Forse sappiamo quale Gruppo Cinese potrebbe costruire auto in Italia
Secondo la Reuters il Governo sarebbe in trattativa con Chery per portare la produzione di auto del colosso cinese in Italia
Circa 24 ore dopo l'intervento del ministro Adolfo Urso alla Camera ed ecco che esce quello che - secondo le indiscrezioni riportate da Reuters - sarebbe il Gruppo cinese individuato dal governo per portare la produzione di auto in Italia.
Si tratta di Chery, uno dei gruppi automobilistici più grossi della Cina, sul quale l'esecutivo starebbe (per citare la Reuters) "puntando maggiormente. Per ora non ci sono stati commenti da ambo le parti. Anche se l'agenzia di stampa riporta alcune dichiarazioni che non sembrano lasciare spazio a dubbi.
Differenti possibilità
Il direttore generale di Chery Europe - Jochen Tueting - ha infatti dichiarato alla Reuters come il Gruppo starebbe "esplorando differenti possibilità in Europa per cercare un potenziale asset produttivo per il futuro. In questo momento stiamo discutendo in diverse sedi europee". Il manager non ha aggiunto altro, citando vari accordi di non divulgazione firmati tra le parti.
Secondo le fonti anonime citate dalla Reuters l'Italia sarebbe in pole position, con la possibilità di ristrutturare uno stabilimento esistente, così da accorciare i tempi, anche se l'opzione di costruirne uno completamente nuovo sarebbe sul tavolo. La principale concorrente sarebbe la Spagna con una ex fabbrica Nissan nei pressi di Barcellona.
Naturalmente è ancora presto - anzi prestissimo - per sapere quali modelli Chery potrebbe produrre in Italia. Con l'elettrico che stenta a decollare il Gruppo cinese potrebbe puntare su motorizzazioni elettrificate o puramente termiche, lasciando ai powertrain elettrici uno spazio minimo, in attesa che il mercato viri verso la mobilità a batterie.
Sopra quota un milione
Nel suo intervento di ieri Urso ha parlato di "tre Gruppi cinesi" e Chery faceva già parte della lista, ora quindi la sua posizione si rafforza. Se i colloqui dovessero andare a buon fine si aggiungerebbe un altro tassello per raggiungere gli 1,3 milioni di veicoli da produrre in Italia, quota indicata dal ministro per garantire la sopravvivenza del mondo auto in Italia, con Stellantis impegnata a toccare il milione nei prossimi anni.
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