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Cinesi e non solo, l'Italia punta con forza a un secondo produttore auto

Il ministro Adolfo Urso ha riferito alla Camera sulle trattative del governo per portare costruttori stranieri, cinesi compresi, in Italia

Stabilimento di Cassino

"Da diversi mesi abbiamo avviato un'intensa azione per portare nel nostro Paese almeno un secondo costruttore di auto, stiamo dialogando con tre Gruppi cinesi e con aziende occidentali". Ecco uno dei passaggi dell'intervento di oggi del ministro delle imprese e del made in Italy Adolfo Urso alla Camera, con il quale ha aggiornato l'avanzamento dei lavori per il rilancio del settore automotive in Italia.

Focus sulla produzione, ma non solo. Il ministro ha infatti ribadito quanto detto già tempo fa: se gli incentivi auto 2024 non dovessero funzionare dal 2025 i fondi saranno destinati alla produzione e non al consumo.

Con chi sta parlando il Governo?

A quali Gruppi cinesi fa riferimento Urso? Nel corso del suo intervento non ha fatto nomi ma questi sono già noti, anche se uno è già fuori dai giochi. Si tratta di BYD, contattata dall'esecutivo nei mesi scorsi ma ritiratasi per via della scelta dell'Ungheria come sede della propria fabbrica europea di auto. Fuori una.

Nella lista figurano anche Chery e Saic, intenzionate a sbarcare nel Vecchio Continente non solo con i propri prodotti ma anche con linee produttive. Dove? Le decisioni non sono ancora state prese ma entrambi i Gruppi hanno indicato l'Italia come possibile sede per i nuovi stabilimenti.

C'è poi Tesla. Secondo quanto dichiarato dallo stesso Urso qualche settimane fa i contatti andrebbero avanti da mesi e i riscontri - a sentire il ministro - sarebbero positivi. A oggi però non c'è nulla di ufficiale.

L'ultimo nome, ancora una volta cinese, è quello di Leapmotor, di cui Stellantis possiede il 21,2% delle azioni. Secondo indiscrezioni dal 2026 la fabbrica di Mirafiori potrebbe iniziare a produrre modelli del brand orientale, ma anche in questo caso mancano ancora conferme.  

Una ricerca che non si ferma e che vuole portare il numero di veicoli prodotti in Italia a quota 1,3 milioni di unità all'anno. Numero definito minimo per garantire la sopravvivenza del mondo auto in Italia. Il milione promesso da Stellantis da solo non basterebbe.

Auto e indotto. Urso ha colto l'occasione per sottolineare l'importanza della firma tra il governo e Silicon Box, per la nascita di una fabbrica di chip in Italia. La speranza è che il successo della trattativa possa ripetersi anche sia per stabilimenti auto e sia

per quanto riguarda i produttori delle componenti che servono all'auto elettrica. Mi riferisco alle batterie. Il nostro obiettivo è quello di invertire la tendenza e far tornare il nostro Paese uno dei più significativi nella scala della produzione europea

La questione incentivi

Urso è tornato poi a parlare di incentivi. Il Godot del momento. Se infatti gli incentivi auto 2024 sono partiti - e quelli dedicati ai modelli benzina e diesel si sono esauriti in poco più di una settimana - tutti aspettano le nuove tabelle, quelle con bonus massimo pari a 13.750 euro.

Ancora una volta il ministro non ha dato tempistiche, limitandosi a ribadire la cifra totale messa sul piatto (950 milioni di euro) e le novità attese. Dagli incentivi anche per le auto usate al noleggio a lungo termine ("impropriamente detto leasing sociale" ha sottolineato Urso, volendo così evidenziare le differenze con il modello francese) e il retrofit metano e GPL.

Se anche questa manovra non dovesse andare a buon fine dal 2025 gli incentivi non saranno dedicati al consumo ma alla produzione, per sostenere la filiera e proteggere la produzione locale (nazionale e continentale) dai sempre più numerosi modelli in arrivo dalla Cina.