbon neutral.
Il concetto di mobilità
Ma una Mobility company non può solo limitarsi a vendere auto "capaci di produrre felicità per tutti". Ecco allora che Sato & C. indicano come priorità il raccordo con la società per espandere l'accesso ai sistemi di mobilità e la sinergia tra la stessa mobilità e le infrastrutture. Obiettivo finale: la neutralità carbonica nel 2050.
I tre punti chiave della strategia Toyota
Che con il nuovo management il futuro di Toyota si incammini, pur nel tradizionale modi di pensare giapponese, verso una fase di evoluzione e di progresso appare evidente. Diverso è chiedersi se questa strategia avrà successo e se la Casa giapponese riuscirà a sostenere la concorrenza degli Stati Uniti e della Cina, cosa che solo il tempo potrà eventualmente confermare.
"Lo stato attuale dell'industria automobilistica è una situazione di vita o di morte e molto competitiva. Vogliamo pensare fuori dagli schemi, fuori dai concetti esistenti", rimarca Sato, che chiude l'intervento con un secondo inchino. Più lungo. Di rispetto.
Consigliati per te
Il taglio delle accise è stato prolungato, di nuovo
La Mazda2 Hybrid si aggiorna
IBM e Dallara: è accordo, così l’AI accelera la progettazione
Volkswagen: "E-fuel? Forse una nicchia, mentre cinesi e elettrico..."
Ecco chi guiderà lo sviluppo delle nuove Lamborghini
La Bugatti Mistral che vuole volare
Furgoni, marzo 2026 torna positivo, ecco i più venduti