I big del petrolio iniziano ad attaccare l'auto elettrica
Un video della Mobil Oil, parte del Gruppo ExxonMobil, critica la vita "alla spina" delle auto elettriche e celebra la libertà dei carburanti sintetici
Che le sette sorelle, o meglio le loro eredi, non vedano di buon occhio l'auto elettrica non è certo una sorpresa. Solo in un mondo ideale i colossi del petrolio e dei combustibili fossili potrebbero andare a braccetto con chi l'auto la vuole far andare con motori elettrici e batterie. Per ora di palesi scontri non ce ne sono stati: ricerche che vogliono tirare acqua ai rispettivi mulini, dichiarazioni in vari convegni. Normale amministrazione.
Nei giorni scorsi però Mobil Oil, parte del colosso ExxonMobil, ha deciso di alzare i toni. Senza passare per freddi comunicati stampa dai toni particolarmente accesi o dichiarazioni di un qualche alto dirigente. Tutto è partito da un video pubblicato su Youtube. Al quale sono poi seguiti spot televisivi, pubblicità su quotidiani e cartelloni affissi nelle città statunitensi.
L'amore per la guida
Il video di 2 minuti mostra una serie di persone circondate e legate da chilometri e chilometri di cavi elettrici, richiamando atmosfere da Matrix. Ogni azione, anche la più semplice, diventa praticamente impossibile. Fili che si intrecciano, che legano i movimenti. Insomma, limitano la vita quotidiana.
"La vita è troppo connessa, troppo programmata. Disconnettiti e riscopri la gioia della strada. Per l'amore della guida" recita la frase al termine dello spot, mostrando il sorriso che illumina il viso dell'automobilista che ha deciso di liberarsi dai cavi e mettersi alla guida di un grosso (e romante) pick-up. Il simbolo dell'America a motore. Rigorosamente a cilindri e pistoni.
Ora, nel filmato non si parla di auto elettriche, si accenna solo al nuovo olio sintetico Mobil. Non serve una laurea in sociologia per capire come siano proprio i modelli a batteria - per loro natura dipendenti da cavi - il bersaglio dello spot.
"L'intento di Mobil è quello di rendere visibili i fili invisibili che ci tengono tutti iperconnessi" dice il testo che accompagna la nuova campagna di comunicazione, visibile sul micro sito dedicato. "Iperconnessi" a cosa? Al web? Figuriamoci! Alle colonnine.
Secondo il colosso statunitense "oltre la metà degli americani ritiene che alcuni dei momenti più belli della vita avvengano in auto: dall'emozione di prendere la patente, alle gite in famiglia, al suono della musica mentre i chilometri passano".
Ora, non ce ne voglia Mobil, ma tutto questo si può tranquillamente fare anche con un'auto elettrica. Certo, se si sceglie un modello nato prevalentemente per la città come Dacia Spring o smart ForTwo EQ non si va particolarmente lontano, ma un modello a batterie con autonomia di - per esempio - 400 km permette di spostarsi ben al di là dei confini cittadini.
Inizia una nuova guerra?
Al di là delle considerazioni più o meno personali la domanda che sorge è una: perché ora? Forse perché i big del petrolio pensavano che le auto elettriche non avrebbero mai preso piede? O perché fino all'altro giorno la strategia era quella di ignorare il fenomeno?
Sta di fatto che questo potrebbe essere solo il primo passo di una campagna anti EV firmata dai colossi petroliferi.
Voi cosa ne pensate di questo spot?
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