Le auto cinesi si difendono dalle accuse dell'Europa
Merito dell'innovazione e non di sussidi: così il ministro cinese Wang Wentao ha risposto ai sospetti di sovvenzioni statali da parte di Pechino
Innovazione, efficienza industriale, supply chain e concorrenza di mercato Ecco quali sono i punti di forza delle Case automobilistiche cinesi - sui quali si basano i successi commerciali degli ultimi tempi - secondo il ministro del commercio Wang Wentao, intervenuto a Parigi in un incontro con vari rappresentanti dei costruttori orientali come Geely, Saic, BYD e Catl.
Una risposta nemmeno troppo velata alla Commissione Europea, secondo la quale ci sarebbero sovvenzioni statali dietro l'invasione di auto cinesi nel Vecchio Continente, a violare l'articolo europeo che regolamenta la "difesa contro le importazioni oggetto di sovvenzioni provenienti da paesi non membri dell'Unione europea".
I fatti
Ripercorriamo quanto successo negli ultimi mesi. A settembre la Commissione Europea ha avviato un’indagine per fare chiarezza su eventuali pratiche scorrette da parte di Pechino, accusata di sovvenzionare in maniera scorretta i propri costruttori per tenere bassi i prezzi delle proprie auto elettriche, così da poter fare concorrenza ai rivali europei.
Indagine i cui risultati sono arrivati in tempi relativamente brevi, con una risposta chiara (almeno stando alle parole della Commissione): sulle auto elettriche la Cina viola le regole. Nel documento stilato si citano principalmente tre prove:
- trasferimento diretto di fondi e in potenziali trasferimenti diretti di fondi o obbligazioni
- rinuncia della pubblica amministrazione ad entrate altrimenti dovute o nella mancata riscossione delle stesse
- fornitura, da parte della pubblica amministrazione, di beni o servizi per un corrispettivo inferiore all'importo che sarebbe adeguato
Un supporto fiscale che drogherebbe il mercato e che starebbe portando l'Europa all'introduzione di dazi doganali nei confronti delle auto cinesi, così da aumentare i costi dell'esportazione e di conseguenza i listini.
Accuse che, come detto, il ministro Wang Wentao smentisce categoricamente bollandole come "protezioniste". Per fare chiarezza sulla situazione, e arrivare a un accordo, secondo la Reuters Wentao avrebbe già incontrato Luca De Meo (per l'occasione in veste di numero uno dell'Acea, associazione dei costruttori auto europei, e non in quella di ad di Renault) e nel corso del proprio tour europeo avrà colloqui con politici del Vecchio Continente, compreso il ministro dell'economia francese Bruno Le Maire e quello degli esteri italiano Antonio Tajani in occasione del "Business and Dialogue Forum Italia-Cina", in programma il 12 aprile.
Intanto le Case cinesi sembrano sempre più interessate ad aprire stabilimenti in Europa: BYD lo farà in Ungheria nel giro di 3 anni, un altro brand potrebbe arrivare in Italia e secondo rumors la Leapmotor T03 potrebbe prendere il posto della Fiat 500 a Tychy.
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