Urso: per la produzione di auto in Italia è il momento della svolta
Ecco cosa ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, dopo l'incontro con i sindacati su Stellantis
Produrre almeno 1 milione di auto in Italia seguendo un crono-programma preciso. Questo è uno degli obiettivi a cui sta lavorando il governo in accordo con i sindacati. Oggi il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha definito l'incontro con le parti sociali su Stellantis "positivo" e ha ribadito l'esigenza di "invertire la rotta e non rassegnarci alla decadenza industriale".
"Lo si può fare - ha spiegato -, è il momento della svolta perché c'è un governo che crede nella nazione Italia nel lavoro nella produzione nazionale perché c'è un governo che vuole realizzare finalmente una chiara significativa assertiva politica industriale".
Come invertire la rotta
Il ministro Urso, ricordando come da parecchi anni la produzione automobilistica in Italia si sia ridotta, ha delineato alcuni obiettivi che il governo vorrebbe perseguire d'accordo con i sindacati. Insieme alla produzione di almeno 1 milione di auto, il ministro ha sottolineato l'importanza di investire di più in ricerca e innovazione, di proporre "modelli innovativi" e stabilire in quali stabilimenti italiani saranno prodotti. Tutto ciò accompagnato dall'avvio della Gigafactory che dovrà produrre le batterie elettriche.
Resta quindi prioritario "un accordo con l'indotto affinché si accompagni alla transizione ecologica anche coloro che producono componenti per Stellantis, come per altre case automobilistiche straniere".
Accordo prima di Ferragosto
L'accordo di transizione per Urso può "essere definito prima della pausa di Ferragosto" anche perché l'intenzione del ministro è "utilizzare anche le risorse che potrebbero giungere dalla rivisitazione del Pnrr e di Repower Eu, cosa che dovrebbe avvenire entro il 30 agosto".
La politica industriale italiana si deve quindi allineare con quella europea. La "ferma intenzione" del governo, ha concluso Urso, è quella di "creare le condizioni migliori per fare dell'Italia uno dei paesi ideali in cui investire nella ricollocazione dei sistemi produttivi globali nel continente europeo".
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