La digitalizzazione ha un ruolo fondamentale nel percorso che l'industria sta facendo verso un impatto ambientale sempre più ridotto. La tecnologia permette già ora di rendere più efficienti i processi, controllare meglio il consumo di energia e ridurre le emissioni e l'inquinamento.

Tuttavia, ci sono anche altri aspetti del processo verso una produzione più virtuosa ed ecologica in cui la corretta gestione e condivisione dei dati promette di diventare fondamentale, tra cui il riciclo dei materiali e dei componenti secondo il principio di "economia circolare" a cui tutti i costruttori si stanno orientando.

Un cloud per gestire le risorse

Come hanno già dichiarato diversi costruttori, il futuro vedrà le Case auto passare gradualmente dal ruolo di produttori di beni a quello di fornitori di servizi: significa in molti casi costruire meno veicoli, ma concentrarsi di più sul loro mantenimento nel tempo, sull'aggiornamento e a fine ciclo, sul recupero e riutilizzo dei componenti e dei materiali, con particolare attenzione alle batterie, ma non soltanto.

Questa conservazione del valore nel tempo richiederà però un costante monitoraggio non soltanto dei veicoli stessi, ma soprattutto dei loro componenti: bisognerà poter verificare costantemente lo stato di "salute" e di efficienza di motori, batterie e componenti "attivi", per capire quando devono essere aggiornati, rinnovati o sostituiti fino alla fine della carriera utile del veicolo e delle sue parti.

Gli ecosistemi digitali e i servizi Web di Amazon

Gli ecosistemi digitali e i servizi Web di Amazon

Web Servies, l'esempio di Amazon

Uno dei rami d'azienda di Amazon, che nasce come piattaforma di e-commerce ma ha presto sviluppato servizi logistici e soprattutto tecnologie digitali, è dedicata proprio alla creazione di sistemi per la gestione dei dati.

Amazon Web Service collabora già con diverse aziende nel settore auto, dal Gruppo Volkswagen al colosso dei pneumatici Hankook fino a Torc Robotics, che si occupa di soluzioni per la guida autonoma, per aiutarli a costruire ecosistemi connessi basati sulla condivisione dei dati in cloud, appunto, e monitorare i loro prodotti oltre che i processi industriali.

Nel caso delle batterie, l'obiettivo è poter anticipare i cali di prestazione e individuare il momento migliore per intervenire, organizzare richiami e aggiornamenti tecnici in modo programmato prima che si verifichino inconvenienti, e addirittura sapere su quali elementi e componenti occorre intervenire per rendere le operazioni più rapide e meno dispersive in termini di tempo e risorse.

Gli ecosistemi digitali e i servizi Web di Amazon

La gestione flotte tramite i servizi in cloud

Passa tutto attraverso il cloud

Per AWS, l'infrastruttura per questo modello di riciclo "guidato" è già pronta e utilizza appunto architetture digitali basate su cloud, piattaforme su cui i dati possono essere trasmessi e condivisi e che permettono una precisa tracciatura dei mezzi e dei componenti. 

Questo permette di "connettere" una batteria dal momento della sua produzione fino all'installazione sul veicolo destinatario, con documenti digitali che a loro volta tracciano l'origine e la provenienza dei componenti, e seguirne il percorso, la "carriera", il funzionamento e l'utilizzo, compreso il manifestarsi dei primi cali prestazionali o guasti veri e propri. 

Ci sono anche tecnologie come AWS IoT TwinMaker, che utilizzano questi dati in tempo reale per creare "gemelli" digitali di ciascuna batteria che mostrano il loro stato e consentono di poter prevedere con anticipo l'insorgere di un problema o delle condizioni di usura che richiederanno la sostituzione o la riparazione. In questo modo, anche la filiera del riciclo può essere attivata in modo più efficiente.

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