Se si fa eccezione per la "parentesi" della 124 revival prodotta su base Mazda, le vetture sportive in Casa Fiat mancano ormai da oltre due decenni. L'ultima coupé di fama, battezzata semplicemente "Fiat Coupé", è infatti uscita di produzione nel 2000 e aveva tra i suoi fiori all'occhiello una versione top con motore 2.0 turbo cinque cilindri e 20V capace di raggiungere i 220 CV di potenza.

Questo motore, come quasi tutto il resto della gamma che su questo modello partiva dal 1.8 a quattro cilindri da 131 CV, apparteneva alla famiglia di motori modulari nota come "Pratola Serra", così chiamata in riferimento al comune in provincia di Avellino dove è sorto lo stabilimento in cui erano prodotti.

A quattro e cinque cilindri

La famiglia dei motori "Pratola Serra" viene sviluppata nei primi Anni '90 per rimpiazzare le precedenti serie di motori bialbero Fiat e Alfa Romeo e creare un'architettura modulare con cui coprire le esigenze di quasi tutta la produzione contenendo i costi.

Si tratta di una famiglia molto numerosa, che include unità a quattro e cinque cilindri comprese quelle a gasolio da 1,9 e 2,4 litri che poi evolveranno nei celebri Multijet. Quanto ai benzina, se ne sviluppano una lunga serie con cilindrate comprese da 1,4 a 2,4 litri, anche se i più potenti non saranno quelli con la cubatura maggiore.

Fiat Bravo HGT 20V 1995

Fiat Bravo HGT 20V 1995

Le caratteristiche più importanti di questi motori includono il basamento in ghisa, a pareti sottili con canne integrate, la testata in alluminio con pompa del raffreddamento integrata e camere di scoppio asimmetriche sui benzina, con angolo tra le valvole di 47°. Hanno inoltre pistoni in lega di alluminio con riporto in grafite per ridurre l'attrito interno e lubrificazione con scambiatore raffreddato ad acqua che sulle varianti turbo diventa ad aria.

Sempre parlando dei benzina, la distribuzione è a doppio albero a camme in testa con quattro valvole per cilindro, comando a cinghia dentata e in aggiunta, per alcune varianti,  variatore di fase e condotto di aspirazione a lunghezza variabile.

Fiat Coupé 2.0 20V Turbo Plus 1997

Fiat Coupé 2.0 20V Turbo Plus 1997

Il Turbo 20V

I motori a cinque cilindri sono due, un 2.0 e un 2.4 (più la variante turbodiesel 10 valvole sempre da 2,4 litri), ma se il secondo è disponibile soltanto come aspirato, il primo viene declinato anche in una versione Turbo che arriva nel 1997 a sostituire il 2.0 Turbo 16V a quattro cilindri progettato dall'ing. Lampredi.

Questo 20V rappresenta il massimo picco prestazionale raggiunto dalla famiglia Pratola Serra e della Coupé, che lo monta sulla versione Turbo Plus con una potenza di 220 CV a 5.750 giri/min. (ben 30 CV più del "Lampredi") e una coppia di 310 Nm, capaci di spingere la sportiva a 250 km/h con 0-100 km/h in 6,3 secondi.

Nella versione aspirata, il motore è offerto anche sulle berline Marea e Bravo/Brava con potenza fino a 155 CV. Oltre alla Fiat Coupé, l'unico altro modello a montare la variante turbo è la Marea nella versione per il sudamerica, dove però la potenza massima non supera i 185 CV. 

Fotogallery: Fiat, il motore 2.0 20V Pratola Serra