Vai al contenuto principale

Geely porta l’auto dentro la coscienza umana

Marco Santucci, Managing Director Geely Italia, ci spiega come il brand interpreta tecnologia, design e mobilità in Europa

Marco Santucci intervista geely
Foto di: Motor1 Italy

In occasione della Milano Design Week, nel silenzio della Fondazione Istituto dei Ciechi, dove la percezione si emancipa dalla sola dimensione visiva per farsi esperienza totale, prende forma Anima Mundi: l’installazione firmata da Dotdotdot che accoglie Geely in un dialogo inedito tra tecnologia, corpo e coscienza.

Qui, la mobilità smette di essere semplice traiettoria nello spazio per diventare relazione sensibile con l’ambiente, un flusso invisibile che attraversa materia e individuo. L’installazione non si limita a mostrarsi: si lascia percepire, suggerendo che il futuro dell’esperienza automobilistica non risiederà soltanto nelle forme o nelle prestazioni, ma nella capacità di attivare una dimensione più profonda, quasi empatica, tra umano e sistema.

In questo scenario sospeso, dove il design si fa linguaggio percettivo e la tecnologia diventa estensione dei sensi, si inserisce la visione di Marco Santucci, CEO di Jameel Motors Italia e Managing Director Geely Italia. Con lui, esploriamo come un marchio globale possa reinterpretare la mobilità non più come oggetto, ma come esperienza culturale, capace di dialogare con luoghi, persone e immaginari contemporanei.

Chi è

Marco Santucci

Marco Santucci è un manager italiano con oltre 30 anni di esperienza nel settore automobilistico internazionale. Oggi è Managing Director di Jameel Motors Italia per Geely e Zeekr, con responsabilità sullo sviluppo del marchio e sulla rete commerciale in Italia.
Nel corso della sua carriera ha ricoperto ruoli in aziende come Ford, Toyota e Jaguar Land Rover, occupandosi di vendite, marketing e sviluppo delle reti europee. Nel suo attuale incarico lavora per consolidare la presenza di Geely in Europa, adattando il brand alle esigenze del mercato locale e supportando il lancio dei nuovi modelli.

Oggi l'automobilista italiano è bombardato da nuove proposte. Perché dovrebbe scegliere Geely?

Ciò che rende Geely particolarmente rilevante è la sua capacità di offrire un’elevata qualità e un livello tecnologico molto avanzato a un prezzo accessibile. Tuttavia, per essere davvero compresa, questa proposta deve anche essere riconoscibile e distinguibile.

Uno degli elementi chiave della nostra differenziazione risiede proprio nella profonda conoscenza dell’Europa, e in particolare dell’Italia. Questo deriva da un percorso industriale e culturale costruito nel tempo: Geely ha acquisito Volvo Cars nel 2010, comprendendo l’importanza della sicurezza; ha poi acquisito Lotus Cars, assimilando il valore della sportività e del piacere di guida; è entrata in smart con una partecipazione del 50%, cogliendo quanto il pubblico europeo apprezzi le vetture compatte; ed è oggi il principale azionista di Mercedes, un pilastro dell’automotive europeo.

Attraverso queste esperienze – che possiamo considerare come veri e propri “sensori” culturali e industriali – Geely ha sviluppato una comprensione profonda dei gusti e delle aspettative europee. Il risultato sono vetture dal design equilibrato e piacevole, con interni estremamente raffinati e una cura del dettaglio molto elevata: dalla qualità dei materiali al cosiddetto gap management, fino all’integrazione della tecnologia.

A questo si aggiunge un primato ingegneristico significativo: Geely è l’unico produttore ad aver sviluppato un motore benzina 1.5 con un’efficienza del 46%, attualmente il valore più alto al mondo per un motore termico. Il tutto è completato da una messa a punto della dinamica di guida – in particolare delle sospensioni – calibrata fin dall’inizio sui gusti europei.

Il nuovo propulsore ibrido di Geely può raggiungere un'efficienza termica del 48,4%
Foto di: Geely

Questo ci ha permesso di entrare nel mercato in tempi molto rapidi: siamo presenti da meno di sei mesi, ma con un livello di adattamento che altri marchi hanno raggiunto solo dopo un anno o più di lavoro. Noi, invece, siamo arrivati con questa consapevolezza già consolidata.

