Automobilisti e caro-prezzi: schiaffo Rc Auto, +4% in un trimestre
Lo rileva l'Ivass per i primi tre mesi del 2023. Pesano l'inflazione e l'aumento del costo dei sinistri. Le proteste dei consumatori
Tempi duri per gli automobilisti italiani. Colpa dell'inflazione e di una congiuntura economica non esattamente favorevole. Come se non bastasse l'aumento del 14,9% a quota 207,3 miliardi di euro per l'acquisto e l'esercizio nel 2022degli autoveicoli (autovetture, veicoli commerciali, veicoli industriali e autobus), rilevato dall'Osservatorio Autopromotec, arriva oggi la conferma che nei primi tre mesi del 2023 il prezzo medio pagato per l'assicurazione RC Auto è cresciuto del 4% toccando 368 euro, in aumento per il secondo trimestre consecutivo.
Il fenomeno scatola nera
L'indicazione arriva direttamente dal presidente dell'Ivass (l'Authority di controllo sul settore assicurativo), Luigi Federico Signorini. Il quale, nelle considerazioni finali all'attività svolta nel 2022, precisa che:
La quota media di sconto in rapporto alla tariffa è considerevole, ma varia a seconda dell’area geografica di residenza dell’assicurato: il minimo si raggiunge nel Nord-ovest (30,9) e il massimo nel Sud (40,3), dove le tariffe di base sono in media più alte; entrambe le percentuali sono in forte aumento dal 2014. Gli sconti elevati praticati al Sud sono associati a una maggiore diffusione della “scatola nera” (36 per cento, contro una media nazionale pari a 22), a sua volta legata ai premi di riferimento più elevati, che incentivano gli assicurati più prudenti ad avvalersi in misura maggiore di questo strumento.
La diffusione delle "black box" è un fenomeno in rapida diffusione. L'Ivas sottolinea infatti come nell'ultimo trimestre del 2022 il 22,1% delle polizze Rc Auto stipulate abbia previsto una scatola nera, con effetti di riduzione del premio.
Nel primo trimestre del 2023, sottolinea l'Autorità, "il contesto di elevata inflazione e la graduale ripresa della mobilità al termine delle restrizioni associate alla pandemia hanno comportato un aumento del costo dei sinistri, interrompendo il trend di costante riduzione del premio dal 2014. I prezzi sono eterogenei tra le macro-aree del Paese, con un differenziale tra il Sud e il Nord Ovest di 49 euro nel primo trimestre 2023. Gli assicurati residenti al Sud pagano in media un premio più elevato del 14,2% rispetto agli assicurati del Nord Ovest (395 contro 346 euro)".
Il presidente dell'Ivass, Luigi Federico Signorini
Rincara il Centro Italia
Nella relazione annuale, l'Ivas studia le dinamiche rispetto al 2014 e osserva "un progressivo allineamento dei premi medi tra le macro-aree. Rispetto al primo trimestre del 2014 il Sud ha registrato una flessione del premio del 35% a fronte del -21% al Nord-Ovest".
"Nell’ultimo anno", spiega ancora l'Authority, "prosegue la convergenza tra Nord e Sud, grazie a un aumento dei prezzi più contenuto per gli assicurati del meridione (+1,9% contro il +4,5% del Nord-Ovest). Il maggior aumento annuo dei prezzi si registra al Centro (+5,4%) che, nel primo trimestre 2023, diversamente dai precedenti anni, diviene la macro-regione più costosa (399 euro).
Il boom di Preventivass
Nelle considerazioni, Signorini specifica che Preventivass (il confronta-prezzi dell'autorità) è
a regime da marzo del 2022 e nei primi tre mesi del 2023 sono stati elaborati circa 22 milioni di preventivi, contro poco più di 3 milioni nei quattro mesi precedenti. Confrontando i prezzi esposti su Preventivass con quelli effettivamente applicati ai contratti assicurativi Rc auto sulla stessa targa emerge che in non pochi casi il premio effettivamente pagato è inferiore al preventivo proposto su Preventivass dall'impresa che ha stipulato il contratto. La differenza è dovuta agli sconti commerciali. Solo otto imprese offrono su Preventivass prezzi al netto degli sconti. È' lecito domandarsi come mai molte imprese abbiano scelto di non offrire il miglior prezzo su una vetrina destinata a essere visitata da milioni di persone.
La reazione dei consumatori
Le associazioni dei consumatori, commentando i dati Ivass, parlano, come nel caso del Codacons, di "una nuova mazzata a danno dei consumatori, che inciderà sulle spese di milioni di italiani, generando immensi profitti per le imprese assicuratrici".
Assoutenti fa notare che "purtroppo i rincari proseguono anche nelle ultime settimane: l'Istat, nel report sull'inflazione, registra a maggio un aumento del 2,6% su base annua per la voce `assicurazioni sui mezzi di trasporto´, aumento che va ad aggiungersi a quello certificati oggi dall'Ivass. Considerato l'andamento delle tariffe dal secondo trimestre del 2022 a oggi, i rincari sono anche più consistenti rispetto a quelli emersi dallo studio Ivass, e raggiungono il +8,7%. Riteniamo si tratti di incrementi del tutto ingiustificati, soprattutto considerata la loro entità, e temiamo che molte compagnie abbiano sfruttato l'emergenza inflazione che da mesi si registra in Italia per ritoccare le tariffe al pubblico".
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