Motori, tutti quelli della Audi Quattro
La Audi Quattro, la più intrigante sportiva Anni '80, è ricordata soprattutto per i cinque cilindri turbo, che sono stati più di uno
Audi Quattro è un nome che richiama alla memoria molte cose: si tratta di un modello che è stato capace di rivoluzionare non soltanto i rally, ma anche l'immagine delle sportive stradali, ed è il risultato di una ricetta tutta particolare, che abbina la trazione integrale a un motore cinque cilindri turbo montato a sbalzo sull'anteriore.
Tuttavia, negli oltre 10 anni della carriera del modello, entrambi questi componenti, e il motore in modo particolare, hanno visto diverse evoluzioni, riassunte in tre serie note internamente e tra gli appassionati come WR, MB e RR.
La Audi Quattro WR
La prima serie è a sua volta contraddistinta da tre fasi, che però si distinguono principalmente per dettagli estetici. L'unico cambiamento rilevante sottopelle è nel sistema di gestione dei differenziali posteriore e centrale della trazione quattro che già nella primavera del 1981 passa dal comando meccanico tramite interruttori a un sistema a depressione.
Il motore cinque cilindri prima maniera ha già la testata in alluminio, due valvole per cilindro con albero a camme singolo, monoblocco in ghisa, cilindrata di 2.144 cc, iniezione meccanica Bosch e turbocompressore KKK. In pratica è lo stesso della Audi 200, ma in più ha l'intercooler che aumenta l'efficacia del turbo alzando la potenza da 170 a 200 CV.
- Audi Quattro WR: 200 CV, 220 km/h, 0-100 km/h 6,9 secondi
Audi Quattro 1985
La Audi Quattro MB
La seconda serie arriva nel 1987 e per la prima volta presenta un motore rivisto a fondo, anche se sul piano delle prestazioni cambia poco o nulla: la cilindrata aumenta leggermente fino a 2.226 cc, viene aggiornata la testata, aumenta il rapporto di compressione, le punterie diventano idrauliche, il sistema di alimentazione riceve nuovi iniettori e il raffreddamento a liquido per il turbo.
Arrivano inoltre dispositivi elettronici come il sistema cut off (taglio dell'alimentazione in rilascio) e il sensore di battito in testa. La potenza resta invariata a 200 CV, la coppia mantiene il valore di 270 Nm ma ora li raggiunge già a 3.000 giri/min., circa 500 giri più in basso del precedente.
- Audi Quattro MB: 200 CV, 220 km/h, 0-100 km/h 6,9 secondi
Audi Quattro 2.2 Turbo 20V, il motore
La Audi Quattro RR
La terza serie della Audi Quattro debutta nel 1989 e accompagna il modello fino all'uscita di scena nel 1991: per il motore la novità più importante è l'adozione di una nuova testa a quattro valvole per cilindro (rivelata dall'aggiunta del badge "20V") con due alberi a camme, che eleva la potenza massima a 220 CV malgrado l'introduzione dei catalizzatori. La coppia sale invece a circa 300 Nm ma ad un regime ancora più basso.
- Audi Quattro RR: 220 CV, 230 km/h, 0-100 km/h 6,3 secondi
Audi Sport Quattro 1984
La Audi Sport Quattro
Parallelamente alla coupé Quattro di serie, che corre e vince anche nei rally, Audi tra il 1983 e il 1984 commercializza in poco più di 220 unità la variante Sport Quattro, che serve a omologare l'evoluzione della vettura da corsa per il Gruppo B. La Sport Quattro è più corta e muscolosa, ma soprattutto monta una specifica variante del motore cinque cilindri più raffinata e potente di quella della contemporanea Quattro.
Questo è tutto in alluminio, monoblocco incluso, e ha la cilindrata lievemente ridotta, a 2.133 cc, per farla rientrare in una sottoclasse della categoria che consente un peso minimo inferiore. Inoltre, monta già la testa a 20 valvole che sul modello "lungo" arriverà soltanto sull'ultima serie dell'89, e l'iniezione elettronica. La potenza supera i 300 CV, la coppia tocca i 370 Nm.
- Audi Sport Quattro: 306 CV, 250 km/h, 0-100 km/h 4,8 secondi
Fotogallery: Audi Quattro e Sport Quattro 1980-1991
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