Infine, la tecnologia – che rappresenta un tratto distintivo di molti produttori cinesi – diventa nel nostro caso un vero valore aggiunto. Le economie di scala raggiunte in Cina ci consentono di combinare design, innovazione e qualità a condizioni accessibili. È questa sintesi che oggi ci permette di essere scelti e riconosciuti, offrendo vetture già naturalmente in sintonia con il gusto europeo.

Parlando di accessibilità, quanto costa veramente vivere con una vostra automobile nel tempo, diciamo in cinque anni?

Un altro aspetto a cui abbiamo dedicato grande attenzione è quello dell’assistenza, che rappresenta spesso uno dei principali dubbi per i consumatori. La prima cosa che abbiamo costruito è stata quindi una rete capillare di professionisti: concessionari di primo livello selezionati direttamente da noi, presenti ormai in quasi tutte le regioni. Oggi contiamo già più di 55 concessionari e arriveremo a 70 punti vendita e assistenza entro giugno, tutti adeguatamente formati e preparati sui modelli che commercializziamo.

Allo stesso tempo, devo dire che, dopo molti anni trascorsi in diverse case automobilistiche, è la prima volta che mi capita di lanciare un prodotto praticamente perfetto. Al punto che ho deciso di introdurre una garanzia a vita per i primi mille clienti: un’iniziativa che è soprattutto uno statement fondato sulla consapevolezza di avere tra le mani un prodotto estremamente solido.

Il fatto che non stiamo svendendo queste vetture rappresenta inoltre una garanzia ulteriore per il cliente. Il costo reale di un’auto, infatti, non è determinato solo dal prezzo di acquisto, ma soprattutto dai costi di utilizzo: in questo caso contenuti, perché parliamo di vetture elettriche o plug-in con motori altamente efficienti, quindi dai consumi ridotti e facilmente ammortizzabili nel tempo.

Geely Auto Talks 2026, tappa a Napoli

Geely Auto Talks 2026, tappa a Napoli

Foto di: Geely

A questo si aggiunge una rete di assistenza già strutturata, la disponibilità dei ricambi — grazie a un magazzino presente in Italia — e una gestione attenta del valore residuo. Non puntiamo su canali non organici né su scontistiche aggressive che possono offrire un vantaggio immediato, ma finiscono per erodere il valore dell’auto nel tempo. Al contrario, proteggere il valore residuo significa garantire al cliente una vettura che manterrà valore anche dopo cinque anni.

Spesso, soprattutto sui social, emerge qualche perplessità: c’è chi si chiede quanto varrà un’auto tra cinque anni, o addirittura se esisterà ancora. A queste domande rispondo invitando a guardare cosa accade in Cina, dove queste vetture, anche dopo vent’anni e molti chilometri, continuano a essere pienamente efficienti. Sono auto che considero appartenenti a una generazione — e a una categoria — superiore.

Parlando di disponibilità, come gestite i tempi di attesa per le consegne? Quanto deve aspettare il cliente?

Ci siamo organizzati in modo quasi inverso: abbiamo semplificato lo spirito e la filosofia del gruppo, seguendo anche un po’ il mantra della riduzione dei costi attraverso la semplificazione. L’idea è quella di fare sistema, rendere tutto più essenziale: un unico motore, un 1.500 cc aspirato, e uno schermo declinato in diversi design.

Abbiamo quindi semplificato l’offerta, creando di fatto una launch edition: si può scegliere il colore, ma tutto è già incluso di serie, senza possibilità di aggiungere elementi superflui. Il prezzo rimane così molto accessibile.

Questo approccio mi ha permesso di ordinare un numero elevato di vetture. Oggi lavoro su uno stock già presente in Italia, pianificato con largo anticipo, in modo da poter offrire in ogni momento esattamente ciò che il cliente desidera, senza alternative inutili.

Non abbiamo mai avuto particolari problemi, se non per i tempi di immatricolazione. Essendo un brand nuovo, non siamo ancora direttamente collegati al Ministero, quindi dobbiamo passare attraverso un processo di importazione parallela, che comporta tempistiche più lunghe. Tuttavia, le vetture sono già disponibili: qui devono solo essere preparate e targate.

