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"Bici e monopattini? Serve più sensibilizzazione"

Il presidente di Assomobilità e Federmotorizzazione parla dei temi caldi di Milano, dalla mobilità dolce all'Area C

Monopattini Helbitz a MIlano

Ancora ciclisti investiti a Milano. Succede negli ultimi giorni, due mesi dopo il caso di fine agosto che ha visto una 28enne travolta e uccisa da un camion, portando il Comune a imporre l’installazione dei dispositivi di rilevamento sui mezzi pesanti per coprire il cosiddetto “angolo cieco”.

L’obbligo scatterà il 1° ottobre, ma infiamma già la polemica fra chi ritiene la misura tardiva e chi, invece, denuncia i costi di tale operazione. Il tutto, mentre nel capoluogo lombardo si discute anche sull’aumento del pedaggio per entrare nell’Area C, che il 30 ottobre passerà da 5 a 7,5 euro.

“Negli ultimi anni c’è stato un boom della mobilità dolce che non è stato accompagnato da un’adeguata opera di sensibilizzazione”, sostiene Simonpaolo Buongiardino, presidente di Assomobilità e Federmotorizzazione, intervistato da Motor1 sui temi caldi meneghini.

Prevenire è meglio

I recenti episodi – chiediamo – dimostrano che c’è un’emergenza “tutela dei ciclisti” nelle grandi città?

“Il libero sfogo di monopattini e bici ha creato un problema di circolazione, perché è mancata un’opera di sensibilizzazione preventiva nell’utilizzo dei mezzi dolci che convivono con quelli di dimensioni maggiori. Spesso, però, il ciclista non conosce il Codice della strada e non sa che non può circolare sulle strisce pedonali, oppure non rispetta i semafori, non usa strumenti come le luci o tiene il telefono in mano. Così sfugge ai controlli e, perciò, si doveva sensibilizzare prima. Ma questa modalità deve convivere nel rispetto delle regole, senza essere un ostacolo”.

Simonpaolo Buongiardino, presidente di Assomobilità e Federmotorizzazione

Parliamo infatti di un tema attualissimo: lei non pensa che le città debbano attrezzarsi di più per accogliere la mobilità alternativa?

“C’è un fatto chiaro: chi guida un veicolo a motore ha una patente e conosce regole e segnaletica, mentre lo stesso non vale sempre per chi guida una bici. Le piste ciclabili sono una delle soluzioni, ma c’è un problema: Milano non ha una grande estensione; è una città di origine medievale, dove si dovrebbe tenere conto della vocazione storica. Se una via è importante, non vanno limitate le carreggiate per costruire piste ciclabili.

Ma qui la lobby dei ciclisti è molte forte, quindi si è ragionato in termini non razionali. Faccio l’esempio di Corso Buenos Aires, dove c’era già una pista ciclabile datata; bastava mettere a posto quella ed evitare di fare una pista nuova. Il Comune non si è neanche preoccupato di sviluppare dei parcheggi di corrispondenza per lo scambio fra mezzi privati e mezzi pubblici”.

Ma voi siete d’accordo con i dispositivi di rilevamento dell’angolo cieco?

“Quello è un altro discorso. La vita delle persone va salvaguardata, tanto che noi ci siamo dichiarati favorevoli all’utilizzo dei sensori. Ci sono però delle considerazioni da fare. Per i veicoli di categorie M2-N2 non c’è ancora l’obbligo dei sensori, che scatterà nel 2024; bastano invece dei cartelli e noi, come associazione, ne abbiamo comprato un lotto da 1.500 pezzi, pagati 1 euro l’uno. Adesso, dopo la notizia della delibera comunale, 3 cartelli costano 10 euro. Da qui capiamo come certe iniziative impattino sulle tasche dei cittadini”.

Monopattini elettrici: Bird acquisisce Circ

Una serie di monopattini elettrici

A ciascuno il suo

A questo proposito, siete d’accordo con l’aumento del pedaggio nell’Area C per ridurre inquinamento, traffico e incidenti?

“Qui dobbiamo fare una distinzione. L’inquinamento da veicoli è una bufala, perché non diminuisce se non circolano le auto. L’ha dimostrato il periodo del lockdown, quando le polveri sottili sono rimaste uguali, visto che la provenienza è il riscaldamento per abitazioni.

Poi diciamo che è vero: ci sono troppe auto in circolazione, ma l’amministrazione non ha mai fatto un piano parcheggi, quindi ora riduce gli ingressi con i ticket. Però doveva pensarci prima e anticipare i problemi”.

Insomma, voi sareste d’accordo se il Comune facesse la sua parte…

“Non c’è dubbio: il Comune deve regolamentare ed essere regolamentato. Ma spesso si predica bene e si razzola male”.

Colonnine Ewiva con ricarica tramite Pos

Una colonnina per la ricarica dell'auto elettrica

“Elettrico? No, grazie”

Il discorso si lega a quelli internazionali dell’Euro 7 e dello stop a benzina e diesel dal 2035. Lei cosa ne pensa?

“Io ho detto fin da quando è iniziata questa ubriacatura che l’elettrico è una scelta non oculata e utile. Solo che prima ero tra i pochi a dirlo, adesso tra i molti. A mio parere, l’elettrico non è la soluzione; può esserne solo una parte, valida in città ma non fuori, dove l’ibrido ha preso piede, essendo un buon compromesso.

È meglio sviluppare nuove tecnologie sui motori endotermici, come appunto l’Euro 7, bloccato perché le Case non fanno investimenti su una tecnologia che non potranno più vendere dal 2035. L’elettrico ci fa anche dipendere dalla Cina ed emette di più nel ciclo di vita”.