La notizia è di quelle che, se confermata, rischierebbe di provocare un terremoto politico all'interno dell'Unione Europea. Secondo quanto riportato dal Guardian infatti "I nomi e gli indirizzi di migliaia di automobilisti dell'UE sono stati illegalmente consultati dalla polizia italiana e condivisi con la società che riscuote le sanzioni Ulez (Ultra low emission zone, la ztl di Londra) per conto di Transport for London (società che gestisce il trasporto pubblico della capitale inglese)"

Accusa pesante proveniente da Belgio, Paesi Bassi e Germania. Ma andiamo con ordine per comprendere al meglio la ricostruzione del Guardian.

Questione di brexit

Tutto parte con la Brexit (l'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea) e dalle trattative tra le istituzioni. Secondo l'accordo finale le autorità di oltre Manica posso accedere ai dati personali dei cittadini dell'Unione unicamente per reati penali. Nei quali non rientrano - e ci mancherebbe altro - gli accessi non autorizzati alla ztl londinese.

Stando a quanto riportato dalla testata inglese ciò non avrebbe impedito a uno dei quattro corpi di polizia nazionale italiana (non è stato rivelato a quale ci si riferisca) di accedere a database di altri paesi UE per condividere generalità di automobilisti rei di essere entrati nella Ulez.

Le accuse sarebbero state mosse in prima istanza dal governo belga, cui avrebbero fatto poi eco anche Paesi Bassi e Germania. Secondo le autorità di Bruxelles "la polizia avrebbe abusato dei propri poteri ufficiali per passare i dati personali degli automobilisti belgi a Euro Parking Collections, società impiegata da TfL per emettere multe a chi non rispetta la Ztl". Sempre secondo il Guardian l'autorità italiana per la protezione dei dati starebbe indagando sulla questione.

Abbiamo contattato l'ufficio del garante della privacy, il quale ha risposto con una dichiarazione ufficiale che trovate di seguito

In riferimento a notizie diffuse dalla stampa estera e nazionale riguardanti un massivo trasferimento di dati personali di automobilisti italiani ed europei nel Regno Unito, il Garante Privacy informa di aver avviato nei mesi scorsi un’istruttoria per accertare eventuali responsabilità connesse alla violazione della vigente disciplina in materia di protezione dei dati personali.

Questione continentale

Già lo scorso mese il Guardian aveva rivelato come "centinaia di migliaia di immigrati britannici e cittadini dell’UE sono stati ingiustamente multati per ingressi nella Ulez, alcuni per importi di migliaia di sterline [...] Molti automobilisti sono stati multati per aver omesso di preregistrare veicoli conformi alle norme sulle emissioni prima di entrare a Londra. Ad altri è stato ordinato di pagare 2.000 sterline (2.342 euro) a seguito di una errata classificazione dei loro veicoli".

La testata inglese sottolinea come nel 2022 un ufficiale giudiziario belga sia stato accusato dello stesso reato imputato alla polizia italiana e attualmente è "sottoposto a procedimento disciplinare e deve affrontare una possibile indagine penale". Tfl avrebbe affermato che dal 2022 nessuna multa è stata notificata ad automobilisti belgi, secondo quanto rilevato dal Guardian invece tra marzo 2022 e ottobre 2023 Euro Parking Collections avrebbe inviato più di 17.000 sanzioni a cittadini residenti in Belgio.

Ad aggiungere benzina sul fuoco Tfl, rispondendo a una richiesta del Guardian, ha dichiarato di non aver fatto ricorso a metodi illegali per risalire ai dati degli automobilisti europei, sottolineando come Euro Parking Collections sia autorizzata ad accedere ai dati della motorizzazione belga. Cosa negata dalle autorità di Bruxelles, che avrebbero comunque accusato la polizia italiana di aver passato le informazioni. 

Interrogata dal Guardian Tfl si è rifiutata di commentare.