Quali sono gli aspetti più sottovalutati e quelli più sopravvalutati dai clienti che approcciano i nuovi costruttori esteri in generale e di Geely in particolare?

Più che di elementi sopravvalutati, parlerei di aspetti maggiormente apprezzati. Lo dimostra anche una nostra ricerca condotta sui clienti, sia su chi acquista sia su chi prova le vetture: emergono con chiarezza due fattori principali, la tecnologia e il design. Sono questi gli elementi che colpiscono di più e che riusciamo a trasferire con maggiore efficacia alle persone.

Tra gli aspetti sottovalutati, invece, metterei sicuramente la sicurezza. È qualcosa di cui spesso non ci si rende conto finché non si guida l’auto a lungo, in diversi contesti, sperimentandone davvero le capacità. Più aumenta il livello di assistenza e autonomia — penso, ad esempio, all’intelligent cruise control — più cresce anche la sicurezza: la vettura segue la strada, legge la segnaletica, mantiene la distanza dagli altri veicoli e dai margini della carreggiata.

Sono auto progettate per una guida sempre più autonoma, una realtà ormai vicina, non appena anche in Italia e in Europa sarà pienamente consentita. In Cina, ad esempio, è già evidente: sensori e Lidar sono integrati nelle vetture. Questo è probabilmente l’aspetto più sottovalutato, ma anche quello che rappresenta il maggiore valore aggiunto.

Se devo invece indicare qualcosa che, personalmente, tendo a sopravvalutare, è l’esperienza sonora a bordo. Al di là del piacere di guida, per me la musica è centrale. Parliamo di un’auto che, pur collocandosi in una fascia di prezzo accessibile — tra i 30 e i 35 mila euro — offre un sistema da mille watt con 16 altoparlanti. Da ex DJ, è un dettaglio che per me fa la differenza. Anche la gestione delle chiamate è interessante: il suono arriva direttamente dal poggiatesta, un po’ come accade con certi dispositivi indossabili, permettendo di parlare senza disturbare gli altri e continuando ad ascoltare la musica. Probabilmente gli attribuisco più importanza del dovuto, ma è un piacere autentico: a seconda della musica che si sceglie, l’abitacolo può trasformarsi in una piccola discoteca o in una sala da concerto.

Avete scelto Milano per l'anteprima europea della E2: cosa rappresenta questa vettura per l'Italia?

La EX2 — che in Europa viene importato come E2 — è oggi l’auto più venduta in Cina. E2 rappresenta un caso emblematico. Abbiamo voluto cogliere l’occasione della Milano Design Week perché è il contesto ideale per presentare un prodotto innovativo, con un design molto attraente e affine ai gusti italiani, supportato da una piattaforma che valorizza pienamente questi elementi.

Oggi, per me, l’auto non è più soltanto un concetto di mobilità: qualcuno l’ha definita un “telefonino a quattro ruote”, altri la considerano un elemento di geopolitica. Sicuramente racchiude design, complessità, tecnologia: un insieme di fattori che trovano nella Milano Design Week il luogo perfetto per essere espressi e valorizzati. Quale piattaforma migliore, dunque, per presentare in anteprima europea questo modello?

La “piccola” nasce già con una sfida importante, quasi insormontabile in Italia: l’adozione dell’elettrico. È un’auto esclusivamente elettrica, con un’autonomia di oltre 300 chilometri, pensata per il contesto urbano. Compatta — circa 4 metri e 10 — ma capace di offrire tutto ciò che serve, con un design molto accattivante. Mi auguro che, tra settembre e ottobre, quando la introdurremo sul mercato, questa resistenza verso l’elettrico possa ridursi, anche grazie agli incentivi: basti pensare ai 600 milioni esauriti in sole 24 ore, un segnale chiaro.

Lavorando insieme — industria e istituzioni — per facilitare l’adozione delle vetture elettriche, possiamo generare un beneficio per tutti. Soprattutto quando si ha la possibilità di accedere a un’auto così bella, tecnologicamente avanzata e quindi sicura, a un prezzo accessibile. Un prezzo che oggi non posso ancora svelare, perché ci stiamo lavorando, ma che sarà sorprendente. Sarà, in un certo senso, per tutti.

Nel contesto della Milano Design Week, la presentazione avviene in un luogo iconico, accompagnata da un’installazione molto ricercata. Questo rappresenta perfettamente il modo in cui vogliamo comunicare. In estrema sintesi, la bellezza di questa installazione racchiude tutti gli elementi della nostra campagna: il “Rinascimento tecnologico”.

È un’idea semplice: un design già orientato al pubblico italiano ed europeo, unito a una tecnologia proiettata nel futuro ma adattata all’essere umano, a chi guida. Un’auto quindi facile da usare, bella, e resa accessibile nel prezzo.

Proiettiamo questo concetto in Italia richiamandoci al Rinascimento, il momento in cui arte e scienza si sono incontrate. È nato proprio grazie alla contaminazione tra discipline — matematica, fisica, arte — dando vita a ciò che oggi conosciamo attraverso grandi maestri come Leonardo da Vinci. Ma dietro c’era molto di più: le botteghe, luoghi di sperimentazione; gli artigiani, che rendevano l’arte concreta e fruibile; e infine il mecenatismo, ovvero la volontà di investire per far emergere la bellezza e condividerla con il mondo.

Geely alla Milano Design Week 2026

Geely "Anima Mundi" alla Milano Design Week 2026

Foto di: Geely

In qualche modo, oggi, abbiamo tutti questi elementi: il “mecenatismo” è rappresentato dagli investimenti che realtà come Geely destinano al prodotto e al design, attraverso centri come quelli di Milano, Göteborg e UK. La tecnologia è all’avanguardia ed estremamente sicura.

Così, design, tecnologia e visione si uniscono, diventando espressione della vita quotidiana. E questi “capolavori” diventano accessibili a tutti, anche grazie a un prezzo che ne permette una reale diffusione.

Come si costruisce un'esperienza di mobilità che parli anche ai sensi e alla memoria?

Senza voler banalizzare, il grande utilizzo della tecnologia, degli automatismi e degli ADAS offre anche la possibilità di distrarsi, di pensare ad altro. Io dico sempre che l’intelligenza artificiale sconvolgerà il nostro mondo, perché ci insegnerà a dedicare una parte del nostro cervello, del nostro pensiero, a cose più belle: magari meno produttive, perché alla produttività penserà l’intelligenza artificiale.

E così io posso avere il tempo per guidare l’intelligenza artificiale, ma anche per dedicarlo a me stesso. Questo è, in parte, il beneficio di avere tutta questa tecnologia a bordo dell’auto: è semplice da utilizzare, non richiede uno sforzo continuo, è quasi intuitiva. E alla fine è anche un modo per restituirti delle emozioni: puoi apprezzare il panorama intorno, puoi cogliere dettagli che altrimenti perderesti.

Non il telefonino, possibilmente — anche se su questo non siamo ancora perfetti — ma piuttosto la possibilità, un domani, di leggere un bel libro o preparare il proprio lavoro mentre si è in viaggio, semplicemente godendosi lo scenario intorno. Quante volte è capitato di guidare in luoghi meravigliosi e sentirsi dire da chi è accanto: “Peccato, non puoi guardare, devi concentrarti sulla strada”? Immagina invece un’auto che ti aiuta davvero a guidare, mentre tu puoi finalmente osservare ciò che ti circonda.

Perderemo allora definitivamente il piacere di guidare?

Per me è esattamente l’opposto. È come quando si diceva che il cambio automatico avrebbe tolto il piacere: in realtà lo aumenta. Anche perché spesso ci definiamo piloti, ma non lo siamo davvero — se non in pista, dove l’emozione della guida è un’altra cosa.

Il piacere di guidare, per me, è il piacere di spostarsi, di accorciare le distanze tra luoghi diversi e di apprezzare la bellezza che ci circonda. Non è stare un’ora nel traffico o prestare attenzione a ogni semaforo. Anzi, è anche riscoprire la città grazie a un’auto più intelligente. Noi abbiamo la fortuna di vivere in Italia: che tu sia a Roma o a Milano, ovunque ti muova puoi vedere cose straordinarie. E per me, il vero piacere della guida è proprio questo — non cambiare marcia per poi fermarsi al semaforo.